Pooh live a San Siro per “Reunion – L’ultima notte insieme”: l’epilogo trionfale di una band vincente

Pooh - Reunion - Stadio San Siro -Milano ph Francesco Prandoni

Pooh – Reunion – Stadio San Siro -Milano ph Francesco Prandoni

Roby, Dodi, Red, Stefano e Riccardo, ovvero i Pooh, chiamano a raccolta il pubblico allo Stadio San Siro di Milano per i primi due appuntamenti di “Reunion – L’ultima notte insieme”; l’ultima avventura live prima di mettere definitivamente la parola fine alla loro lunghissima storia fatta di palchi, sorrisi, sudore e infinite emozioni. La produzione dello show, targata F&P, è davvero imponente: il palco copre oltre i 600 metri quadrati e, come sempre, da 50 anni a questa parte, i Pooh hanno scelto di portare sul palco tutte le innovazioni tecniche possibili insieme ad effetti speciali come gli effetti pyro, scritte calandrate a mano e pedane rotanti a 180°. Più di 50mila persone hanno affollato lo Stadio, pronte a lasciarsi cullare da canzoni e melodie senza tempo. Scegliendo ben 50 canzoni da un repertorio di diverse centinaia di brani, i Pooh scandiscono le tappe di un cammino che, se per qualcuno, equivale a ripercorrere le tappe salienti della propria vita, per qualcun altro rappresenta la preziosa occasione di conoscere i tasselli della nostra storia musicale e socio-culturale.

Un tuffo in quegli anni ’70 che tanto hanno significato per l’Italia e per il Mondo. Canzoni che spesso non potevano nemmeno essere passate in radio e che, invece, parlano di vita vissuta e di temi assolutamente di primo piano. Un grande ruolo, in questo senso, fu svolto dal grande Valerio Negrini, prontamente omaggiato dai Pooh e dal pubblico con una emozionante standing ovation: «A lui dobbiamo tutto. Valerio è riuscito a raccontare cose con un linguaggio nuovo ma semplice e diretto, mettendo insieme il pop, la canzone popolare, e storie importanti, non facili per l’epoca. I nostri brani parlavano di prostituzione, omosessualità, temi scottanti.», hanno sottolineato i Pooh, durante l’incontro con la stampa avvenuto poche ore prima del concerto a San Siro. Il live, ripreso da 15 telecamere, con la regia di Roberto Cenci, per uno speciale che sarà contenuto in un Dvd (in uscita il 16 settembre insieme al disco Reunion, disponibile in diverse versioni) e che andrà in onda su Canale 5, non ha voluto solo offrire al pubblico il meglio di una produzione artistica sconfinata bensì lasciare una testimonianza tangibile del grande affiatamento e della invidiabile grinta con cui i Pooh hanno letteralmente incendiato il palco.

Pooh - Reunion - Stadio San Siro -Milano ph Francesco Prandoni

Pooh – Reunion – Stadio San Siro -Milano ph Francesco Prandoni

Altro che effetti speciali, le cose che davvero lasciano senza fiato gli spettatori sono gli sguardi complici, la tenuta del palco, la professionalità, la passione e la scintilla che tiene amalgamati questi cinque uomini e musicisti. Uomini fatti di una pasta diversa, che hanno scelto di consacrare la propria vita personale alla musica senza riserva alcuna. Uomini che, dopo 50 anni trascorsi sui palchi del mondo, riescono ancora ad emozionarsi come ragazzini. Uno degli aspetti più importanti di questo nuovo progetto, è il rinnovamento di alcuni arrangiamenti ed i cambi strutturali apportati con l’arrivo di Riccardo Fogli: «Ciascun pezzo scelto per il live ci riporta a un periodo particolare, in cui vivevamo magari in alte città, con altre persone. Abbiamo cercato di fare uno spaccato della nostra storia personale e di quella del paese. Negli anni abbiamo avuto tanti modi diversi di fare musica ed in questo concerto li riproporremo tutti. Ci sarà una grande rivisitazione dei nostri brani e con l’arrivo di Riccardo, abbiamo dato un impostazione sonora diversa alla band. Con Riccardo è cambiato proprio l’approccio alle canzoni. La sua chitarra e il suo intervento umano hanno dato una caratteristica peculiare a questo live». Particolarmente emozionato il diretto interessato: «Ho passato sette anni meravigliosi coi Pooh. Suonando Piccola Katy anche in Russia e in America.  Mi sono messo a studiare tutto il repertorio della band, ho i calli alle dita! (ride ndr). Ancora non mi sembra vero di essere qui con loro, dopo tutti questi anni. Ora tengo duro, ogni tanto mando giù il magone ma devo ancora imparare a gestire la fortissima emozione».

Pooh - Reunion - Stadio San Siro -Milano ph Francesco Prandoni

Pooh – Reunion – Stadio San Siro -Milano ph Francesco Prandoni

In effetti, la ritrovata alchimia, insieme alle rinnovate vesti rock dei brani si sentono tutte con assoli di chitarra e di batteria a fare da padroni sul palco. A questo proposito è doveroso evidenziare la grande verve con cui Stefano D’Orazio ha affrontato questa importante prova: «Avevo già appeso le bacchette e la batteria al chiodo e invece rieccomi qui. Pensavo fosse davvero finita ma oggi sento di dover ringraziare i miei compagni che hanno tanto insistito per coinvolgermi. Abbiamo fatto le prove ieri sera con lo stadio completamente vuoto, immaginarlo pieno mi ha fatto venire la pelle d’oca. Ho dovuto rifarmi il fiato per riuscire a cantare e suonare come una volta ma alla fine ce l’ho fatta».

Senza cedere un secondo alla stanchezza, i magnifici cinque solcano decenni come impavidi cavalieri tra scenografie di grande impatto. Tra i brani più cantati: “Dammi solo un minuto”, “Piccola Katy”, “Amici per sempre”, Pierre”.  Molto intenso il brano strumentale “Viva” anche se l’apoteosi del concerto è arrivata con il sopraggiungere di “Parsifal”, pietra miliare della storia musicale dei Pooh che, ancora oggi, risplende di folgorante luce propria. Rovente l’ultima parte dello show con alcune delle più grandi hits della band: si va da “Uomini soli” a “Dimmi di sì”, “Noi due nel mondo e nell’anima”, “Tanta voglia di lei” a “Chi fermerà la musica” e alla potentissima “Pensiero”.

La sorpresa finale è un inedito “Ancora una canzone, un singolo che, proprio come un sigillo, testimonia la potenza di un legame che non conosce ostacoli. «Vorremmo che la nostra musica potesse continuare a vivere al di là di noi», si augurano i Pooh, e così sarà; inevitabilmente. Il tour estivo toccherà anche gli stadi di Roma e Messina, poi sarà la volta dell’Arena di Verona fino ad arrivare nei palazzetti di tutta Italia per poi confluire nell’ultimo atto, previsto per il 31 dicembre 2016.

Raffaella Sbrescia

I Modà presentano i concerti allo Stadio San Siro. Grande attesa per il connubio generazionale con i Pooh

Modà @ Stadio San Siro

Modà @ Stadio San Siro

Sabato 18 giugno (data già sold out) e domenica 19 giugno 2016 i Modà torneranno sul palco dello Stadio Giuseppe Meazza a San Siro, dopo il tutto esaurito di luglio 2014 immortalato nel CD/DVD “Modà 2004-20014: L’originale”. Domenica 19 ci sarà l’incontro tra due generazioni di band, che hanno scritto la storia della musica italiana: i Modà e i Pooh, che saliranno sul palco come ospiti speciali della serata. Sabato 25 giugno la band si esibirà, poi, all’Arena Sant’Elia di Cagliari con ospiti i Tazenda.

“Passione Maledetta” (Ultrasuoni/Artist First), l’album dei Modà pubblicato a fine 2015, ha raggiunto il terzo disco di platino con oltre 150mila copie vendute, e proprio Passione Maledetta, in rotazione dal 15 aprile, sarà il terzo singolo estratto dall’album.La band di Cassina De’ Pecchi, capitanata da Kekko Silvestre, ha al suo attivo oltre 70 concerti tra il 2011 e il 2014 davanti a più di mezzo milione di spettatori e più di un milione e mezzo di copie vendute.

Abbiamo incontrato la band in occasione della conferenza stampa tenutasi questa mattina nella Sala Executive dello Stadio San Siro.

Con quale spirito presentate queste due date così importanti?

Oggi festeggiamo il triplo platino e, dato che la cosa più difficile é sempre confermarsi, questo risultato ci riempie di orgoglio. Ripartire da dove abbiamo lasciato nel 2014 con un raddoppio é qualcosa di straordinario che abbiamo ottenuto con un grande lavoro e un grande impegno.

Come vi sentite al pensiero che i Pooh saranno sul palco con voi?

 Avere i Pooh con noi sarà la vera ciliegina sulla torta, un pò come per un giocatore del Napoli giocare con Maradona. I Pooh sono la band piū longeva in assoluto e stiamo preparando qualcosa di veramente speciale con loro. Visto che non ci sarà il tempo di provare, posso dirvi che arriveranno con cinque microfoni, la parte musicale gliela prepariamo noi, sará una sorpresa per loro e un divertimento per noi; li avremmo voluti con noi entrambe le sere ma il 18 giugno saranno impegnati in un concerto a Messina.

I Pooh vengono a passarvi il testimone?

In passato è capitato spesso che ci definissero i nuovi Pooh in senso dispregiativo. Ci ritenevano vecchiotti e con arrangiamenti datati, la verità è che nessuno ha mai capito che io in realtà ci godevo. I Pooh sono cinque uomini straordinari, perché sono riusciti a far fronte al calo fisiologico delle idee e della creatività e perché hanno dimostrato di essere avanti già 40 anni fa. Oltre alle canzoni ci devono essere degli uomini e dei professionisti e quello che voglio portarmi dietro dei Pooh è proprio questo. Per il passaggio del testimone ci vuole carriera, ci vuole lavoro, ci vogliono altri 35 anni di carriera. Colgo questa opportunità al volo e mi impegnerò al massimo.

Il concerto in Sardegna invece vedrà come ospiti i Tazenda…

Sì, stavolta voglio fare qualcosa di particolare. Visto che li conosco abbastanza bene vorrei cimentarmi con il loro repertorio in sardo.

Modà - Press Conference

Modà – Press Conference

Come sarà il palco con cui vi presenterete al pubblico?

Quest’ anno abbiamo un palco fantastico. Visto che sono un tipo all’antica in tutto, ho lasciato fare a chi ne sa di più. Il risultato è un bel palco con tantissima tecnologia innovativa, abbiamo usato le risorse economiche disponibili puntando sulle nuove tecnologie che abbiamo preso dall’estero: led curtain animation, vertical tube, led in Full HD. La scena sarà tipicamente anglosassone, essenziale ma piena di sorprese, con contributi video di grande effetto. Avremo anche un pit in cui entreranno tra le 5000 e 7000 persone.

E la scaletta?

 La scaletta sarà ovviamente una sorpresa, intendiamo celebrare l’unione tra il passato e il presente dei Modá, punteremo sugli ultimi tre album con dei richiami al passato.

Come stanno andando le vendite dei biglietti?

Abbiamo superato gli 80000 biglietti venduti. Al momento stiamo lavorando per arrivare ai 50000 sulla seconda data, la prima invece è sold out.

Ci saranno altri ospiti?

No, stavolta volevamo mettere noi stessi al centro della scena anche se mi piacciono gli opening. Ecco, vorrei trovare qualcuno che suoni prima di noi.

Pubblicherete un dvd?

Entrambe le serate saranno registrate ma non sappiamo ancora se ne verrà fuori un dvd. Intanto ci dicono che sono già arrivate delle richieste per trasmettere lo show in tv.

 Raffaella Sbrescia

Festival di Sanremo: gli Stadio stravincono, i Pooh emozionano, grande delusione per l’esclusione di Miele

Stadio

Stadio

La terza serata del Festival di Sanremo è dedicata alle cover, ovvero il rifacimento di brani storici rivisti ed interpretati dai concorrenti della categoria “Campioni” della kermesse. Lo spirito con cui si intende effettuare questa operazione è quella di riportare alla luce piccole e grandi perle della canzone italiana seguendo un gusto ed una logica contemporanea nel rispetto dell’entità originale dei brani scelti. A giudicare da quanto visto e giudicato, direttamente dalla sala stampa del Roof del Teatro Ariston di Sanremo, è emersa una prima grande verità: la canzone napoletana detiene saldamente un ruolo primario nonostante lo scorrere del tempo ma procediamo con ordine.

La serata si apre con l’attesa sfida tra gli altri quattro degli otto giovani in gara: i primi ad affrontarsi sono Miele che ha proposto al pubblico la sua magica “Mentre ti parlo” con un’’esibizione elegante, intensa, struggente. La melodia catchy di Gabbani  per “Amen” non regge il confronto ma, alla fine, il destino beffardo si frappone tra Miele e la finalissima: il meccanismo di votazione in sala stampa non funziona, viene chiesta la certificazione dei voti e si decide di ripetere l’operazione. Molti giornalisti rivotano secondo coscienza, altri, dispersi tra bagno e bar, non riescono a recuperare il voto ed il risultato viene clamorosamente ribaltato. Un sincero dispiacere per Miele, per l’ingiustizia che ha subito e per l’onesta convinzione che Manuela Paruzzo, il vero nome dell’artista, meritasse davvero di essere in finale. La seconda sfida è tra il tenore italo-australiano Michael Leonardi, in gara con “Rinascerai”, di cui apprezziamo meglio la versione in inglese, e Mahmood che, si aggiudica la manche con “Dimentica” caratterizzato da echi di groove provenienti dalle nuove metropoli mediterranee.  Suggestiva la performance dell’attore Marc Hollogne che ci traghetta in un mondo onirico e ricco di immagini brillanti.

Subito dopo si inizia con le cover: il primo gruppo è capitanato da Noemi che, con un’energica interpretazione di “Dedicato” della Bertè, si aggiudica anche la vittoria della sessione. Convincono poco i Dear Jack con “Un bacio a mezzanotte” del Quartetto Cetra, ancora meno gli Zero Assoluto con “Goldrake”. Pulita ma poco incisiva la versione di “Amore senza fine” di Pino Daniele scelta da Giovanni Caccamo e Deborah Iurato. Il secondo gruppo viene introdotto da Patty Pravo che, insieme al rapper Fred De Palma, rivisita un suo stesso storico brano come “Tutt’al più”: leggenda vivente. Bernabei sceglie di farsi accompagnare dai giovanissimi Benji & Fede sulle note di “A mano a mano”, il risultato è godibile ma assolutamente niente di speciale. Sensuale, accattivante, travolgente la performance di Dolcenera, protagonista di una potente versione electro-dubstep di “Amore disperato” di Nada. Sinceramente emozionante la versione di “Don Raffaè” dell’indimenticabile De Andrè che Clementino canta con piglio ed incisività. La parentesi amarcord della serata è tutta dedicata alla storica reunion dei Pooh i quali, in occasione dei festeggiamenti per i 50 anni di carriera, ritrovano Riccardo Fogli e inaugurano un anno speciale, costellato di eventi che si sussegueranno fino al prossimo 31 dicembre:  la testimonianza  che si può essere davvero amici per sempre, soprattutto con più di 3000 concerti alle spalle. La gara delle cover ricomincia con Elio e Le Storie Tese  e “Quinto ripensamento” (versione italiana di Fifth of Beethoven). Sempre più convincente Arisa che anche con “Cuore” di Rita Pavone, testimonia un ulteriore passaggio di qualità.

Annalisa

Annalisa

Autentico animale da palcoscenico Rocco Hunt che, con “Tu vuò fa l’Americano”, riesce a far scatenare il pubblico dell’Ariston nella sua interezza conquistando la vittoria della manche. Stilosa, originale e convincente anche Francesca Michielin, protagonista di una bella versione de “Il mio canto libero”. Ancora uno slot di cover mette in luce “O’ Sarracino”  di Neffa feat. The Bluebeaters, sorprende l’intimismo essenziale di Scanu, che si aggiudica la vittoria della sessione in oggetto,sofisticato l’arrangiamento portato da Irene Fornaciari. Blasfema, ma forse anche per questo ancora più affascinante, la versione de “La lontananza” concepita dai Bluvertigo, di cui mettiamo in risalto l’’immaginifica bellezza del sax di Andy. L’ultimo gruppo vede susseguirsi sul palco Lorenzo Fragola, troppo impreciso sulle note de “La donna cannone”, una dimenticabile performance di Enrico Ruggeri che si cimenta nuovamente con il napoletano di “’A Canzuncella”. Diverso il discorso per Annalisa: luminosa, sensuale, oggettivamente godibile la sua “America”. Il plus ultra dell’arrangiamento in questione sono le chitarre impreziosite da un effluvio di conturbanti distorsioni. L’emozione più forte è regalata dagli Stadio che omaggiano l’immenso Lucio Dalla con “La sera dei miracoli” portando sul palco anche Nicky Portera e Fabio Liberatori. La loro vittoria della manche e della serata è meritata perché il loro tributo è stato il più sentito ed è riuscito a mettere d’accordo davvero tutti. Gran finale con un super ospite d’eccezione: stiamo parlando di Hozier. Il suo successo mondiale, intitolato “Take me to church”, ripristina con classe e raffinatezza il nostro barometro emotivo messo a dura prova da una lunga e tormentata serata intrisa di sentimenti ed emozioni contrastanti.

Raffaella Sbrescia

 

 

 

 

Tutti i festeggiamenti per il 50ennale dei POOH: una storica Reunion per un indimenticabile addio

Pooh ph Luisa  Carcavale

Pooh ph Luisa Carcavale

Alla fine del 2013 i POOH avevano anticipato che si sarebbero presi 2 anni di pausa per preparare al meglio i festeggiamenti programmati nel 2016 per i 50 anni dalla fondazione della band più straordinaria e longeva d’Italia. Ora è arrivato il momento di annunciare l’eccezionale reunion che vedrà tutti insieme per la prima volta Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian, Stefano D’Orazio e Riccardo Fogli per due imperdibili concerti-evento negli stadi nell’estate 2016: per la prima volta la band calcherà, infatti, i palchi dello Stadio San Siro di Milano (10 giugno 2016) e dello Stadio Olimpico di Roma (15 giugno 2016) per i due concerti-evento “REUNION – L’ULTIMA NOTTE INSIEME”  che celebreranno 50 anni di carriera attraverso le note di un repertorio che ha fatto la storia della musica italiana e che sarà riadattato a cinque voci per uno storico live della durata di almeno 3 ore. I biglietti per i concerti (prodotti e organizzati da F&P Group) sono disponibili in prevendita dalle ore 11.00 di oggi martedì 29 settembre, su www.ticketone.it,  punti vendita e prevendite abituali. Fino ad esaurimento disponibilità (in ogni caso l’offerta terminerà il 31 gennaio 2016) sarà acquistabile esclusivamente online su www.ticketone.it la #POOH50 CARD, una card memorabilia in edizione limitata che sostituisce il biglietto, quindi è valida come titolo di accesso (nel settore acquistato) allo spettacolo, e dà diritto a vantaggi, sconti e convenzioni. Le specifiche saranno pubblicate sul sito www.fepgroup.it.

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Tutte queste sorprese di cui stiamo parlando  sono state annunciate proprio dalla band al gran completo  presso l’Hotel Boscolo di Milano lo scorso 28 settembre. Il primo passo di questa clamorosa reunion è stata la presentazione di un’inedita versione di “Pensiero”, il grande successo del 1971, che vede per la prima volta insieme le voci di Roby, Dodi, Red, Stefano e Riccardo, e che da oggi, martedì 29 settembre, sarà in rotazione radiofonica e in vendita sui digital store (Believe Digital). A questo aggiungiamo che il prossimo 28 gennaio 2016, in occasione dell’anniversario dei 50 anni dalla fondazione della band, verrà pubblicato un doppio vinile Picture Disc che raccoglierà 20 “perle” dei POOH in una confezione a tiratura limitata, autografata, prenotabile in pre-order on-line su www.pooh.it. L’ultima grande sorpresa l’ha fatta, infine, Bibi Ballandi al gruppo annunciando che Rai Uno a trasmetterà una serata- evento in primavera, interamente dedicata alla band che, in un clima rilassato e disteso si è lungamente concessa alle domande della stampa italiana.

 Il resoconto:

«In questi due anni ci siamo riuniti spesso per parlare della celebrazione e abbiamo deciso che è il vero momento per finire alla grandissima: stiamo sul palco ancora tre ore e vogliamo lasciare questa fotografia, solo così possiamo dimostrare che si può essere amici per sempre». «La nostra carriera finisce qui non solo per i concerti ma anche per la produzione discografica» – spiegano i Pooh – «Da oggi al 2016 faremo di tutto per consacrare i 50 anni di carriera, saremo molto motivati perché questi i concerti a San Siro del 10 giugno 2016 e poi all’Olimpico di Roma il 15 siano indimenticabili. Faremo prove da subito, porteremo una scaletta pensata fin nei minimi dettagli. A tal proposito, il 28 gennaio 2016, così come avvenne il 28 gennaio 1966, uscirà un disco con 20 canzoni e vogliamo che sia il nostro pubblico a sceglierle. Puntiamo su brani che non hanno avuto magari il successo che meritavano ma che hanno un significato  importante. Visto che non possiamo essere giudici di noi stessi , chiediamo aiuto ai fan. Ovviamente questo progetto richiederà una colonna sonora inedita – continuano – non sappiamo ancora cosa ma qualcosa ci sarà».

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«Siamo l’unico gruppo che si riunisce senza essersi sciolto. Oggi sono cambiati un po’ tutti gli assetti del mondo ecco perché un gruppo musicale non potrebbe durare così a lungo: noi eravamo pionieri, uniti in un unico progetto, quello Pooh. Oggi i gruppi durano meno perché ci sono incomprensioni, il cantante ha più spazio, magari guadagna di più. Noi siamo nati negli anni Sessanta e lì i brani erano colmi di contenuti importanti: testo, musica, melodia, armonia. Oggi invece tirano i motivetti da 15 secondi, spiegano i Pooh». E quando, alla fine, viene loro chiesto cosa faranno dopo 31 dicembre 2016 specificano:« Dopo l’addio ai Pooh ognuno di noi continuerà a fare il suo mestiere. Siamo comunque musicisti, non smetteremo di fare il lavoro più bello del mondo anche se non sappiamo per chi e come». Prima di calare il sipario sull’ incontro, la band ha ricevuto un’ultima simpatica sorpresa: un filmato con i saluti e gli auguri di amici e colleghi musicisti. Una simpatica iniziativa voluta per sottolineare ancora una volta il seguito ed il grande affetto di cui gode ancora oggi la storica band italiana.

Raffaella Sbrescia

Video: Pensiero