Giorgia presenta l’album di cover “Pop Heart”. Duetti, sorprese, ricordi e lati nascosti

Giorgia

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Uscirà il 16 novembre “Pop Heart”, il nuovo progetto artistico di Giorgia. La cantante si mette in gioco con un album di cover, le stesse che hanno scandito i suoi primi passi nel mondo della musica. In tracklist ci sono alcuni di quei brani che la cantante romana ha scoperto grazie al suo papà che cantava nei club e nei locali di zona. Altri sono arrivati come fulmini a ciel sereno in età adulta. Altri ancora magari verranno con un possibile volume 2.

“Il titolo è arrivato alla fine del disco quando ho tirato le somme e mi sono resa conto di aver fatto delle scelte di cuore; un cuore profondamente pop. Quando ero giovanissima, mi sceglievo le canzoni che mi piacevano, ero schizofrenica, mi sono specializzata in soul e ryth’m & blues poi i miei gusti si sono evoluti. In questi 15 anni ho trovato difficoltà a dare una coerenza, a seguire un ordine di tempo o di genere. Ecco perché questa tracklist nasce da cose che mi sono appartenute nel tempo e che mi riportano a momenti della vita importanti. Tutto diventa pop nel momenti in cui un qualcosa di tuo può essere condiviso con altri”, racconta Giorgia.

“Non è facile cantare le canzoni degli altri. Speso a fine concerto mi diverto a farlo ma, un conto è farlo live insieme al pubblico, un altro è incidere qualcosa che resterà. Per questo lavoro, mi sono ascoltata le canzoni con molta attenzione, non mi sono imposta di dare qualcosa di mio. Ho rispettato le versioni originali cercando di farle mie il più possibile. Più che concentrarmi sull’uso della voce, ho messo l’accento sui testi. Per me è stato un esercizio interpretativo finalizzato a mettere in evidenza il sentimento. Questo è l’aspetto che mi interessa di più in questo momento. Dopo tanti anni di tentativi e di esperimenti, alla fine impari che la voce veicola e trasmette le tue emozioni anche se il a tenere le fila di tutto questo discorso è il fiato. Se ne hai il controllo, puoi crederci e dare una sensazione precisa a chi ti ascolta cantare”.

“In questo lavoro ho voluto cantare cose che il pubblico non avesse già ascoltato. Insieme a Canova ho cercato degli arrangiamenti che, pur rispettando la versione originale, ci trasmettessero un plus. Io stessa ho cestinato tanti brani in cui non mi ci sentivo. Questo album nasce confidando nel futuro, non c’è ancora un volume 2 ma è un strada che mi sono lasciata aperta. Potrebbe essere un classic heart o un black heart”.

POP HEART - Giorgia_Cover

POP HEART – Giorgia_Cover

“Tra i brani più belli e più difficili c’è sicuramente “I Will Always love you” di Whitney Houston. All’inizio la ritenevo intoccabile poi, in virtù del fatto che io ero una sua fan mitomane, dall’alto della mia antica pretesa di capirla, ho voluto cantare qualcosa di suo per omaggiarla. Il brano che ho scelto non è neanche quello che amo di più, ne ho fatte altro più r’n’’b ma questo è il manifesto della sua carriera. Il brano è del ‘92 e segna la fine di un momento. Dopo quel pezzo sono cambiate tante cose nella mia vita, all’inizio lentamente poi più velocemente. Avevo la sua versione originale stampata nelle orecchie, ho voluto fare quella più difficile, all’inizio non ci arrivavo, avevo la gola chiusa poi pian piano sono entrata nel pezzo, ho fatto pace con la responsabilità e dopo 6-7 tentativi, sono riuscita a trovare la mia versione”.

Il duetto più inaspettato è quello con Tiziano Ferro ne “Il conforto”: “Forse vi sarà sembrata una scelta inconsueta, visto che il brano è molto recente. Ma d’altronde perché no? Si tratta di una bella canzone, ben costruita per un duetto. La versione con Carmen è magnifica ma mi piaciuto cantarla con Tiziano. Avevo voglia di duettare con lui da tempo, ci siamo andati vicini parecchie volte e questa è stata l’occasione per omaggiare una bella canzone. Abbiamo ricantato il brano a Milano, Tiziano era felicissimo, ci siamo divertiti a fare quello che ci piace e che nasce dalla nostra matrice comune”.

Video: Le tasche piene di sassi

Gli altri duetti sono camei: “A Elisa ho chiesto di fare Ligabue ed è stata molto dolce sebbene fosse impegnata con l’uscita del suo disco. Mi piace molto il fatto che quando cantiamo insieme nel brano non si capisca chi è chi. Nel brano di Eros ho cantato una tonalità molto diversa, a lui ho chiesto un colore per creare una cifra che avesse il suo benestare. Il suo timbro rimette le cose a posto. Poi ci sono delle chicche: c’è la bellezza assoluta di “Anima” di Pino Daniele, l’attualità di Vasco Rossi, l’originalità di Mango ( del suo brano mi piace pensare che se l’avesse fatta oggi, l’avrebbe fatta proprio così come adesso). Tra le sorprese c’è il contributo di Benny Benassi in “I Feel love” di cui mi ha promesso una versione extended. Questo brano l’ho scoperto ascoltando una delle cassette di mio padre per i night. Ricordo che mi flashò con questa intro di un quarto d’ora. Donna Summer aveva una modernità assurda, faceva cose proibite a quel tempo e cantava con una sensualità pazzesca. Dovevo fare un suo brano, è una parte di me che c’è e resiste. Poi c’è “L’essenziale” di Marco Mengoni: io e Marco abbiamo un passato in comune ed è come se fossimo parenti. Scherziamo tanto insieme su un terreno comune e abbiamo un bellissimo feeling, spesso gli dico “Sembro te, che sembri me, che sembro te”. In “Come neve” ricordo questo divertente aneddoto: pensavo di essere troppo alta perché lui non si sentiva, alla fine era lui che cantava ed io che si trattasse della mia voce”.

“Mi piacerebbe che qualcuno di questi artisti venisse a trovarmi in tour ma sarà difficile, molti sono impegnati nei rispettivi tour. Il mio live partirà ad aprile, il palco non sarà centrale, mi sono fatta già troppi chilometri (ride ndr). Ci sarà più leggerezza e ci divertiremo a trovare formule per suonare con agilità sul palco. A brevissimo, e per l’esattezza il 23 novembre, canterò nel Duomo di Milano per un evento benefico organizzato dall’Associazione “Per Milano”, in collaborazione con il Comune e con la Caritas Ambrosiana finalizzato al raccoglimento di fondi da destinare ai bimbi disabili. Per la prima volta sarò in Duomo, con me ci sarà la mia band ma anche l’Ochestrs Roma Sinfonietta con 50 elementi coordinati dal Maestro Valeriano Chiaravalle. Canterò “Come saprei”, “Di sole e d’azzurro”, “Gocce di Memoria”, “E poi”, “Credo”, “Le tasche piene di sassi”, “Anima” e un’immancabile “Ave Maria” (sto studiando la versione di Andrea Bocelli). A chiudere “You make me feel like a natural woman”. Il tutto mentre vestirò un elegantissimo abito Dior”.

“La morale a tutto questo lavoro è che l’importante sia che l’emotività arrivi. Nella vita non c’è matematica, non ti avvisa di nulla. Spesso mi è capito di capire di trovarmi in un altro punto della mia vita, ho imparato a vedermi in un altro modo, a vivere momenti di sconforto per poi ricominciare. La mente fa la differenza e incide sul canto. Se canti pensando, canti male. La parte che deve arrivare non ha un nome, o c’è o non c’è e la raggiungi attraverso un lavoro interiore.”

 Raffaella Sbrescia

Giorgia torna al Mediolanum Forum per lo show più libero della sua carriera

giorgia forum ph Francesco Prandoni

giorgia forum ph Francesco Prandoni

Giorgia torna sul palco per il colpo di coda finale di un anno importante. Con la reprise del tour “Oronero live”, l’artista è tornata sul palco del Mediolanum Forum per uno show intenzionalmente mastodontico, un appuntamento celebrativo che lei ha voluto costruire a modo suo. La novità sfidante è un grande palco centrale in cui il protagonista è un grande albero che, se da un lato simboleggia il forte legame di Giorgia con le sue radici soul, dall’altro testimonia la naturale propensione della sua voce verso alte vette di profonda spiritualità. Con l’intento di mettere in piedi una gigantesca festa in cui tutti gli invitati possono interagire in maniera ravvicinata con il festeggiato, Giorgia mette da parte i tacchi rivolgendosi al suo pubblico in ogni direzione. L’intenzione è nobile, il risultato però stinge la magia.
Giorgia è unica, da sempre la sua voce viene riconosciuta come una delle più belle e potenti della musica italiana. Non ha bisogno di null’altro che non siano gli strumenti dei suoi eccellenti musicisti. Si sà che nel 2018, per stare al passo con le produzioni monster, ci si ingegna a cercare soluzioni spettacolari ma a volte, come nel caso di Giorgia, il minimalismo sarebbe stato ancor più spettacolare.

Apprezzabili i suoi sforzi, nonchè la fatica fisica di cantare al suo livello girando in lungo e in largo per due ore e passa ma davvero non ce n’era bisogno. Accompagnata da Sonny Thompson (direttore musicale, basso, chitarra, voce), Mylious Johnson (batteria), Claudio Storniolo (piano), Gianluca Ballarin (tastiere), Giorgio Secco (chitarra) e da due street band: gli Psycodrummers, un gruppo di 11 percussionisti, e i Man In Brass Ensemble, un gruppo di 8 fiati (4 trombe, 2 tromboni, un sax e 1 susafono), Giorgia sceglie di regalare un ritmo vibrante, colorato e funky al suo concerto libero, dai tempi dilatati e costellato di interazioni parlate con il pubblico. Ride, scherza, si emoziona, la cantante romana è affamata di contatti ravvicinati ed è proprio questo contrasto tra gli elementi a spiazzare il pubblico; ora commosso, ora esaltato. Al centro di tutto: la musica. Che sia quella di Giorgia, o quella con cui la cantante si è formata non ha importanza. Sia prima che durante il concerto, il soul e r’n'b la fanno da padrone. Il suono varia di brano in brano: dalle percussioni al ritmi latini, a sprazzy raggae passando per incursioni dance, Giorgia veleggia in un arcobaleno di note.

In scaletta ovviamente presenti i grandi classici di Giorgia ma anche molti brani estratti estratti dal suo ultimo album “Oronero”. Grande emozione per il medley acustico con Come Saprei, E poi, Per fare a meno di te, Eternità ma sopratutto per il grande ritorno di “Onde” di Alex Baroni che Giorgia torna a cantare live per la prima volta. Un modo, questo, per rappacificarsi col dolore e con la mancanza. Ricucire uno strappo significa imparare a conviverci guardando fieramente la cucitura. Il momento più atteso arriva sulle note di “Come neve”: la canzone che ha reso un sogno realtà: Marco Mengoni sale sul palco del Mediolanum Forum ed è pura magia. La sua voce e quella di Giorgia si fondono creando un dolce effluvio di voci potenti e vellutate. L’anima soul, la radice delle origini, la chimica amicale, l’affinità spirituale collimano in un incantesimo che in tanti aspettavano da anni. Chissà cosa avrà pensato Piero Calabrese (primo storico produttore di entrambi, prematuramente scomparso) guardandoli da lassù. Sarà stato sicuramente fiero di vedere come a distanza di tempo i tasselli si siano comunque riuniti perchè il destino era scritto nelle stelle.

Raffaella Sbrescia

SCALETTA:
“Oronero”
“Il mio giorno migliore”
“È l’amore che conta”
“Chiamami tu / Turn your lights down low”
“Mutevole”
“Vivi davvero”
“Scelgo ancora te”
“Quando una stella muore”
“Non mi ami”
“Gocce di memoria”
“Regina di notte”
“Come saprei”
“E poi”
“Per fare a meno di te”
“Eternità”
“Vado via”
“Tu mi porti su”
“Di sole e d’azzurro”
“Marzo”
“Io fra tanti”
“Come neve”
“Per non pensarti”
Medley ’98 “…Baby one more time / My love is your love / I don’t want to miss a thing / My heart will go on / Onde”
“Credo”

Come neve: Giorgia e Marco Mengoni insieme nel duetto perfetto

Giorgia Mengoni ph Julian Hargreaves

Giorgia Mengoni ph Julian Hargreaves

Era l’ormai lontano 2009, Marco Mengoni iniziava la sua carriera e tra i suoi punti di riferimento citava sempre lei: Giorgia. Frutti di una stessa matrice soul, entrambi dotati di una voce flessibile, potente, sinuosa, in grado di cantare tutto in modo ineguagliabile, figli della scuola cantautorale made in Roma, che Piero e Massimo Calabrese hanno costruito nell’arco di diversi decenni, Marco e Giorgia si ritrovano finalmente sullo stesso piano e sulle stesse note per un nuovo singolo intitolato “Come neve”.

Chi segue questi due artisti da diverso tempo, saprà che il loro incontro artistico era un fatto agognato, spesso considerato possibile emblema di duetto perfetto.

La trama del brano persegue in modo morbido e vellutato un refrain ripetuto a più riprese e con cadenze diverse. Il tappeto elettronico ricorda diverse produzioni precedenti di entrambi, questa a dire il vero è la pecca di questo lavoro il cui punto focale rimane, tuttavia, l’incontro all’unisono delle due voci di Marco e Giorgia. Il testo, scritto insieme a Tony Maiello e Davide Simonetta, racchiude una richiesta d’aiuto per riuscire ad affrontare le cadute della vita all’insegna della propositività e leggerezza. Un modo per liberarsi dai demoni e dalle ossessioni che offuscano il nostro presente.

come neve

come neve

Il singolo, arrivato a ridosso dell’uscita di “ORONERO LIVE”, anticipa il nuovo progetto di Giorgia che conterrà altri brani inediti nonché il meglio di “Oronero Tour”.

Il consiglio per l’ascolto: chiudete gli occhi e lasciatevi trasportare dai ghirigori disegnati dai vocalizzi di due performer che ci invidiano in molti.

Raffaella Sbrescia

Oronero Tour: Giorgia ammalia Milano con elegante semplicità

Giorgia live @Mediolanum Forum ph Francesco Prandoni

Giorgia live @Mediolanum Forum ph Francesco Prandoni

Giorgia torna in scena con il suo “Oronero tour” (prodotto da Live Nation Italia), un’avventura live dall’eleganza maestosa e pulita al contempo. Un viaggio emotivo che ha preso il via a Mantova e che lo scorso 24 marzo si è materializzato al Mediolanum Forum di Milano. Grazie ad una scaletta principalmente pensata per il pubblico, la cantante romana ha individuato un punto d’ incontro tra la sua identità odierna e tutto ciò che è stato il suo passato. Il concerto si anima poco a poco con un palco super tecnologico, ideato da Claudio Santucci per Giò Forma, in cui i 6 mega schermi che lo compongono si muovono e si trasformano in continuazione. Attraverso un continuo cambio dello spazio e della prospettiva, lo scenario cambia mantenendo aperta una dimensione spazio-temporale simile a quella di un movimento ondulatorio, a cavallo tra presente e passato.

Giorgia live @Mediolanum Forum ph Francesco Prandoni

Giorgia live @Mediolanum Forum ph Francesco Prandoni

Reduce dalla partecipazione al Festival di Sanremo in qualità di super ospite, Giorgia ha capitalizzato il grande carico emotivo di quel momento speciale, ha focalizzato l’essenza del suo percorso umano e artistico e l’ha resa fruibile a tutti coloro che nel corso degli anni si sono imbattuti nella sua voce potente e cristallina. Accompagnata da Sonny T (direttore musicale e basso), Claudio Storniolo (piano), Gianluca Ballarin (tastiere), Giorgio Secco (chitarra), Mylious Johnson (batteria), Giorgia ha messo insieme tutti i tasselli più importanti della sua vita mettendo in campo la sua visione ma anche la sua capacità di andare oltre il momento contingente. Ad arricchire lo show, sempre in maniera semplice, una serie di originali elementi coreografici, la presenza dei percussionisti Psycodrummers nonchè il contributo emozionale dei due ballerini di popping (i fratelli Patrizio e Rachele Ratto) che con la loro danza ‘robotica’ sono entrati in scena in vari momenti collegando simbolicamente i brani in scaletta. Il concerto è partito con “Vanità”, uno dei pezzi più belli dell’ultimo album “Oronero”, a cui Giorgia ha dedicato uno spazio ampio ma senza esagerare. Consapevole della grande portata dei suoi più grandi successi, la cantante ha incontrato il pubblico lasciandosi accompagnare sulle note di “E poi”, “Come saprei”, “Gocce di memoria”, “E’ l’amore che conta” e l’inarrivabile “Di sole e d’azzurro”. Elettronica, rock, pop e soul hanno incorniciato la voce di Giorgia che, muovendosi con agio e scioltezza tra successi di ieri e di oggi, ha trovato anche il modo per omaggiare Prince e Pino Daniele per offrire un ritratto ancora più esaustivo della sua anima artistica. A completare l’opera, un curioso medley, una sorta di terzo tempo dedicato ad alcuni dei più noti successi del 1997 da “Primavera” di Marina Rei, “Che male c’è” di Pino Daniele, “Laura non c’è” di Nek fino a “Notorius” di Puff Daddy. A chiudere l’esperienza di incontro pubblico/artista è stata “Io fra tanti”, una scelta non casuale per ribadire in modo non ostentato l’unicità di un’artista matura, consapevole ma soprattutto emozionante.

Raffaella Sbrescia

Scaletta
INTRO
VANITÀ
CREDO
SCELGO ANCORA TE
TU MI PORTI SU
E POI / GIRASOLE / COME SAPREI
VIVI DAVVERO
MARZO
GOCCE DI MEMORIA
PRINCE BAND TRIBUTE
POSSO FARCELA
AMORE QUANTO BASTA
È L’AMORE CHE CONTA
REGINA DI NOTTE
QUANDO UNA STELLA MUORE
NON MI AMI
IL MIO GIORNO MIGLIORE
DI SOLE E D’AZZURRO
ORONERO
1997 HITS
DIMMI DOVE SEI / UN AMORE DA FAVOLA
IO FRA TANTI

“Oronero”: Giorgia racconta il disco della consapevolezza. Intervista

Giorgia

Giorgia

Giorgia torna in scena con “Oronero” (Microphonica/Sony Music Italy), il suo decimo album di inediti. Forte di un consolidato ed inossidabile sodalizio artistico con il produttore Michele Canova, già insieme a lei nei precedenti due album, “Dietro le apparenze” (2011) e “Senza paura” (2013), la cantante rinverdisce la sua veste di autrice firmando ben 10 dei 15 brani che compongono la tracklist di un progetto intimo e ragionato. I punti chiave di “Oronero” sono una spiccata sensibilità ed una carismatica carica interpretativa. Doti che, da sempre, rappresentano gli assi nella manica di Giorgia che, in questa specifica occasione, decide di raccontarsi senza filtri attraverso una scrittura matura, consapevole e carica di contenuto.

Intervista

 “Oronero” è un album lungo, denso e vario. Ci racconti come nasce questo progetto?

Non mi sono posta regole o limitazioni, avevo intenzione di realizzare 11 al massimo 13 canzoni. L’idea di “Oronero” è nata due anni fa, mi sono concessa del tempo perché dovevo e volevo fare le cose con la giusta e dovuta calma. Nell’album ho voluto raccontare i giorni che stavo vivendo, mi sentivo alla ricerca di qualcosa. Ho anche chiesto canzoni ad artisti amici ma molti di loro erano impegnati su più fronti e a me non piace molto stare lì a chiedere le cose. Poi piano piano le canzoni sono arrivate, ho lavorato con orari precisi, quasi da operaia, mi sono imposta di scrivere tra un impegno di famiglia e l’altro. Questo modo di lavorare è stato assolutamente nuovo per me però devo dire che ha dato i suoi frutti.

Hai lavorato ancora con Michele Canova. Quali sono i punti fermi del vostro sodalizio artistico?

Io e Michele Canova abbiamo lavorato con un’ottima intesa. Ci siamo confrontati molto e su ogni cosa ci siamo trovati d’accordo; una perfetta comunione di intenti. Per questo album il mio obiettivo era quello di realizzare un disco più elettronico con delle ritmiche precise e uso di synth da coniugare al tocco umano di musicisti come Tim Pierce e Alex Alessandroni. Non abbiamo seguito le mode del momento, abbiamo voluto sperimentare, ci siamo concessi delle libertà spostandoci un po’ fuori dai soliti canoni.

Come pensi che queste scelte influenzeranno la costruzione del nuovo live?

La varietà mi servirà molto dal vivo quando dovrò assemblare la scaletta e dovrò mettere insieme i tasselli. Mi piacerebbe creare dinamiche diverse all’interno del concerto, di sicuro dovrò trovar un equilibrio tra vecchie e nuove canzoni. Vorrei accontentare tutti i miei fan, da quelli storici a quelli che mi hanno scoperto soltanto adesso.

Cosa significa per te la parola “cambiamento”?

Credo che per cambiare il mondo (sì credo ancora, forse più di prima) si debba partire dalla propria anima, è necessario lavorare sull’ autocoscienza. Il vero ostacolo a questo pare essere il poco tempo che ognuno ha per sé tra vita quotidiana e stimoli di tutt’altro tipo. A livello personale, il grande cambiamento che ho vissuto è stato liberarmi del bisogno d’approvazione altrui, mi sono proposta con grande naturalezza in questo disco mentre in passato ho avuto il pudore di dire le mie cose.

“Oronero” è il primo singolo estratto da questo album. Che significato dai a questa parola?

Il petrolio è il simbolo di questo tempo: una ricchezza naturale può diventare puro veleno. Portando questo discorso dal generale al particolare, ci si può riferire ad un discorso più propriamente individuale.

 “Posso farcela” e “Non fa niente” sono le uniche due canzoni in cui firmi tutto…

Quando scrivo canzoni mie, tendo sempre a pensare che non saranno mai dei singoli, le vivo come un modo per fissare un momento, non riesco mai a guardarne la parte commerciale o commerciabile.

Giorgia ph-eolo-perfido

Giorgia ph-eolo-perfido

Che rapporto hai con le tue colleghe cantanti?

Gli uomini si alleano, la donna tende a spaventarsi quando incontra altre donne forti perché già deve lottare per avere il suo spazio. Secoli di cultura ci hanno insegnato che più ci tengono separate meno potere ci danno. Io sono cresciuta in una famiglia che esalta le donne, mi confronto spesso con le mie colleghe, sono in contatto con loro e ne sono molto felice.

Come mai non ci sono duetti?

L’ho già fatto con Gianna Nannini, Elisa, Laura Pausini, Alicia Keys. Non è stata una scelta precisa, è semplicemente andata così. In ogni caso avendoci messo la faccia è stato meglio. Una collaborazione a cui tenevo molto è che è andata a buon fine è stata quella con Pacifico.

Come ti vedresti all’estero?

Avrei dovuto lavorarci vent’anni fa ma avevo delle paranoie. C’è stata una fase in cui non me la sentivo, un’altra in cui ero pronta ma un ex presidente BMG non credeva assolutamente nel mio ruolo all’estero. In questi giorni mi stanno arrivando complimenti e segnalazioni, Canova non fa altro che invitarmi a Los Angeles, dice che i suoi musicisti vorrebbero suonare con me. Ecco, più che vendere i miei dischi lì, mi piacerebbe avere degli scambi con quei musicisti e realizzare delle jam sessions indimenticabili.

“Vanità” è uno dei pezzi più interessanti del disco. Uno stream of consciousness con un arrangiamento molto particolare…

Inizialmente il brano si chiamava “Symphony” ed aveva un’altra identità. “Vanità” è stata la prima parola che ho individuato, ci sono tornata dopo un po’.

E “Regina di notte”?

Una canzone apparentemente da cubo dalla concettualità elegante.

Giorgia ph-eolo-perfido

Giorgia ph-eolo-perfido

Il ruolo di Emanuel Lo è stato molto importante nella scrittura di questo disco…

Sa comporre benissimo e a volte neanche lui si rende bene conto di quanto sia capace. Il nostro rapporto artistico-musicale è molto equilibrato, ognuno conserva il proprio spazio, ci confrontiamo spesso ma a me piace lavorare anche da sola, ho bisogno di fare le mie cose.

Riprenderai qualcosa che hai lasciato da parte in questo progetto?

Le canzoni devono essere sedimentate ma in genere non riprendo mai le cose dal cassetto, le canzoni hanno il loro tempo, i dischi vengono accolti bene solo quando le cose sono fatte nel loro tempo.

Cosa è per te ribellione?

Un tempo la trasgressione era andare contro le regole, adesso la vera ribellione è recuperare il bene e crederci fino in fondo.

Raffaella Sbrescia

Questa la tracklist di “Oronero”: “Oronero”, “Danza”, “Scelgo ancora te”, “Credo”, “Per non pensarti”, “Vanità”, “Posso farcela”, “Come acrobati”, “Mutevole”, “Tolto e dato”, “Amore quanto basta”, “Sempre si cambia”, “Grande maestro”, “Regina di notte”, “Non fa niente”.

Video: Oronero

Il 19 marzo 2017 partirà il nuovo attesissimo tour di GIORGIA, ORONERO TOUR, farà la sua prova generale il 19 marzo a Mantova, e toccherà 17 città su e giù per la penisola. I biglietti per tutte le date saranno disponibili dalle 10:00 di lunedì 31 ottobre su livenation.it e ticketone.it. Gli iscritti a My Live Nation potranno accedere a una prevendita dedicata, dalle 10:00 del 29 ottobre alle 9:00 del 31 ottobre.

Questo il calendario ufficiale del 2017:

19 marzo – MANTOVA – PalaBam

22 marzo – BOLOGNA – Unipol Arena

24 marzo – MILANO – Mediolanum Forum

28 marzo – GENOVA – 105 Stadium

30 marzo – NAPOLI – PalaPartenope

1° aprile – ROMA – PalaLottomatica

6 aprile – ACIREALE (CT) – Pal’Art Hotel Acireale

8 aprile – BARI – PalaFlorio

9 aprile – EBOLI (SA) – PalaSele

12 aprile – PERUGIA – PalaEvangelisti

13 aprile – FIRENZE – Mandela Forum

15 aprile – RIMINI – 105 Stadium

18 aprile – ANCONA – PalaPromoteo Estra

20 aprile – VERONA – AGMS Forum

22 aprile – PADOVA – Kioene Arena

23 aprile – CONEGLIANO (TV) – Zoppas Arena

26 aprile – TORINO – Pala Alpitour

Per info: LIVE NATION ITALIA www.livenation.it – info@livenation.it – 02 53006501

 

Oronero: ecco l’atteso ritorno di Giorgia.

Giorgia - Oronero

Giorgia – Oronero

A tre anni di distanza dal successo dell’album “Senza paura”, GIORGIA torna sulle scene discografiche con ORONERO”, il singolo che anticipa il nuovo omonimo album di inediti dell’artista, in uscita il 28 ottobre(Microphonica/Sony Music Italy). Da oggi 30 settembre sarà inoltre possibile acquistare in preorder su iTunes l’album “Oronero”, ottenendo subito come instant gratification il singolo che dà il titolo al disco. Il nuovo progetto discografico va a consolidare la collaborazione tra Giorgia, conosciuta in tutto il mondo per le sue incredibili doti vocali e la sua potente carica interpretativa, e il produttore Michele Canova, già insieme nei precedenti due album, “Dietro le apparenze” (2011) e “Senza paura” (2013).

Questa la tracklist di “Oronero: “Oronero”, “Danza”, “Scelgo ancora te”, “Credo”, “Per non pensarti”, “Vanità”, “Posso farcela”, “Come acrobati”, “Mutevole”, “Tolto e dato”, “Amore quanto basta”, “Sempre si cambia”, “Grande maestro”, “Regina di notte”, “Non fa niente”.

GIORGIA incontrerà il pubblico e presenterà il nuovo disco il 28 ottobre al Mondadori Store di MILANO (Piazza Duomo, 1 – ore 18.00), il 29 ottobre a La Feltrinelli di ROMA (Via Appia Nuova, 427 – ore 17.00) e il 5 novembre a La Feltrinelli di NAPOLI (Via Santa Caterina a Chiaia, 23 / Angolo Piazza Dei Martiri – ore 17.00).

Ecco il testo del brano:

Parlano di me
Una donna facile
Con le difficoltà
di un giorno semplice

Parlano di te
Che sei fragile
Ma cammina a testa alta
Senza chiedere

Parlano di lui
Uno stronzo senza fine
Che si perde sotto le prime luci di aprile

Dicono di me che rimarrò da sola
Ma ne tempo ho scelto e so che ne rimarrà una di me
Una di me

Parlano di te che non hai regole
La gente parla quando non ascolta neanche se
Parlano di me che non mi amo davvero
Ma una carezza sul mio viso è il mio primo pensiero

Parlano di noi
Che abbiamo tutti contro
Ma tu sei come me so che rimarrai al mio fianco

Dicono di me
Non sono più com’ero
E questa sono io
E loro sono oro nero
Oro nero
Oro nero

Parlano di te
Un uomo che si perde
Ma dà un abbraccio
Alla vita che poi li protegge

Parlano di lei
Una donna senza cuore
Ma che chiede solamente di trovare amore

Dicono di me che non so consolare
Ma sono qui davanti a te e mi prendo il tuo dolore

Parla un po’ con me
Che sono come te
E le parole sono aria e sanno fare male
Devi saperle usare

Parlano di te
Che non hai regole
La gente giudica e non sa neanche lei perché

Parlano di me
Che non mi amo davvero
Ma una carezza sul mio viso
La vorrei sul serio

Parlano di noi
Che abbiamo tutti contro
Ma tu sei come me so che rimarrai al mio fianco

Dicono di me
Non sono più com’ero
E questa sono io
Non lo voglio l’oro nero
Oro nero
Oro nero

Parlano di te che tu non puoi cambiare
Ma nella vita hai fatto passi per potere amare
Parlano di me
Ci credo per davvero
Le tue parole per me son oro
Basta, oro nero.

Ascolta qui “Oronero”