Contatto: il ritorno coraggioso e consapevole dei Negramaro

Contatto - Negramaro

Contatto – Negramaro

A tre anni di distanza da “Amore che torni” i Negramaro sono tornati con “Contatto”: un concept album in cui 12 canzoni spiccano il volo dando voce e lustro al pensiero di sei fratelli/amici/complici che da ormai quasi vent’anni veleggiano in cima alle classifiche. Giuliano Sangiorgi, Emanuele Lele Spedicato, Andrea De Rocco, Danilo Tasco, Andrea Mariano, Ermanno Carlà anche questa volta si sono messi in gioco in un progetto ambizioso, intriso di verità e di speranza. Al centro di tutto c’è “Contatto”, una parola che ingloba al suo interno un significato potente, accentratore di declinazioni fisiche e metafisiche. Una parola che è sempre stata latente durante questo anno e mezzo di lavorazione, che non è stata subito sotto l’occhio dei Negramaro e che all’improvviso si è rivelata in tutta la sua potenza onirica, mai così adatta e necessaria.

A contraddistinguere questo lavoro sono naturalmente i testi di Giuliano, di cui andremo a sviscerarne significato e sfaccettature, ma anche e soprattutto la produzione che, a questo giro, è stata affidata alle sapienti mani di Andro che, in qualità di pianista, tastierista, dj e produttore, ha potuto fare la differenza apportando un concreto valore aggiunto con il proprio lavoro creativo. Nessuna delle 12 tracce di “Contatto” si può dare per scontata, l’effetto sorpresa è sempre dietro l’angolo e fa piacere constatare che il coraggio rimane una prerogativa della band salentina.

La tracklist si apre con “Noi resteremo in piedi”, una stand up song importante, nata durante un periodo difficile per Giuliano Sangiorgi e che mette nero su bianco delle riflessioni sincere, piene di vita e voglia di riscossa umana prima e artistica poi: “E allora mi troverai in piedi proprio allora che tutto è finito, quando pensi che sono caduto. Povero illuso ci avevi sperato e invece, che botta, son solo atterrato, sono solo atterrato, per riprendere fiato, per salire più in alto e ancora più in alto e ancora più in alto fino a sparire del tutto e ora mi prenderò tutto, quello che un tempo era mio adesso che è tuo domani è di un altro”. L’intento del cantautore è quello di mettere in campo una nuova letteratura musicale in cui lasciar convergere tutti gli argomenti che questo imbuto pandemico ha ingurgitato per ritrovare una nuova sensibilità. Sono scoperti i nervi che Giuliano tocca con le sue parole e, proprio in virtù di questa nudità emotiva, l’artista si mette in gioco insieme ai suoi compagni per rispondere alla disumanità attraverso le canzoni. È la musica il posto in cui la band sceglie di esporsi e di esprimersi a pieno, non c’è più scissione tra uomini e artisti, scrivere è politica e l’album è il post più completo in cui poter chiarire una volta per tutte il proprio pensiero.

Contatto - Negramaro

Contatto – Negramaro

L’ascolto prosegue con “Mandiamo via l’inverno” e il featuring intergenerazionale con Madame sulle note di “Non è vero niente”. Dopo 10 anni i Negramaro includono una quota rosa nella loro musica all’insegna della contemporaneità mostrando attenzione e compartecipazione ad una causa importante quale è quella della valorizzazione delle donne all’interno del panorama musicale italiano. Il brano “Devi solo ballare” è dedicato a Stella, la figlia di Giuliano, a cui l’artista chiede di poter essere felice e spensierata: “Devi solo ballare / fino a perdere la pelle / devi solo cantare / per raggiungere le stelle / per rubarne solo una che / faccia stare bene almeno te / e non ti faccia più pensare”. La speranza, come abbiamo modo di constatare a più riprese, è un sentimento che riveste una centralità a tutto tondo all’interno del disco. “Se finisse tutto qui/Senza più dare peso a quelle solite routine/ Che lentamente ci hanno ucciso/ E allora immagina di averne altre/ E tutte nuove da imparare/ Tu diresti che la vita/ Di sicuro è solo adesso/ Solo adesso/ Solo adesso/ Non è mai per sempre/ Ma facciamo che stavolta tu mi reggi il gioco/ E non diciamo ancora basta”, canta Giuliano in “Non è mai per sempre” raggiungendo il culmine del pathos in una ballad aulica e salvifica quale è “La cura del tempo”.

Video: Contatto

La parte finale del disco è particolarmente pregna di significato e ricca di citazioni: “Dalle mie parti” è una preghiera ad un mondo senza barriere e razzismi: “Dalle mie parti si dà una mano/ Dalle mie parti io resto umano/ Dalle mie parti…Dalle mie parti si corre in salvo di chi ha bisogno di un cuore amico”, scrive un ispirato Giuliano Sangiorgi. Il brano viene ulteriormente arricchito sia dalle orchestrazioni arrangiate dal M° Stefano Nanni, storico collaboratore di Luciano Pavarotti, sia da una lunga e suggestiva coda orchestrale ispirata alle atmosfere dei film di Sergio Leone. Ne “Terra di nessuno” Giuliano omaggia Lucio Dalla con un riferimento alla canzone “Anna e Marco” e con uno dei suoi tipici vocalizzi scat. La terra di cui parlano i Negramaro è da ripopolare e restituire agli esseri viventi: “Incontriamoci senza essere nessuno/ Senza sapere da dove arriva l’altro/ E ritorniamo a vivere solo nuove vite/ E ritorniamo a quello che non sappiamo/ A che importa sapere quanto tempo abbiamo/ Quanti stemmi abbiamo appesi al nostro petto/ Incontriamoci e lasciamo tutto al caso/ Che ci tratterrà come tratta nessuno”. Uguaglianza e fratellanza accompagnano questo concept album costellato di nuove consapevolezze e di obiettivi nitidi e definiti. È tempo di uscire dall’ombra e di farsi sentire. I Negramaro lo hanno capito, e a noi altri non resta che entrarci in contatto.

 Raffaella Sbrescia

“On”: Elisa emoziona con leggerezza nel suo nuovo album di inediti

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Pubblicato lo scorso 25 marzo “ON” è il nono album in studio di Elisa. Il disco arriva a circa due anni e mezzo di distanza dal precedente “L’anima vola” e raccoglie 13 canzoni tutte scritte dalla stessa Elisa tranne “Waste your time on me”, scritta da Jack Savoretti. “On” segna una rottura con le precedenti produzioni della cantautrice: una netta preferenza per la musica elettronica, declinata in diverse forme, attraversa, infatti, la nervatura delle nuove canzoni di Elisa che, se a primo impatto, sembrano docili e mansuete, nel giro di pochissimi secondi si rivelano impetuose e travolgenti. Le registrazioni dell’album si sono svolte a più riprese, insieme ad un ristretto di musicisti: alle tastiere Christian Rigano, alle chitarre Andrea Rigonat, al basso e alle programmazioni lo stesso Curt Schneider, alle drum machines e alle percussioni Victor Indrizzo.

Elisa ph Carolina Amoretti

Elisa ph Carolina Amoretti

Il primo brano in tracklist è “Bad Habits”: un ponte tra le radici anni ’90 dell’artista ed un modo di scrivere più contemporaneo; ispirata da produzioni americane e contaminata dall’elettronica, la canzone è stata scritta insieme alla sua band, due giorni dopo il suo matrimonio. Chiusa nel cassetto per diversi anni “Love me forever” prende vita in questo album per omaggiare le produzioni americane anni 60 di Phil Spector. L’anima soul di “Love as a kinda war” si traduce all’interno delle trame struggenti di “tira e molla” sentimentali. Dedicata a tutti combattenti “Hold on for a minute”, mostra un’Elisa più agguerrita rispetto ai brani precedenti. Unica e singolare “Waste your time on me”, una canzone figlia del genio folk di Jack Savoretti,  che Elisa ha fortemente rivisitato regalandole una nuova dimensione in cui sia lei che l’autore si sono ritrovati a pennello. Incentrato sul conflitto tra genitori e figli “With the hurt” racconta paure, incomprensioni, inibizioni, maschere. La stessa Elisa definisce, invece, “Catch the light” come il brano più astratto e visionario del disco.

Elisa ph Carolina Amoretti

Elisa ph Carolina Amoretti

Ispirato agli anni ottanta, “Peter Pan” è nato durante l’esperienza di Amici e testimonia una nuova apertura artistica di Elisa. Potente ed evocativo “No hero” è il brano più forte dell’album in cui l’artista ci invita a credere nei sogni a tutte le età. “Ready now” è un brano controverso, lo spirito è combattente, a volte sarcastico. La mazzata emotiva arriva con “Bruciare per te”, una canzone nata da una poesia che Elisa ha scritto per suo marito Andrea Rigonat. Scritto durante la partecipazione ad Amici dello scorso anno, momento particolarmente creativo per l’artista, il brano racchiude una ritmica ed un testo mozzafiato. L’album si chiude con “Sorrido già” un brano classico che, attraverso i contributi di Giuliano Sangiorgi ed Emma Marrone, vive un moto in crescendo particolarmente vivo sul finale. Gioco e sperimentazione caratterizzano questo vasto e vivo materiale che Elisa mette sul piatto dimostrando tanti modi diversi di approcciare la musica. Leggero ad un primo ascolto, sempre più intendo con una reiterata listening session, “On” testimonia una tensione emotiva dirompente che, sebbene potrebbe far storcere il naso ai fan della prima ora di Elisa, rappresenta un bel mix da vivere attimo per attimo.

 Raffaella Sbrescia

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TRACKLIST

Bad habits
Rain over my head
Love me forever
Love is kinda war
Hold on for a minute
Waste your time on me
With the hurt
Catch the light
Peter Pan
No hero
Ready now
Bruciare per te
Sorrido già

Video: No Hero

La Rivoluzione sta arrivando: la magica metafora della vita secondo i Negramaro

 negramaro

Sono passati cinque anni da “Casa 69” e, da allora, i Negramaro non hanno mai smesso di cercare e trasmettere emozioni. Con “La rivoluzione sta arrivando”, un album interamente composto da brani inediti che li riporta nella veste di produttori, Giuliano Sangiorgi e compagni compiono un’ evoluzione che non snatura la loro identità. Questo nuovo lavoro è connotato da sonorità meno aggressive e testi particolarmente ricchi, visionari, per certi versi temibili per la loro immensa forza espressiva. In ogni angolo di ogni canzone, i Negramaro raccontano i sentimenti umani e il mondo circostante in modo semplice eppure fortemente impattante. Sono temi forti quelli che stanno alle base de “La rivoluzione sta arrivando” ed giusto così perché questi anni sono stati particolarmente ricchi di eventi e vicissitudini per tutti loro. Partiti da una masseria in Salento, i sei salentini sono finiti su una highway di Nashville alla ricerca del suono perfetto, un viaggio che ha fatto crescere l’album, attimo dopo attimo, fino al risultato finale che ci lascia col fiato corto ed il cuore gonfio. Anticipato da “Sei tu la mia città” e “Attenta”, lanciati rispettivamente ad aprile e agosto, “La rivoluzione sta arrivando” è un disco malinconicamente lucente ed è ricco di visioni e suggestioni che colpiscono l’anima. “Lo sai da qui”, ad esempio, è una piccola preghiera in cui qualcuno che abbiamo perso continua ad esserci e a mostrarci il cammino. Speciali anche le strofe de “L’ultimo bacio” in cui il flusso di coscienza per un amore finito, rappresenta, in realtà, un nuovo punto di partenza . Il nucleo dell’album è racchiuso, però, tra i versi de “Il posto dei santi”, brano in cui testo e musica si intrecciano intorno al difficile tema della morte offrendone una chiave di lettura speranzosa. Morte e rinascita si ritrovano anche in “Onde”. Bello anche il gioco di immagini in opposizione in “L’amore qui non passa”, brano che Giuliano ha voluto dedicare al gruppo nella sua interezza e che, con quegli archi in chiusura, ci lascia con la sensazione di aver vissuto un sogno da cui non vorremmo svegliarci.

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Il resoconto della conferenza stampa tenutasi al Museo Nazionale della Scienza e della tecnologia di Milano

«Questo album è la nostra evoluzione di questi anni. I titoli sono dei veicoli che devono far riflettere. Non siamo così presuntosi da credere che ci sia una rivoluzione in questo disco, eppure c’è una piccola rivoluzione in ognuno di noi. Durante la realizzazione dell’album mi sono più volte chiesto se fosse giusto affrontare le questioni personali che io e i miei compagni abbiamo vissuto in questi anni, compresa la scomparsa di persone care, e ho capito che la morte è solo una sfumatura dell’esistenza e ti porta a vivere il mondo esterno in maniera ancora più forte e intensa. La rivoluzione per me parte proprio da questo concetto: portare la vita al centro di ogni cosa – spiega Giuliano Sangiorgi.  Visto che viviamo in un’epoca segnata da 140 caratteri, dove spesso contano solo i titoli, vorremmo far riflettere, anche solo per un momento, sull’idea che la rivoluzione possa essere messa in atto ogni singolo giorno da ciascuno di noi – aggiunge il cantante – Nel nostro piccolo ci piacerebbe una piccola rivoluzione contro il cinismo culturale devastante che ci sta infettando».

I Negramaro durante la conferenza stampa a Milano

I Negramaro durante la conferenza stampa a Milano

«Da molto tempo condividiamo vita musica, storia, esperienze. La nostra vita musicale è passata per tante stagioni. “Casa 69” è di cinque anni fa, il discorso musicale era molto diverso. Da lì siamo arrivati a “La Rivoluzione sta Arrivando” attraverso un best off con sei inediti. Siamo stati per mesi in una masseria nel Salento e abbiamo iniziato a parlare e stare insieme tra rivoluzioni ed evoluzioni: ci siamo approcciati a questo disco in maniera tecnicamente diversa, con un discorso musicale immediato e scarno che non significa misero perché il lavoro di costruzione è stato pazzesco – racconta Andrea Mariano –“La rivoluzione sta arrivando” ha girato il mondo per arrivare al sound finale: dal Salento ci siamo spostati a Milano, nelle Officine Meccaniche di Mauro Pagani e in seguito a Madrid, New York e Nashville. Qui abbiamo collaborato con Jacquire King (Kings Of Leon, Bon Jovi, James Bay), un fonico straordinario che, dalla sala prove al mix, ha mantenuto un equilibrio incredibile».

«Per quando riguarda il tour – spiega Lele Spedicatosi tratterà di uno spettacolo, organizzato da Live Nation (in partenza il 4 novembre da Mantova) e sarà raccontato da immagini e visuals che seguiranno il concept grafico del disco. Stiamo lavorando molto sui contributi video, il 15 luglio avevamo già la scaletta pronta e questo non ci era mai successo».

Negramaro

Negramaro

Tornando a parlare dei cardini del disco, molto spazio è stato dedicato al brano intitolato “Il Posto dei santi”: «Questo è un brano in cui mi sono misurato con la metrica del rap, genere che ho sempre amato. Quando avevo  8 anni, il sabato scappavo dal catechismo e mi andavo a comprare i 45 giri rap di quel momento. “Mentre tutto scorre”, “Nuvole e lenzuola”, “Via le mani dagli occhi” racchiudevano un rap in rock e anche questo brano riprende un tipo di metrica rap con sonorità anni ’70», specifica Giuliano. Interpellato in un momento successivo, anche Ermanno Carlà ha commentato il brano in questione: «Il vestito di questa canzone è così diverso da quello che abbiamo sempre fatto, da essere diventato il punto di riferimento per  un cambiamento effettivo senza snaturare quello che siamo stati in passato. Per un gruppo il vestito musicale è molto importante, quindi si gioca sempre su quello che si può indossare più facilmente. Quando il pezzo è venuto fuori sembrava quasi non appartenerci – aggiunge Ermanno – Ora, invece, è come essere consapevoli che un centimetro di pancia in più o una ruga sul viso possono anche esibiti con naturalezza seguendo una prospettiva moderna».

In merito al concept grafico, il bassista del gruppo racconta: «L’uomo e la celebrazione della vita sono il perno intorno a cui si sviluppano le nuove tracce dei Negramaro. Il logo ridonda il titolo stesso del disco e i simboli che vi si leggono sono legati all’ im maginario che Giuliano ha sognato e tradotto in musica. Così è nata questa sintesi grafica tra morte, vita e ironia. Questo tipo di lavoro grafico è una cosa che avevo in mente da tanto tempo. Affascinato anche dal lavoro che fecero un po’ di tempo fa i Gorillaz, ho giocato un po’ con le metafore, quindi è come se i nostri sei alter ego fossero una traslazione del genio e della follia umana. Tutto questo vorrebbe offrire uno spunto di riflessione sul percorso che l’uomo ha compiuto dall’ età della pietra al microchip e far riflettere sul contrasto tra moderno e antico. Il concept vorrebbe essere uno stimolo a recuperare il contatto con la natura, che è vita e che comprende tutto. Nonostante il fatto che a volte si possa provare un sentimento di paura verso il cambiamento, noi attraverso  la musica siamo pronti ad affrontarlo. Certo, non siamo immuni alla sensazione di timore ma da noi in Salento si dice: “Metti un ramoscello lì dove riesci ad arrivare”, ovvero metti il segno dove sai che puoi arrivare perché quando segni un tuo limite stia già lavorando bene per riuscire a superarlo» – conclude Ermanno.

Raffaella Sbrescia

Video: Attenta

 

Le date del tour

4 novembre Palabam – Mantova

6 novembre Mandela Forum – Firenze

10 novembre  Unipol Arena - Bologna

12 novembre Palafabris – Padova

15 novembre Palarossini – Ancona

18 novembre Palaevangelisti -Perugia

21 /22 novembre Palaflorio – Bari

26/27 novembre Palalottomatica – Roma

2 dicembre Palasport – Acireale

5 dicembre Palasele – Eboli

8 dicembre Palamaggiò – Caserta

14/15 dicembre Mediolanum Forum – Milano

18 dicembre Pala Alpitour – Torino

22 dicembre Palageorge – Montichiari (BS)

Info su: www.livenation.it