Sanremo 2018: La serata dei duetti ha riportato la musica in primo piano e non sono mancate le sorprese

Diodato - Ghemon - Paci - Festival di Sanremo 2018

Diodato – Ghemon – Paci – Festival di Sanremo 2018

La serata più lunga del Festival di Sanremo, quella del venerdì, in genere dedicata alle cover, disattende sempre un po’ le aspettative. Stavolta invece no. Anzi. Lo share ha raggiunto nuovamente il 51.1%. con un ascolto medio di 10.108.000. La kermesse ha ripreso quota, in termini di qualità, proprio con la serata dei duetti che ha regalato una serie di sorprese e colpi di scena. Molte delle canzoni in gara hanno cambiato praticamente faccia, in molti casi addirittura in meglio.

La serata è iniziata con la finale delle sezione nuove proposte e ha visto la meritata vittoria di Ultimo con “Il Ballo delle incertezze”. Mirkoeilcane ha vinto il Premio della Critica Mia Martini mentre Alice Caioli si è aggiudicata il premio della sala stampa Lucio Dalla.

Tornando ai duetti, il primo in scaletta è quello di Renzo Rubino con Serena Rossi: un momento catartico in cui i due artisti sono apparsi in felice sintonia. La dimensione ideale per un brano che, a dirla tutta, avrebbe funzionato molto meglio se presentato direttamente in duo. Voto 8

Potentissimo sulla carta, improvvisato sul palco il duetto de Le Vibrazioni con Skin per “Così sbagliato”: tra i due non c’è feeling e le urla della pantera stavolta non hanno sortito l’effetto sperato. Voto 4

Forti, indipendenti, libere Noemi e Paola Turci che, per reinterpretare “Non smettere mai di cercarmi” scelgono di esibirsi suonando i rispettivi strumenti e fanno molto bene. Voto 6

Di grande spessore artistico, la combo Mario Biondi con Ana Carolina e Daniel Jobim per “Rivederti”: la testimonianza del fatto che in Italia la ricercatezza esiste, eccome. Voto 7

Tecnicamente perfetti, belli da vedere e da ascoltare Annalisa e Michele Bravi in “Il mondo prima di te”: una bella sintonia, voci intonate, duetto perfettamente riuscito. Voto 8

ll dialogo, ironico, tra Lo Stato Sociale e Paolo Rossi, con il tenero contributo de Il Piccolo Coro dell’Antoniano conferma la potenza del brano del collettivo bolognese “Una vita in vacanza”. Voto 8

Osa e sceglie di muoversi fuori dalle logiche mediatiche e di mercato Max Gazzè invitando due eccellenze del jazz italano come Rita Marcotulli al pianoforte e Roberto Gatto alla batteria. Il brano “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno” perde potenza lirica e non riesce al meglio. Voto 5

Imbarazzo per i problemi tecnici di Midge Ure, star ospite dei Decibel per duettare in “Lettera dal Duca” e omaggiare David Bowie: un momento di celebrazione di una corrente generazionale che ha fatto scuola. W la new wave. Voto 6

Sorprende la classe e la buona riuscita della combinazione artistica tra Ornella Vanoni, Bungaro, Pacifico e Alessandro Preziosi. Un classico delizioso e piacevole Voto 7

La vera sorpresa della serata è Ghemon che regala una ventata d’aria fresca al brano “Adesso” di Diodato e Roy Paci. Veramente uno dei contributi meglio riusciti della serata.

Per nulla piacevole il trio Roby Facchinetti/Riccardo Fogli/Giusy Ferrari  ne “Il segreto del tempo”. Il brano non funziona affatto. Voto 3

Cresce la struttura cosmopolita e il fascino interculturale de “Il coraggio di ogni giorno” di Enzo Avitabile/Peppe Servillo insieme a Avion Travel e Daby Tourè. Voto 6

Intenso ed emozionante il monologo di Simone Cristicchi in “Non mi avete fatto niente” con Ermal Meta e Fabrizio Moro la cui interpretazione rimane comunque la più intensa. Fabrizio vomita rabbia e fa proprio impressione sul palco. Voto 7

Preziosa Arisa che, con la sua voce, regala nuova linfa a “Eterno” di Giovanni Caccamo che si conferma un ottimo autore sebbene sia meno centrato come cantautore. Voto 5

Solitamente algida, stavolta calda e coinvolgente, Alice in “Almeno pensami” con Ron. Voto 5.5

Assolutamente fallito l’esperimento del duetto tra Red Canzian e Marco Masini per “Ognuno ha il suo racconto”: non si capisce la logica con cui è stato concepito il duo meno ancora quella con cui è stato fatto l’arrangiamento del brano. Voto 4

Coreografico, coinvolgente e suggestivo il momento dei The Kolors insieme a Tullio de Piscopo ed Enrico Nigiotti per “Frida (Mai mai mai): un trionfo di percussioni e batteria. Voto 7

Intenso e delicato il dialogo messo in piedi da Luca Barbarossa con Anna Foglietta. Incontro artistico felice e di alta scuola. Voto 7

Altra felice sorpresa il duetto tra Nina Zilli e uno dei migliori cantautori in circolazione quale è Sergio Cammariere per la bella “Senza appartenere”. Voto 7.5

Sottotono rimane il Festival di Elio e le Storie Tese nonostante il gradito ritorno dei Neri per Caso in “Arrivedorci”. Voto 4

Raffaella Sbrescia

Sanremo 2018: la terza serata vince gli ascolti ma le pecche sono comunque tante. Le pagelle

Baglioni - Negramaro

Baglioni – Negramaro

Ok, gli ascolti della terza serata del Festival di Sanremo 2018 sono da record. Uno share del 51.6 per cento sancisce il consenso degli spettatori ma, attenzione, questo dato non implica che il commento alla puntata debba essere per forza di tipo celebrativo. Anzi.
Purtroppo bisogna dirlo: questo Sanremo si sta trasformando in un concerto di Claudio Baglioni suddiviso in 5 serate. Ad intervallare le sue esibizioni, una serie di gag e scenette veramente grottesche. Su tutto spicca l’imbarazzante omaggio alle donne fatto da Michelle Hunziker e il finto malore di Memo Remigi. Non si capisce perchè si debba scimmiottare la tv del dolore in un contesto che dovrebbe proporsi come fonte di intrattenimento culturale di alto livello. Come sapete in questa sede ci si occupa del fronte musicale del festival ma certi aspetti non possono essere ignorati, da una macchina come quella sanremese ci si aspetta rispetto della storia italiana nonchè dell’impostazione culturale per cui diverse generazioni hanno lottato. Il Festival di Sanremo non è un semplice programma di intrattenimento, la kermesse è lo specchio del nostro paese e non ci può permettere di mettere in piedi certi siparietti così ridicoli e di cattivo gusto.

Dal punto di vista musicale, i momenti salienti della serata sono relativi alla buonissima esibizione dei Negramaro che hanno ricordato “Mentre tutto scorre” in versione acustica, hanno presentato il nuovo singolo “La prima volta” e hanno omaggiato Baglioni con una sentita interpretazione di “Poster” da parte dell’emozionato Guliano Sangiorgi.
Raffinato il duetto di James Taylor con Giorgia sulle note di “You’ve got a friend”. Prezioso il momento dedicato al pianista Danilo Rea e a Gino Paoli. I loro omaggi a De Andrè e Umberto Bindi sono stati molto emozionanti.

Sul fronte nuove proposte: Mudimbi (vincitore del premio Assomusica) intrattiene il pubblico con mille moine, Eva Pevarello prova a rimettere in piedi la sua carriera, Ultimo mette un’importante ipoteca sulla probabile vittoria, Leonardo Monteiro spicca con la sua voce ma l’attenzione viene irrimediabilmente distolta dal colore rosato del fondotinta con cui l’hanno truccato.

Le canzoni dei big ormai le conosciamo ma, come sempre accade, il secondo ascolto è quello che regala la possibilità di cogliere sfumature e dettagli sfuggiti in prima battuta.
Migliora l’intonazione di Giovanni Caccamo. La sua “Eterno” celebra il sentimento incondizionato in modo elegante e raffinato. Voto 6

Lo Stato Sociale è sicuramente favoritissimo, il brano “Una vita in vacanza” è furbo, il testo è grottescamente attuale e la melodia è catchy. Rimane capire come sarebbe la loro esibizione senza il fenomeno da baraccone sul palco. Voto 5

Luca Barbarossa con “Passame Er Sale” rientra in una categoria cantautorale di stampo superiore. Altra scuola, altra stoffa. (Un filino logorroico a fine esibizione) Voto 7

Stesso discorso per il duo Enzo Avitabile/Peppe Servillo: “Il coraggio di ogni giorno” mette in risalto una matrice mediterranea che profuma di magia e bellezza ma anche di quotidiana disperazione. Un regalo immeritato al pubblico generalista. Voto 8

Complimenti anche a Max Gazzè che, con “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”, regala nuova linfa al folklore di origini antiche. Che gioia vedere l’esaltazione della lingua italiana e dell’Orchestra Sinfonica. Un balsamo per lo spirito Voto 8

Pessima l’esibizione di Roby Facchinetti e Riccardo Fogli con “Il segreto del tempo”: non c’è chimica, non c’è intonazione, non c’è più fiato per cantare. Dopo mezzo secolo sul palco è il caso di pensare quanto possa valere ancora la pena rimanerci se non ci sono più i mezzi per farlo al meglio. Voto 3

Ermal Meta e Fabrizio Moro sono i super favoriti del Festival. Il fatto è conclamato. Di base “Non mi avete fatto niente” è un bel brano e, dopo la bagarre regolamentare, la loro interpretazione è nettamente migliorata su tutti i fronti. Voto 7

Noemi osa con il suo vestito e si conferma graffiante e determinata con “Non smettere di cercarmi”. Avanti così Voto 6

I The Kolors hanno il brano più scenografico da interpretare. Saranno un sicuro successo radiofonico anche se, a dirla tutta, il testo non si capisce neanche più di tanto. Voto 4.5

Sempre più incompreso Mario Biondi e la sua “Rivederti”. Il Festival non è assolutamente il posto giusto per la sua raffinata ricercatezza Voto 6

Raffaella Sbrescia

Festival di Sanremo 2018: seconda serata mortifera. Dove sono gli assi nella manica?

Ornella Vanoni

Ornella Vanoni

Lenta, stralenta che più lenta non si può. La seconda puntata del 68° Festival di Sanremo non decolla praticamente mai. L’ultimo colpo di coda di un corpo moribondo arriva giusto in chiusura con il professor Vecchioni e con l’irriverente Mago Forrest alla una di notte. Sul fronte conduzione, il migliore del trio è indubbiamente Pierfrancesco Favino (sempre più completo e trasversale).

Come annunciato, si comincia con le esibizioni di 4 dei giovani in gara nella sezione “Nuove proposte”
Lorenzo Baglioni “Il congiuntivo”: il testo è fuori luogo, la coreografia ancora meno. Ci si domanda il criterio di selezionein fase preliminare quale sia stato . Voto 3
Giulia Casieri “Come stai”: ritmo, voce e classe per una giovane determinata. voto 6
Mirkoeilcane “Stiamo tutti bene”: la storia di un migrante senza schieramenti politici. L’empatia cantautorale e la capacità di descrivere l’innocenza senza filtri il plus ultra del brano. Voto 8
Alice Caioli “Specchi rotti”: un’ inespressiva regina di ghiaccio cerca di cantare l’amore senza riuscirci. Voto 4

Big

Le Vibrazioni “Così sbagliato”: Francesco Sarcina entra finalmente nel pezzo e lo rende grintoso. Il testo racconta il disagio e la trascuratezza di un uomo in crisi. Voto 7
Nina Zilli: senza appartenere è il manifesto (autobiografico) di una ricerca esistenziale. Voto 5
Diodato e Roy Paci: “Adesso”: dici che torneremo a guardare il cielo? Lo speriamo, intanto la raffinata tromba di Paci ci aiuta a farlo. Voto 6
Elio e le storie tese: “Arrivedorci”: una fine drastica, leggermente comica per una storia unica. Che malinconia Voto 5
Ornella Vanoni – Bungaro – Pacifico: “Imparare ad amarsi”: senza sapere cosa mi aspetta, io voglio vedere. Onore al coraggio. Voto 7
Red Canzian: “Ognuno ha il suo racconto”: tra chilometri e pericoli, non c’è mai una storia uguale a un’altra. Menomale Voto 6.5
Ron: “Almeno pensami”: un modo di concepire l’amore come non esiste più. Voto 6
Renzo Rubino: “Custodire”: il brano viene dal cuore ma le stonature sono troppe. Voto 5
Annalisa: “Il mondo prima di te”: concisa, sicura, pronta e sul pezzo. Voto 7
Decibel: “Lettera dal duca”: possibilità e utopie passano e volano da una dimensione ad un’altra Voto 6

Raffaella Sbrescia

Sanremo 2018- Le pagelle della prima serata

Sanremo 2018- Le pagelle della prima serata

Sanremo 2018- Le pagelle della prima serata

Cosa ci si aspetta da questo 68° Festival di Sanremo? Nel 2018 innovare è impossibile eppure ogni anno prevale la voglia di lasciarsi sorprendere. Purtroppo le aspettative sono state disattese. Quello che salta subito all’occhio è che, al contrario di quanto annunciato, sia stato dato molto più spazio al bieco tentativo (fallito) di intrattenere invece di dare risalto alla musica d’autore.
Una prima puntata infinita e soporifera, mossa a stento da qualche breve slancio, non ha portato quel guizzo di cui aveva bisogno il Festival più amato d’Italia. Per quanto riguarda la conduzione, se non fosse stato per Fiorello, non avremmo potuto annoiarci di più. Certo, ben 11 milioni di spettatori con un 52% di share hanno guardato la kermesse ma, ad occhio e croce, sono poche le cose che funzionano bene. Da segnalare l’elemento più trash: la sigla è la cosa più brutta che avessero mai potuto proporre al pubblico. In ogni caso, visto che in questa sede ci occupiamo di musica, sarà solo e soltanto quello che andremo a valutare.

Pagelle

Annalisa “Il mondo prima di te”: la sua potenza vocale è una garanzia. La svolta sexy la rilancia al grande pubblico. Magari stavolta ci sarà un meritato podio. Voto 7

Ron “Almeno pensami”: portare un brano inedito di Lucio Dalla a Sanremo e già di per sè un regalo. La classe, la raffinatezza, la poesia di un modo di concepire i sentimenti in modo unico e speciale sono invece una risorsa. Voto 6.5

The Kolors “Frida” (Mai mai mai): il testo non dice nulla di utile eppure l’impatto sonoro del brano dei The Kolors è quello più vivo e trascinante. Questo brano farà il botto in radio e, tutto sommato, ci stare anche bene. Voto 6

Max Gazzè “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”: la scelta del signor Gazzè è controcorrente. La bellezza ancestrale di questa fiaba è un balsamo. Una ballata medievale, arricchita dal graditissimo contributo di una (brava) arpista. Poco importa se il brano non sia per niente sanremese, Max Gazzè si trova in un punto della sua carriera in cui può permettersi di osare senza riserve. Voto 8

Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico ” Imparare ad amarsi”: i tre portano in gara il brano più bello del Festival. Un intelligente bilancio esistenziale per ammalati di autocommiserazione. Voto 8,5

Ermal Meta/Fabrizio Moro“Non mi avete fatto niente”: in attesa di conoscere le sorti di questo brano ispirato ai fatti di cronaca che deturpano l’attualità dei nostri giorni. C’è da dire che le voci di Fabrizio ed Ermal non risultano amalgamate. Diversi sono i punti da sistemare. In ogni caso sarebbe un dispiacere vedere eliminate due delle migliori firme del cantautorato italiano Voto 5

Mario Biondi “Rivederti”: Chi ama il jazz e il soul lo sa, in Italia piacciono soprattutto le canzonette. In un contesto come quello sanremese la qualità quasi mai viene premiata come meriterebbe. Non arrabbiarti Mario. Voto 6

Roby Facchinetti/Riccardo Fogli “Il segreto del tempo”: il loro brano è anacronistico in toto e, a dirla tutta, risulta veramente triste e pesante. Voto 3

Lo stato sociale “Una vita in vacanza”: sono furbi, sono intelligenti, la toccano piano su quello che in realtà è il modo di pensare contemporaneo. L’ospitata della vecchina ballerina fa divertire e c’è da ammettere che il loro brano è quello che ha già messo una buona ipoteca sulla vittoria. Voto 9

Noemi: “Non smettere mai di cercarmi”: il graffio, il piglio sicuro e l’energia di Noemi sono un esempio da seguire. Onore al merito. Voto 6

Decibel “Lettera dal duca”: l’ispirazione arriva da un mondo lontano, il cui fascino può essere colto da pochi illuminati. Voto 5

Elio e le Storie Tese “Arrivedorci”: la storia di ragazzi demenziali che volevano cambiato l’universo che li opprimeva giunge al termine. Gli Elii salutano il pubblico stancamente e senza brio. Voto 4

Giovanni Caccamo “Eterno”: ispirato, concentrato e convinto Caccamo. Il suo brano convince perchè è dannatamente romantico Voto 7

Red Canzian: “Ognuno ha il suo racconto”: il sound è rock, il testo è attuale la differenza con gli altri due Pooh è schiacciante. Voto 6

Luca Barbarossa “Passame er sale”: un folk d’autore made in Italy con cui l’artista racconta l’amore, quello che sopravvive alla routine e alla quotidianità. Ben fatto. Voto 8

Diodato e Roy Paci “Adesso”: questa coppia è da rodare un po’ su tutta la linea. Peccato perchè Antonio Diodato scrive e canta grandi cose. Proviamo a capirci di più con un nuovo ascolto Voto 4.5

Nina Zilli “Senza appartenere”: donna sa volare mentre il cielo cade. Il testo è molto buono, c’è da capire chi voglia essere Nina Zilli su un palco. Voto 5

Renzo Rubino “Custodire”: i brani di Renzo sono piccole gemme che sgorgano da un grande cuore colmo di emozione. Voto 6

Enzo Avitabile/Peppe Servillo “Il coraggio di ogni giorno”: due maestri portano una terra difficile sul palco di Sanremo. La quota qualità è salva. Voto 8

Le vibrazioni: “Così sbagliato”: Sarcina è in forma, il sound è impattante. Un ritorno convincente. Voto 6

Festival di Sanremo 2017: le pagelle della quarta serata

Lele Esposito vincitore "Nuove proposte" - Sanremo 2017 @Rai Uno

Lele Esposito vincitore “Nuove proposte” – Sanremo 2017 @Rai Uno

Scorre lenta e soporifera la quarta serata del 67esimo Festival di Sanremo aggiudicandosi comunque il 47% di share. Nessun ospite di particolare prestigio a risollevare un andamento medio-basso dello show. Gli unici guizzi sono quelli dell’ormai imprescindibile Crozza e della brillante Virginia Raffaele. Sul palco con Carlo Conti e Maria De Filippi anche la bellissima modella e moglie di Eros Ramazzotti Marika Pellegrinelli. La serata si apre con la finale dei giovani nella sezione “Nuove proposte” con il trionfo della nuova Napoli: Maldestro vince il premio della critica “Mia Martini” mentre Lele Esposito si aggiudica la vittoria del premio finale.

Per quanto concerne il discorso gara, non sono mancati i colpi di scena: eliminati Ron, Giusy Ferreri, Al Bano e Gigi D’Alessio. Questo tipo di risultato rappresenta un fatto epocale: nonostante il televoto fosse ripartito tra 30% giuria demoscopica, 40% televoto e 30% giuria di qualità, pare evidente che la vecchia guardia della scena musicale sia stata sobbalzata da una nuova corrente pop. Se da un lato fa scalpore l’eliminazione di due colonne della musica italiana come Ron e Al Bano, dall’altro c’è da riflettere sull’utilità di portare al Festival dei brani anacronistici che non raccontano nulla di nuovo. Discorso diverso per Gigi D’Alessio che non è riuscito a rilanciarsi nonostante un brano molto personale e un’ottima partitura musicale. Rimane il caso di Giusy Ferreri, anche lei vittima della forza social di alcune colleghe meno meritevoli, su tutte Lodovica Comello.

Pagelle

Nuove Proposte

  • Maldestro – “Canzone per Federica” fa giustamente incetta di premi. Evviva la canzone d’autore. Voto 7
  • Leonardo Lamacchia – “Ciò che resta” – Il bel canto e il rispetto della melodia classica non sono abbastanza per svoltare in un contesto affamato di novità. Voto 5.5
  • Francesco Guasti – “Universo” – Per emozionare non serve urlare. Voto 4.5
  • Lele – “Ora mai” – La genuinità riesce sempre a sdoganare i pregiudizi sui talent. Voto 7.5

Big

  • Ron – “L’ottava meraviglia” – La sua nobile missione a favore della ricerca contro la SLA è solo un altro bel tassello all’interno di un puzzle di grande prestigio artistico. Tentativo da premiare. Voto 6.5
  • Chiara –“Nessun posto è casa mia”- Un testo brutto non diventa bello nemmeno provandolo a cantare al meglio. Voto 4.5
  • Samuel – “Vedrai” – Il brano cresce sempre più ad ogni ascolto. Voto 7
  • Al Bano – “Di rose e di spine”- La sua esibizione è tenera e commovente. La voce di Al Bano resterà patrimonio della canzone italiana ma è ora di lasciare spazio a cose nuove. Voto 6-
  • Ermal Meta – “Vietato morire” – La perfettibilità di un insieme già consolidato è minima. Si attende lo sprint finale. Voto 9
  • Michele Bravi – “Il diario degli errori”-  Cresce l’intensità interpretativa di un testo importante. Voto 6.5
  • Fiorella Mannoia – “Che sia benedetta” è come una portentosa preghiera cantata con grazia e carisma. Voto 9.5
  • Clementino – “Ragazzi fuori” – Viscerale e immediato il canto di Clemente. Voto 6
  • Lodovica Comello – “Il cielo non mi basta”-  Con un’esibizione più pulita e precisa, la Comello conquista la finale senza particolare merito. Voto 4.5
  • Gigi D’Alessio – “La prima stella” – Il re del neomelodico perde lo scettro con onore. Voto 6
  • Paola Turci – “Fatti bella per te” risplende fulgidamente in un marasma di banalità. Voto 8
  • Marco Masini – “Spostato di un secondo” – Nonostante un outfit improbabile, il cantautore continua a raccogliere consensi. Voto 6
  • Francesco Gabbani – “Occidentali’s Karma” – L’artista più dissacrante di questo Festival mette un’ipoteca sulla vittoria cantando travestendosi da scimmione. Voto 8
  • Michele Zarrillo – “Mani nelle mani” – Con una performance traboccante di passione, Michele vola in finale per un ritorno in grande stile. Voto 7.5
  • Bianca Atzei – “Ora esisti solo tu”-  Calde lacrime di emozione irrorano le guance di una ragazza spesso bistrattata senza un particolare motivo. Voto 6
  • Sergio Sylvestre – “Con te” – Nonostante tutto l’impegno possibile, “Con te” non è un brano che si addice al Big Boy più tenero del mondo. Peccato. Voto 4.5
  • Elodie – “Tutta colpa mia”-  Ascolto dopo ascolto, Elodie si è trasformata in una macchina macina consensi. Voto 7
  • Fabrizio Moro – “Portami via”-  L’outsider dei finalisti conquista un posto in finale grazie alla sua consueta energia. Voto 6+
  • Giusy Ferreri – “Fa talmente male” – Giusy o la si ama o la si odia. La sua voce può risultare piuttosto molesta e il brano che ha portato quest’anno al Festival non l’ha agevolata. Voto 4.5
  • Alessio Bernabei – “Nel mezzo di un applauso”-  Il brano del giovane cantante ha un ritmo decisamente accattivante e questa è la ragione per cui avrà un sicuro successo in radio. O tempora, o mores. Voto 5

Sanremo 2017: le pagelle della terza serata.

Ermal Meta - vincitore del premio Cover - Sanremo 2017

La terza serata del 67esimo Festival di Sanremo conquista il 49,7% di share nonostante sia stata la più lunga in assoluto perché comprensiva della sfida tra gli altri 4 degli 8 giovani in gara, le 16 cover dei Big e l’esibizione dei sei Big a rischio eliminazione. Sempre affiatatissimi Carlo Conti e Maria De Filippi, tenero l’omaggio al Piccolo Coro dell’Antoniano di Bologna, suggestiva l’esibizione dell’Orquesta reciclados de cateura sulle celeberrime note di “Libertango”. Sempre più intrattenitore trasversale, Mika è stato il primo superospite della serata dispensando leggerezza e poesia, come un Willy Wonka della musica. Sempre più irriverente e libero, Crozza: le sue copertine sono ormai un appuntamento irrinunciabile. Relegata all’1 di notte, LP incanta il pubblico con “Lost on you” e “Other People” mostrandosi in tutto il suo splendore vocale. Per quanto riguarda il discorso gara: Maldestro e Lele conquistano la finale mentre il premio per la migliore cover se lo aggiudica, più che meritatamente Ermal Meta con “Amara terra mia” di Domenico Modugno (seguito dalla grintosa Paola Turci che ha cantato “Un’emozione da poco” di Anna Oxa e da Marco Masini che ci ha restituito “Signor Tenente”, una delle più belle perle di Giorgio Faletti. In chiusura i primi eliminati tra i Big: Nesli e Alice Paba insieme a Raige e Giulia Luzi lasciano il Festival testimoniando che i duetti costruiti a tavolino non funzioneranno mai.

Pagelle

Giovani

  • Maldestro: In “Canzone per Federica” la personalità dell’artista veicola al meglio il fascino di una canzone d’autore intensa e coinvolgente Voto 7.5
  • Tommaso Pini: “Cose che danno ansia” scimmiotta in modo sconclusionato una quotidianità difficile  Voto 3
  • Valeria Farinacci: La richiesta di sacrificio per tornare ad apprezzare l’importanza dei rapporti interpersonali è apprezzabile ma Valeria è ancora acerba sul palco.  Voto 4.5
  • Lele: “Ora mai” è un  r’nb melodrammatico che ci invita a non accontentarci voto 6

Big

  • Chiara: “Diamante” racchiude un doppio omaggio a due grandi della musica italiana. Il plus è l’accompagnamento del Maestro Mauro Pagani voto 6
  • Ermal Meta: con una straordinaria interpretazione di “Amara terra mia”, un grande cantautore dimostra di essere anche un appassionato interprete. Voto 10 con lode.
  • Comello: Per interpretare Mina ci vuole un coraggio immenso ma, in questo caso, più che di coraggio si è trattato di un suicidio. La versione de “Le mille bolle blu” di Lodovica è scadente e banale. Voto 2
  • Al Bano: “Pregherò”: il potere del classico vibrato non è abbastanza 5.5
  • Fiorella Mannoia: “Sempre e per sempre” descrive l’amore più vero, fedele a se stesso qualunque cosa accada. Fiorella canta De Gregori con classe, bravura ed eleganza. Voto 8
  • Alessio Bernabei: “Un giorno credi” cantata dalla nemesi di Bennato con un arrangiamento sbagliato voto 3
  • Paola Turci: grintosa e convincente la sua versione di “Un’emozione da poco” voto 7.5
  • Gigi D’Alessio: Un bell’arrangiamento realizzato da Pennino sposa la vocalità di Gigi D’Alessio ne “L’immensità”. Voto 6-
  • Gabbani con “Susanna” canta Celentano senza prendersi sul serio voto 6-
  • Marco Masini rende giustizia a “Signor Tenente” di Faletti con un ottimo arrangiamento ed una sentita interpretazione del testo. Voto 8.5
  • Michele Zarrillo: “Se tu non torni” diventa quasi uno stornello voto 4.5
  • Elodie: “Quando finisce un amore”. Nonostante la somiglianza della sua voce con quella di Emma, Elodie trova una propria chiave di lettura al brano.  Voto 6-
  • Samuel: “Ho difeso il mio amore” feat. Linea 77. Voce e carisma non sono mai mancati a Samuel, ecco perché viene da chiedersi perché abbia scelto questo brano poco adatto a lui. Il risultato non soddisfa le aspettative. Voto 4
  • Sergio Sylvestre: “Vorrei la pelle nera” feat. Soul System è fresco e divertente nonostante i problemi tecnici voto 7-
  • Fabrizio Moro: Appassionata e verace la sua interpretazione de “La leva calcistica del ’68” anche se Fabrizio si è preso un po’ troppe libertà rispetto all’originale. Voto 5
  • Michele Bravi: Con “La stagione dell’amore” di Battiato,  Michele Bravi cerca di fare leva sull’impatto emotivo. Voto 6

 Raffaella Sbrescia

 

 

Festival di Sanremo: le pagelle della seconda puntata.

Il bacio tra Robbie Williams e Maria De Filippi

Il bacio tra Robbie Williams e Maria De Filippi

La seconda serata del 67esimo Festival di Sanremo ha regalato meno emozioni della prima eppure gli ascolti si sono assestati al 46,6%. Più rilassata la conduzione di Carlo Conti e Maria De Filippi ma meno accattivanti le canzoni in gara. Tra gli ospiti ha spiccato la performance raffinata e potente di Giorgia, sul palco sanremese con il nuovo singolo “Vanità” ed un medley dei suoi successi storici. Breve ed esilarante l’intervento di Robbie Williams che ha persino baciato Maria De Filippi. Divertente e spassoso il verace capitano giallorosso Francesco Totti. Brillante la copertina di Crozza, assolutamente scadente l’esibizione del trio comico romano composto da Insinna, Cirilli, Brignano. Per quanto riguarda la gara: gli eliminati tra i giovani sono Marianne Mirage e Braschi mentre a rischio eliminazione tra i Big troviamo Nesli e Alice Paba, Bianca Atzei, Raige e Giulia Luzi.

Le pagelle

I giovani:

  • Marianne Mirage: “Le canzoni fanno male” è un brano raffinato e stiloso e Marianne lo interpreta con classe e potenza vocale. Voto 8
  • Francesco Guasti: “Universo” ci invita a riflettere su quello che ci circonda e Francesco lo canta in modo accorato e credibile. Voto 7
  • Braschi: “Nel mare ci sono i coccodrilli” si è mostrato un brano debole rispetto agli altri in gara e Braschi non era particolarmente carico sul palco. Voto 5
  • Leonardo Lamacchia: “Ciò che resta” è un brano dal testo intenso e dalla melodia tradizionalista. Voto 5.5
Francesco Gabbani

Francesco Gabbani

Big:

  • Bianca Atzei: con “Ora esisti solo tu” Bianca torna a Sanremo con un altro brano di Kekko Silvestre. Sebbene la sua interpretazione sia stata buona e molto più misurata rispetto al passato, il brano è privo di mordente. Voto 5
  • Marco Masini: nuove sonorità per l’artista giunto al suo ottavo Sanremo. “Spostato di un secondo” ci fa rivivere un potenziale remake di “Sliding Doors”. Voto 7
  • Nesli e Alice Paba: In “Do retta a te” i due appaiono dolci e affiatati eppure la sottile voce di Alice non riesce a trovare l’amalgama perfetta con quella di Nesli. Voto 4.5
  • Sergio Sylvestre: “Con te” è una ballad strappalacrime ma ieri Sergio era molto emozionato e le troppe imprecisioni hanno penalizzato la performance nel suo complesso. Voto 4.
  • Gigi D’Alessio: “La prima stella” nasce da emozioni nobili ma Gigi è sempre uguale a se stesso. Voto 4
  • Michele Bravi: “Il diario degli errori” è un brano doloroso e delicato. La voce fragile di Michele o si ama o si odia. La sua interpretazione necessita di più ascolti per essere capita a fondo. Voto 5.5
  • Paola Turci: “Fatti bella per te” ci restituisce Paola in una nuova veste musicale. Grinta, voce, arrangiamento e contenuto. Voto 8
  • Francesco Gabbani: “Occidentali’s karma” è il tormentone ufficiale di questo Sanremo. Ironico e dissacrante, Gabbani diverte si diverte. Voto 9
  • Michele Zarrillo: “Mani nelle mani” è il manifesto del neoclassicismo. Garanzia di qualità. Voto 6.5
  • Chiara: “Nessun posto è casa mia” è un brano piatto e questa cosa penalizza anche Chiara, protagonista di un’esibizione poco carismatica. Voto 5
  • Raige e Giulia Luzi: “Togliamoci la voglia” è un brano sfizioso ma c’è da chiedersi il perché del duetto. Ottimo Raige, molesta la Luzi. Voto 5

Raffaella Sbrescia

Ritratti di Sanremo: la bellezza autentica dell’arte con Ezio Bosso e l’exploit di Annalisa

Ezio Bosso

Ezio Bosso

 “La musica è una fortuna che condividiamo”. Con le parole del Maestro Ezio Bosso, atteso ospite al Festival di Sanremo, introduciamo il commento alla seconda serata della kermesse targata Rai Uno.  La magia, la disarmante semplicità e l’enorme bravura del pianista e compositore, racchiudono l’essenza di un miracolo chiamato arte, un momento che, rivestendosi di autorevolezza, ha ammutolito la parola con l’intento di risvegliare i sensi  e l’amore per il bello autentico. Ad inaugurare la serata, la doppia sfida tra i giovani: alla fresca disinvoltura pop di Chiara Dello Iacovo si è opposta la grinta sperimentale di Cecile mentre alla cascata di parole cantate da Irama abbiamo visto contrapporsi l’elegante piglio melodico di Ermal Meta. Il risultato ha premiato “Introverso” di Chiara e “”Odio le favole” di Ermal, già noto songwriter nostrano. Irriverente la performance delle musiciste classiche Salut Salon che, attraverso un vincente mix di talento, ironia e fascino, hanno divertito il pubblico con “Quattro stagioni” di Vivaldi e “Les Deux Guitares”. La prima ad esibirsi tra i big in gara è Dolcenera: la cantautrice salentina tira fuori dal cassetto “Ora o mai più” (Le cose cambiano) e sceglie di cantarlo al pianoforte per una performance sofisticata e di grande spessore artistico. Grande attesa per il ritorno celebrativo dell’iconica Patty Pravo sul palco di Sanremo: al suo nono Festival, l’artista interpreta “Cieli Immensi” di Fortunato Zampaglione, la standing ovation per lei è quantomeno doverosa. Folkloristica e verace la performance di Clementino che porta sul palco un brano dedicato a chi è lontano da casa, intitolato, per l’appunto “Quando sono lontano”.

Eros Ramazzotti

Eros Ramazzotti

Il momento amarcord sopraggiunge con il bellissimo medley di Eros Ramazzotti: “Terra promessa”, “Adesso tu”, “Più bella cosa non c’è” e la più recente “Rosa nata ieri” sono i brani che ci siamo ritrovati a cantare a squarciagola in virtù della loro radicata appartenenza al nostro knowhow culturale. Si ritorna alla gara con “Finalmente piove”, la ballad scritta da Fabrizio Moro che  Valerio Scanu porta all’Ariston vestendola con il proprio stile; da riascoltare per capirne il potenziale.  Convincente “Nessun grado di separazione”, il brano che riporta la freschezza di Francesca Michielin all’attenzione nazional popolare. Alessio Bernabei inaugura il suo percorso da solista con “Noi siamo infinito”, un brano caratterizzato da un arrangiamento intriso di riferimenti dance ed EDM. Esilarante l’ennesimo colpo di genio di Elio e le Storie Tese: “Vincere l’odio” è una canzone fatta di canzoni, un’installazione artistica, una scultura di parole concepita oltre il tempo e lo spazio contingente per imparare a prenderci meno sul serio.

Ellie Goulding

Ellie Goulding

A seguire la raffinata e stilosa Ellie Goulding, super ospite della serata in oggetto, ha scelto di esibirsi sulle note della super hit “Love me like you do” ed il nuovo singolo “Army”, entrambi tratti dall’album “Delirium”. La competizione sanremese rientra nel vivo con “Sogni e nostalgia”, il brano agrodolce, profumato di ottimismo, con cui Neffa si appresta a conquistare le radio e le docce italiane. Sobria, semplice e d’effetto la chiacchierata attraverso cui Carlo Conti ci ha presentato la celeberrima e meravigliosa Nicole Kidman.

Nicole Kidman

Nicole Kidman

Uno degli ultimi campioni ad esibirsi è Annalisa e, a giudicare da quanto visto e ascoltato, abbiamo motivo di credere che nessuno più di lei meriti di vincere questo Festival. La sua canzone “Il diluvio universale” è frutto di lunghe sessioni in studio e la bellissima ed elegantissima cantautrice riesce ad interpretarla con enfasi, fascino e credibilità. L’electro pop degli Zero Assoluto è tutto da ballare, il testo dice sinceramente poco ma il prodotto è di sicuro fascino radiofonico.  La menzione di merito spetta a Virginia Raffaele che riesce a divertire il pubblico anche nei panni della leggendaria ballerina classica Carla Fracci. A chiudere la lunga serata è Nino Frassica che sceglie di portare sul palco di Sanremo “A mare, si gioca”, un racconto intenso e suggestivo concepito per riportare l’attenzione su un tema di assoluta importanza su cui è sempre necessario tornare quale è il dramma dei migranti.

 Raffaella Sbrescia