La travolgente energia dei Caravan Palace arriva in Italia. Intervista

Caravan-Palace- ph Antoine Delaporte

Caravan-Palace- ph Antoine Delaporte

Apprezzati per l’originalità e la contagiosa energia delle esibizioni dal vivo, grazie all’impronta gitana ed ai ritmi pulsanti delle performance, i Caravan Palace arrivano per la prima volta a Milano lunedì 11 luglio con l’unica data italiana del tour estivo, in programma al Circolo Magnolia di Segrate (MI) per una serata nel nome dell’elettro-swing più vivace ed elegante. Band di sette elementi con base a Parigi, i Caravan Palace porteranno sul palco del Circolo Magnolia <I°_°I>  (conosciuto anche come Robot Face), il terzo album in studio pubblicato lo scorso ottobre; il disco segue l’omonimo esordio del 2008 Caravan Palace, entrato presto nella Top 20 degli album più venduti in Francia, ed il secondo album Panic, del 2012. Le sonorità dei Caravan Palace, che si ispirano ad artisti disparati come Django Reinhardt, Vitalic, Cab Calloway, Justice e Daft Punk, mescolano in ottica retro-futurista swing, jazz, manouche ed elettronica, attingendo dal passato per scrivere la musica del domani ed oltre.

Intervista

Il vostro terzo album in studio s’intitola <I°_°I> ovvero “Robot Face”. Come descrivereste l’anima di questo lavoro? Quali sono state le suggestioni, le aspettative e le emozioni che avete provato durante questo processo?

You just put out you third studio album, titled <I°_°I>  colloquially referred to as  “Robot Face”.
Could you describe us the disk soul? Which were the suggestions, the expectations and the emotions you felt during the processing?

Il nostro nuovo album viene dalla voglia di provare cose nuove con l’obiettivo di offrire una nuova esperienza ai nostri fan e a chi ci ascolta. All’interno della tracklist potete trovare tracce più vicine allo swing altre più elettroniche, alcune più vicine al nostro modus operandi tradizionale altre ancora influenzate dalla Trap e dalla Deep House. Tutto questo è perfetto da riproporre quando siamo sul palco, ci permette di fare tante variazioni e funziona davvero molto bene!

Our new album come from the need to try new stuff in order to offer some new experience for our listeners and fans. You can find some swing house or electro rockabilly tracks , in a traditional way we’ve done before, but also some news forms influenced by Future Bass, Trap or Deep House music. With slower tempo and heavy bass. It’s perfect on stage, because now we can play a set with a lot of variations in tempo and mood. It works very well !

La vostra musica è uno spumeggiante cocktail di swing, hip hop, jive e house. Come descrivereste la vostra formula?

Your music is a bubbly cocktail of swing, hip hop, jive e house. Could you explain in a detailed way your sophisticated music formula?

Per noi è tutto molto naturale. Si tratta dell’unione delle nostre influenze, ci piacciono cose vecchie e cose nuove e i Caravan Palace ci danno la possibilità di mischiare tutto senza una ricetta precisa. A volte cominciamo a lavorare ad una traccia con un beat o un giro di basso molto moderno poi finisce che ci aggiungiamo qualche elemento vintage. Succede anche di incidere brani usando il classico pianoforte o di partire da una base realizzata con la chitarra acustica o di scrivere un testo tradizionale per poi buttare via tutto e ricominciare da zero.

It’s kind of natural for us. Just a blend of our all influences. Like everybody, i think, we like old stuff and new stuff. Caravan Palace gives us the chance to mix both worlds together. But there’s no recipe. Sometimes we start a track with a hard beat and bass, very modern, then we add the more vintage stuffs on it. But we can also start a track with a classic piano or guitar acoustic idea, construct a song in a traditional way, with verse and chorus, then destroy everything in a sampler to go further.

Durante i vostri concerti, il vostro pubblico balla e si scatena come se facesse parte di una vera e propria comunità. Come vivete questo fenomeno?

During your performances more than half the crowd dances like a community. How do you feel about this phenomenon?

Pensiamo che quando riesci a vedere e a sentire che il pubblico si muove insieme a te sulle note della tua musica allora hai raggiunto il top. La cosa più bella del nostro pubblico è la loro correttezza, la loro dolcezza e la loro pacatezza; non abbiamo mai visto disordini tra la folla. Gran parte delle volte riceviamo i complimenti da parte dei promoter dei vari posti in cui suoniamo proprio per questa ragione, lo troviamo molto soddisfacente.

We think it’s a highlight in a musician life, when you can feel the crowd moving all together on your music. With a huge grin on their faces. It’s totally moving. Something great with our public is their kindness and politeness. Despite the fact, everyone is bouncing and dancing, we never saw any clash or fight in the crowd. Most of the time, people from the venue or the local concert promoter tell us how great our public is. Very pleasant, We must say.

CaravanPalace ph Jeremie Bouillon

CaravanPalace ph Jeremie Bouillon


La vostra presenza scenica è travolgente.
Di solito vi muovete molto, interagite tra di voi, con gli strumenti e con il pubblico offrendo una vera e propria performance. Come riuscite a rendere felici le persone che vi seguono?


Your stage presence is very eventful. You dance, you move between instruments interacting with the crowd…One of yours recently said that “It’s important for us to give a good experience to the public”. How do you make people happy?

Beh, con una grande dose di energia e di generosità. Pensiamo di dover dare tutto quello che possiamo al pubblico. Chiaramente dipende anche da quale genere musicale facciamo ma la nostra musica è in gran parte festa ed energia per cui riusciamo abbastanza facilmente nel nostro intento.

With a big load of energy and happiness. Generosity is very important too. You have to give everything you can to the public. Of course it depends of the musical genre, but our music is mostly about party and energy, so we got to take the public with us as much as we can.

La vostra bellissima cantante Zoé [Colotis] è anche un’attrice. La cosa influisce nella teatralità dei vostri live?

Your beautiful singer Zoé [Colotis] is an actress as well as a singer. Do you put in theatrical aspects into the concerts?

Yes, and she likes to do it by herself. She’s always having a lot of ideas to give new fun to the public. Making each show different. Sometimes she can bring some people on stage to create new interactions, improvising a dance and stuffs like that. Always having new ideas to surprise us as well !

Sì, lo è le piace farlo da autodidatta. Le vengono sempre in mente un sacco di idee che rendono il nostro concerto sempre diverso e che riescono sempre a far divertire il pubblico. A volte riesce a portare delle persone sul palco per creare nuovi tipi di interazione, magari improvvisando un balletto o cose simili.

Siete riusciti a trovare il giusto equilibrio tra suoni tradizionali e suoni nuovi senza sforzo. Come pensiate possa evolvere la vostra musica in futuro?

You found the right balance between the old and the new sound effortless. Which would be the evolution of your music in the future?

In effetti sono in molti a chiederci come sarà il nostro prossimo album ma, a dirla tutta, non lo sappiamo ancora. Il cambiamento ci piace e ci siamo spinti molto verso l’elettronica. A questo punto ci chiediamo se non sia il caso di muoverci nella direzione opposta e tornare ad un mood più acustico… Magari potremmo organizzare un referendum tra i fan (ride ndr)…

Of course, everybody is asking about our future album. To be honest we don’t know yet. Changing is interesting, and so far, we’ve been further on the electronic side. So why not going in the other direction, and sound more acoustic in the future? We should organize a “fan” referendum maybe… or not.

Che aspettative avete in merito al concerto che terrete in Italia il prossimo 11 luglio?

How do you feel about the concert you will hold in Italy in July?

Non ci capita spesso di suonare in Italia per cui non vediamo l’ora che accada. Non c’è bisogno di dirvi quanto amiamo il vostro paese, d’altronde chi è che non lo ama?! (ride ndr)… Forse considerando che non abbiamo suonato molto qui, i nostri fan saranno in fibrillante attesa. Dal canto nostro, ve lo promettiamo, non resterete affatto delusi!

We didn’t play that much in Italy so far, so we’re very exciting about coming here. No need to say we love your country, who doesn’t? Maybe considering we didn’t play that much here, our fans will really look forward seeing us live. And We can promise, they will not be disappointed.

Raffaella Sbrescia

Video: Wonderland

Presentimento: Solis String Quartet e Peppe Servillo rinnovano l’inossidabile e felicissimo connubio

Presentimento

Presentimento

Il connubio tra il Solis String Quartet e Peppe Servillo si dimostra sempre più solido e sempre più affascinante. Forti del grande successo riscontrato da “Spassiunatamente”, che li aveva visti per la prima volta insieme al cospetto dei capolavori della canzone classica napoletana, gli scugnizzi della musica da camera ed il fuoriclasse degli Avion Travel tornano con “Presentimento”, un nuovo progetto che continua a spaziare con grazia e spensieratezza all’interno di un panorama musicale di sconfinata bellezza. Da Gil a Viviani, da E.A. Mario a Cioffi/Pisano, da Scalinatella a Mmiez’o grano a M’aggia curà, la lista di autori e canzoni si inseguono, si incastrano, s’incontrano, si scontrano in maniera viva, spumeggiante, sorprendente. Il pathos interpretativo con cui Peppe Servillo accarezza le parole facendole proprie e la cura meticolosa con cui Vincenzo Di Donna, Luigi De Maio, Gerardo Morrone e Antonio Di Francia costruiscono arrangiamenti particolareggiati e preziosi rappresentano i fiori all’occhiello del disco. Dramma, furore, amore, poesia si muovono tra guizzi strumentali e fascinosi frame filmici dal fascino vintage. Divertente e teatrale “M’aggia curà”, intensa e melodrammatica “So’ le sorbe e le nespole amare”, sontuosa e travolgente “Mozartango”, impetuosa ed irresistibile “Tarantella del Vesuvio”; uno “zompettio tra i quartieri di Napoli che non potrete perdervi.

Raffaella Sbrescia

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La tracklist completa del disco: 1)”Tutta pe’ mme” 2)”M’aggia curà” 3)”Canzona appassiunata” 4)”Tarantella segreta” 5)”Presentimento” 6)”Tarantella del Vesuvio” 7)”Mmiez’o grano” 8)”Palomma” 9)”So’ le sorbe e le nespole amare” 10)”Mozartango” 11)”Scalinatella”.

Giuliano Palma presenta Groovin’: “Preferisco celebrare capolavori invece di sfornare canzoni mediocri”.

Giuliano Palma

Giuliano Palma

Torna sulla scena musicale Giuliano Palma con il nuovo album “Groovin’” in uscita il prossimo 1° luglio in tutti i negozi musicali e sulle piattaforme digitali. Prodotto e arrangiato da Giuliano Palma, Fabrizio Ferraguzzo, Riccardo Di Paola e dedicato a Carlo Ubaldo Rossi, l’album contiene tredici tracce che ripercorrono la storia più o meno recente della musica italiana ed internazionale, brani intramontabili reinterpretati dalla voce inconfondibile di Giuliano e da alcune particolari collaborazioni. Abbiamo incontrato Giuliano questa mattina negli uffici milanesi della Universal Music.

 Intervista

Giuliano, in “Groovin’” torni a divertirti con le cover…

Questo gioco mi piace assai, si adatta a particolari momenti della vita, un po’ come quello che ho vissuto di recente con un distacco importante. Il titolo del disco racchiude un po’ questo mio stato d’animo, il groove io ce l’ho dentro e amo provare a contagiare anche gli altri.

Cosa è successo?

Nel corso degli ultimi 15 anni, fin dall’uscita del mio primo album da solista, ho sempre lavorato con Fabio Merigo. Lui era il mio braccio destro, mi ha sempre appoggiato anche quando decidevo di reinventarmi un brano che magari ad altri non convinceva. Amavamo arrangiare e impacchettare le canzoni un modo a volte improbabile. Ad un tratto ha incontrato un’altra persona con cui collaborare e mi ha gettato da parte; di solito non così astioso ma devo confessare che è stato un boccone davvero amaro da buttare giù.

Come hai lavorato con i nuovi collaboratori?

All’inizio è stato strano, c’era bisogno di dare una svolta. Questo disco ha una storia particolare, di solito metto le mani in pasta dappertutto, sono sempre in studio a registrare e a fare le pre-produzioni… Stavolta invece mi sono affidato a dei nuovi bravissimi collaboratori quali  Ferraguzzo e Di Paola. Siamo entrati subito in sintonia, è stato bello affidarsi a loro e poterli lasciar fare, io sono un crooner e sono soddisfatto del risultato finale.

Come è avvenuta la scelta delle canzoni?

Con questo album faccio un balzo tra gli anni ’60 e ’70, l’imprinting arriva dall’infanzia quando mia madre mia faceva ascoltare Don Backy e i Camaleonti. Certo, i discografici mi hanno consigliato ma alla fine  ho scelto io i brani, se una canzone non la sento mia non riesco neanche a cantarla. Sono contento di aver ritrovato Vasco Rossi. Anni fa aprii un suo concerto insieme ai Casino Royale, tornare a riabbracciarlo, anche se non fisicamente, significa veramente tanto. “Una splendida giornata” è, tra l’altro, il pezzo beneaugurante del disco ed il contributo di Fabri Fibra è un plus importante, ci tenevo alla presenza del rap. Tra gli input esterni, invece, c’è la collaborazione con Cris Cab, mi sono divertito a lasciarmi coinvolgere.

Giuliano Palma

Giuliano Palma

Com’è andata la collaborazione con Clementino?

Abbiamo gozzovigliato spesso insieme, abbiamo un ottimo rapporto e trovo che in “I say I’ sto cca” del grandissimo Pino Daniele (che avrei coinvolto con molto piacere in questo progetto), abbia lavorato davvero molto bene. Si tratta di un pezzo terzinato e la sua abilità mi ha davvero lasciato senza parole. Sono stato contento di poter ricambiare il favore.

E con Chiara Galiazzo?

“Don’t go breaking my heart” di Elton John è un gran pezzo. Chiara ha una voce pazzesca e può cantare qualunque cosa, fa parte della mia scuderia ed è stato piacevole lavorare con lei.

Bizzarra la scelta di “You’ll never walk alone” ( Inno del Liverpool)…

Seguo con molta passione ed entusiasmo la Premier League. Benchè sia di fede milanista, sono supporter del calcio inglese in generale. Adoro l’enfasi ed il trasporto con cui i tifosi del Liverpool cantano l’inno e ho voluto lavorarci a modo mio.

Cosa ci dici del brano inedito “Un pazzo come me”?

Il titolo è piuttosto eloquente, sembra un clichè ma alla fine è molto veritiero.

Giuliano Palma

Giuliano Palma

“Alleluja! Tutti jazzisti” è il pezzo che avevi inciso per il progetto “We love Disney”…

Esatto! Adoro il cinema di animazione e ho particolarmente apprezzato il fatto di poter cantare una canzone che vogliono sempre cantare tutti.

Come mai ha preferito dedicarti nuovamente a delle cover invece di dare spazio a dei brani inediti?

Sono pigro, poco prolifico e provo molto gusto nel reinterpretare le canzoni. Inizialmente ero convinto di fare un disco di inediti, poi le varie vicissitudini mi hanno indotto a fare diversamente. Preferisco celebrare capolavori invece di sfornare canzoni mediocri. Sono figlio della cultura pop, ho voluto divertirmi e l’ho fatto soprattutto in funzione dei tanti concerti che terrò prossimamente

 Raffaella Sbrescia

Il Groovin’ Tour di Giuliano Palma, partito dal mese di giugno, prosegue nelle seguenti date: 1 luglio Torino; 23 luglio Palmanova (UD); 10 agosto Attigliano (TR); 17 agosto Palazzo S. Gervasio (PZ); 23 agosto Oliena (NU); 27 agosto Roseto (TE); 28 agosto Budoni (OT); 1 settembre Staranzano (GO); 2 settembre Venezia; 17 settembre Isola del Giglio.

www.giulianopalma.com

https://www.facebook.com/therealgiulianopalma

“Bada Bing” Cris Cab feat. Giuliano Palma

The Strumbellas presentano Hope: “La nostra musica aiuta a superare i momenti bui”

TheStrumbellas_Hope

TheStrumbellas_Hope

The Strumbellas nascono nel 2009 con un EP omonimo che riceve riconoscimenti da numerosi settimanali di Toronto. La CBC inoltre definisce la band come “band to watch”, una band che merita di essere vista dal vivo. Nel 2012 la folk band pubblica l’album di debutto “My Father And The Hunter” un disco pieno di testi tormentati intrecciati con accattivanti melodie. È il 2013 quando viene pubblicato “We Still Move On Dance Floors”, secondo album che vede The Strumbellas vincere sei premi tra cui il loro primo JUNO award. Nei primi mesi del 2015 il gruppo torna in studio per registrare “Hope” il nuovo album pubblicato il 24 giugno 2016 e prodotto da Dave Schiffman (Johnny Cash, Haim, Weezer). Per questo nuovo lavoro in studio The Strumbellas non hanno voluto rinunciare all’uso di numerosi strumenti e ai cori, ormai marchio di fabbrica e segno di riconoscibilità. In diverse canzoni dell’album ricorre la parola “hope”, intesa come una sorta di leit motiv che possa aiutarci ad affrontare con il piglio giusto anche le prove più difficili. In cima alle classifiche delle hits più suonate in Italia con il singolo “Spirits”, la folk band canadese composta da Simon Ward (vocals, acoustic guitar), David Ritter (piano, percussion, vocals), Jeremy Drury (drums, percussion), Isabel Ritchie (violin, vocals), Jon Hembrey (electric guitar), Darryl James (bass) ci ha incontrato negli studi della Universal Music a Milano parlando a lungo di sè e di questi nuovi importanti traguardi.

 Intervista

Partiamo dall’ultimo singolo “Spirits”. Secondo voi da cosa è dipeso il grande successo ottenuto da questo brano?

La canzone rappresenta un invito a vivere al meglio il presente, ad affrontare e superare i momenti bui. Quando scrivi un brano non pensi se funzionerà o meno in radio, cerchi semplicemente di realizzare una bella canzone; sarà forse per questo che il successo di “Spirits” ha sorpreso anche noi!

Nella vostra discografia ricorre spesso il contrasto ancestrale tra vita e morte, come mai?

La nostra musica trae ispirazione dal country americano intriso di storie che parlano di uomini dalla grande personalità che cantano tutta la loro malinconia.  A differenza della tradizione country, però, le nostre canzoni sono come una specie di tunnel: alla fine c’è sempre la luce.

Così come in “Hope” anche in “My Father and the Hunter la natura è uno sfondo importante…

Il Canada è un territorio molto vasto e poco popolato. A due ore da Toronto, la presenza della natura, delle montagne e de laghi diventa davvero imponente; sarà forse per questo che la maggior parte delle  nostre canzoni  è stata scritta on the road.

Come vi siete conosciuti?
Ci siamo formati nel 2008 a Toronto (Ontario), grazie ad un annuncio di Simon pubblicato su Craiglist, un portale che ospita annunci dedicati al lavoro.

Come siete riusciti a raggiungere l’equilibrio all’interno del gruppo?

Il sistema è piuttosto “democratico” (ridono ndr). Diciamo che Simon comanda e il resto segue.  Sei persone sono tante, a volte gli animi si scaldano ma alla fine ognuno riesce a dare il proprio contributo. Siamo come una grande famiglia e ognuno di noi porta all’interno del gruppo le proprie caratteristiche e le proprie influenze musicali. La cosa più importante è mettere da parte l’ego e portare in studio solo la volontà di lavorare ad un obiettivo comune.

The Strumbellas

The Strumbellas

Qual è il concept che racchiude il significato della copertina del disco?

Volevamo riproporre anche graficamente l’anima del disco “Hope”. Abbiamo conservato l’oscurità e la malinconia contenute nei precedenti lavori aggiungendo elementi di speranza. Il risultato è veramente pittoresco.

Questa estate sarete in tour in Canada e negli Stati Uniti e poi arriverete anche in Italia, il 31 Agosto a Sestri Levante per il Mojotic Festival e il 1° Settembre a Milano per Unaltrofestival. Come descrivereste un vostro concerto?

Il nostro live è una grande festa dove tutti ballano, cantano e si divertono. Quando siamo sul palco saltiamo e coinvolgiamo il pubblico al massimo. Siamo dei pazzi scatenati, venite ad ascoltarci, non ve ne pentirete!

Cosa c’è nel vostro futuro immediato?

Sarà un anno davvero intenso, pieno di concerti e di viaggi in giro per il mondo, speriamo di divertirci il più possibile e di crescere sempre di più!

 Raffaella Sbrescia

Video: Spirits

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Tracklist

HOPE TRACKLIST

1. Spirits

2. Shovels & Dirt

3. We Don’t Know

4. Wars

5. Dog

6. The Hired Band

7. Young & Wild

8. The Night Will Save Us

9. I Still Make Her Cry

10. David

11. Wild Sun

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Walter Fontana: «Ricomincio da “Sono Qui”. La mia vita in musica»

Walter Fontana

Walter Fontana ricomincia dalle sue canzoni e da “Sono Qui”, il suo album solista. Dopo lo scioglimento dei Lost, il cantautore di Vicenza si è dedicato alla scrittura, alla ricerca, alla ricostruzione della sua carriera artistica. Ecco cosa ci ha raccontato in questa intervista

Come si esce in maniera coerente da un passato come quello con i Lost riproponendoti con un progetto tuo?

Ripartire dopo un’esperienza importante come quella dei Lost non è stato facile, quello che mi ha aiutato è essermi staccato dai riflettori, essere tornato nel mio vecchio paese dove tutto è iniziato, ovvero a Vicenza. Questo mi ha permesso di rimanere coi piedi per terra, di stare vicino alla mia famiglia, ai miei amici. Tutto questo è stato utile per mettere un punto e ripartire per crearmi una nuova strada.

Hai viaggiato tanto, hai vissuto diverse vicende e a questo proposito ci viene in mente “Questo sono io”, brano in cui  ti metti a nudo. Immaginando un pubblico che voglia sapere cosa è accaduto, cosa ti ha spinto a scrivere queste canzoni?

Sono successe tantissime cose che, nel loro insieme, mi hanno dato l’opportunità di scrivere questo disco. C’è stata una storia d’amore finita, lo scioglimento dei Lost, con cui comunque sono ancora in contatto. Luca Donazzan, il bassista, mi sta accompagnando in questo nuovo capitolo. Ho fatto diversi viaggi, su tutti cito quello a Barcellona, un viaggio che ho deciso di fare last minute durante il quale mi sono ritrovato alle 5 del mattino a suonare la chitarra insieme a dei musicisti che non conoscevo.

Qual è il filo conduttore del disco?

La ripartenza. All’interno del disco parlo spesso di momenti finiti male e di storie concluse ma lo faccio sempre con un approccio positivo.

A questo proposito viene da pensare anche al brano “Lo sbaglio più bello”…

Quando cadi torni ad apprezzare le cose più semplici, puoi ripartire con lo spirito giusto.

I vostri fan vi sostenevano davvero moltissimo, che rapporto hai con loro oggi?

Sì, avevamo creato un bel movimento! Ho ancora contatti con loro, mi scrivono e continuano a chiedermi adesivi e volantini da distribuire in città, un po’ come si faceva all’epoca degli street team che si sono un po’ persi negli anni. Ora che tutto gira sul web è bello vedere che i fan ci credono ancora e vogliono aiutarmi. Bisogna inventarsi nuove strategie, io nel frattempo ho tenuto dei concerti da busker perché volevo mostrare le canzoni così come sono nate nude e crude con la chitarra acustica. Ho molte idee che spero di mettere in atto molto presto.

Walter Fontana

Walter Fontana

Come affronti questa nuova fase artistica? Vuoi affermare qualcosa di te che ti era sfuggito in passato?

Beh, vorrei dimostrare che oltre ad essere un teen idol, così come mi avevano etichettato tempo fa, sono anche un musicista, le canzoni le scrivo io e questa è la cosa più importante perché può differenziarmi da tanti altri artisti presenti sulla scena attuale. Oltre a scrivere i miei testi, riporto la mia stessa vita nei versi che compongo. Quando metti te stesso nelle canzoni la gente se ne accorge, inoltre puoi cantarle in modo più coinvolgente quando sei sul palco e questo è un ulteriore punto di forza.

Per quanto riguarda la lavorazione dei brani e la realizzazione degli arrangiamenti, cosa hai da raccontarci?

Avere avuto più tempo per lavorarci è stato un punto a mio favore, ho potuto fare tantissimi ascolti, mettermi alla prova, scrivere canzoni, buttarle via, farne di nuove, poi c’è stato l’incontro con il produttore Salamone Placido che ha subito capito qual era il mio obiettivo, ovvero non fare una canzone uguale all’altra.  Volevo che ogni brano avesse una vita a sé anche se c’era un filo conduttore nei testi. Dal punto di vista sonoro volevo che ogni brano fosse unico e ci siamo riusciti. Non ci sono state grosse modifiche rispetto a quanto scritto durante la prima stesura dei brani e questa è stata una bella soddisfazione, vuol dire che avevo fatto un bel lavoro. Quando sei tranquillo e senza pressione, lavori nella mia maniera più serena possibile.

Che tipo di ascolti fai?

Parto da Bob Dylan, mi sono tatuato il suo volto subito dopo lo scioglimento dei Lost e sono ripartito dalla sua musica; in quel periodo sono entrato nel suo mondo, leggevo i testi, vedevo film e speciali, ora ascolto Twenty One Pilots, Walk the Moon, Mumford & Sons, poi ho le playlists di spotify. Mi piace molto anche Jovanotti, negli ultimi anni ha dimostrato di voler cambiare e di sperimentare, questa è una cosa che mi accomuna a lui…

Walter Fontana

Walter Fontana

Ci sarà un’evoluzione dei testi in inglese?

Non lo escludo anche se mi piacerebbe avvicinarmi allo spagnolo. Mio padre è argentino e vorrei arrivare nei paesi latino americani, lo sto imparando così mi porto avanti (ride ndr).

Come è arrivato il contributo di Giovanni Caccamo?

Ci siamo conosciuti nel 2008 poi ci siamo trovati poco prima della sua partecipazione a Sanremo Giovani e abbiamo scoperto di essere in sintonia. Quando poi ha saputo che avrei lavorato con Salamone Placido, che oltretutto è il suo produttore, gli ho chiesto di partecipare al progetto per rendere le mie frasi ancor più uniche e infine mi ha regalato il brano intitolato “Corro” perché voleva essere essere al mio fianco in questa avventura.

E la collaborazione con Pappalettera?

L’incontro con lui è avvenuto in maniera casuale dopo che aveva ascoltato il disco grazie ad uno dei miei discografici. Dopo aver ascoltato il brano “Questo sono io” ha voluto lavorare con noi e dare il suo contributo. Da lì è nata l’idea dello specchio e del concept pazzesco che accompagna il disco, è stato bellissimo lavorare con lui e spero di farlo ancora.

Per il live cosa hai in mente?

Voglio sfruttare l’idea degli specchi e portarli sul palco con me, voglio riprendere questo concept! La scaletta riprenderà ovviamente i pezzi dei Lost perché è giusto portarli avanti però suonerò anche tutto il disco nuovo.  Ci sarà anche spazio anche per delle cover, magari anche Dylan visto che suono anche l’armonica. Tutto questo però accadrà in autunno ora c’è la promozione ed un duro lavoro da fare per farmi conoscere dal pubblico. La cosa più importante è che sono sicuro di questo disco, essendo stato sincero in queste canzoni, lo sarò in ogni occasione che mi sarà data.

Raffaella Sbrescia

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Video: Perfetto

Clementino porta il suo “Ultimo Round tour” al Market Sound per una festa a tutto rap

Clementino live @ Market Sound - Milano

Clementino live @ Market Sound – Milano

Maestro di cerimonie, cantastorie, black Pulcinella. Lui è Clementino, aka Iena White, un rapper “in & out”, una personalità vulcanica, istrionica che, nel corso del tempo, è riuscito a farsi apprezzare da diverse generazioni e da tanti stimati colleghi. La sua gavetta sudata l’ha portato sul palco del Market Sound di Milano, lo scorso 24 giugno, per la seconda tappa live del suo “Ultimo Round Tour”, già premiato come Miglior Tour Rap ai TimMusic OnStage Awards 2016, che riparte in una forma totalmente rinnovata. Accompagnato, come di consueto, dal noto dj e produttore TY1, Clementino si è divertito a ripercorrere tutti i suoi maggiori successi degli ultimi anni senza rinunciare a qualche brillante freestyle come ai vecchi tempi. La forza espressiva, il suo rap in dialetto napoletano, il suo flow contagioso, la sua innata verve da intrattenitore, fanno del suo live un appuntamento energico e divertente. Lo show, diviso in 3 atti, come un vero e proprio spettacolo teatrale, è ulteriormente impreziosito dai visuals realizzati da un gruppo di videomakers scelti per creare dei contenuti ad hoc.

Clementino

Clementino

Insieme a Clementino, sul palco del Market Sound, tanti ospiti e amici tra cui Salmo, Noyz Narcos, Ensi e Rocco Hunt.  In scaletta pezzi più vecchi come ”Toxico”, passando per ”O’ vient” fino ad arrivare alle ultime canzoni come “Quando sono lontano” (presentata all’ultima edizione del Festival di Sanremo), “Don Raffaè” (la cover di Fabrizio De Andrè portata all’Ariston ed interpretata sempre con grande emozione), nonché “Da Che parte stai?”, il brano inciso insieme a Pino Daniele, l’ultimo realizzato dall’ amatissimo artista prematuramente scomparso. Risate ed intrattenimento ma anche ironica denuncia, la musica di Clementino tocca tanti temi in modi sempre diversi e pregnanti senza mai appesantirne l’ascolto; questo è il segreto del suo successo.

Raffaella Sbrescia

Setlist

Medley: Oracolo del Sud

                Poslangfreestyle

                Toxico

                Tritolo

Strade Superstar

El Señor

Musica Suona

Tekken feat. Ensi

O’Vient

Lo strano caso di IenaWhite

Cos Cos Cos

Ops! + Chimica Brother

Giunglacapocannonieri feat. Rocco Hunt

 

Medley Voceanima

               Pianoforte a vela

                La luce

 

Fumo

Top player feat. Salmo

Don Raffaè

Quando sono lontano

Luna

Dedicato a Pino Daniele + Da che parte stai

Sotto le stelle 

Irama: “Credo nel cambiamento e nel peso specifico di ogni singola parola”

Irama

Irama

All’anagrafe è Filippo Maria Fanti, il pubblico lo sta conoscendo come Irama. Parliamo di un giovane cantautore nato a Carrara il 20 dicembre 1995 ma residente a Monza che si sta imponendo all’attenzione dello scenario musicale italiano attraverso la sua musica costruita sulle basi di un contrasto che alberga nei suoi gusti musicali: da una parte la passione per i grandi cantautori italiani e le loro opere, dall’altra la ricerca di sonorità e arrangiamenti più vicini al mondo hip hop con il quale da tempo si confronta. Irama sarà tra i giovani artisti emergenti che questa sera si sfideranno al “Coca-Cola SUMMER FESTIVAL - il gusto dell’estate”  in Piazza del Popolo a Roma e porterà sul palco il suo nuovo singolo “Tornerai da me” contenuto nel suo album d’esordio  “IRAMA”  uscito il 12 febbraio  2016.

Intervista

Partiamo subito dal nuovo singolo “Tornerai da me” e dal video che in poche ore ha ottenuto oltre 160 mila visualizzazioni, oltre 22 mila like e oltre 6000 condivisioni. Qual è il messaggio che intendi comunicare a chi ti segue  e come ti sei trovato a lavorare con il giovane videomaker Alessandro Murdaca?

Sono stato io a chiedere di poter lavorare con lui, trovo che sia molto bravo. Spesso è proprio il fatto di essere giovani a darti la possibilità di osare ed è una cosa che appartiene anche a me che cerco di fare un genere tutto mio. Io ed Alessandro ci siamo trovati subito in sintonia ed è nata questa collaborazione molto proficua. Il video mi ha coinvolto molto, sia dal punto di vista emotivo che recitativo; la ragione è insita nel fatto che le mie canzoni nascono sempre da cose appartenenti al mio vissuto.

Le tue storie sono spesso vissute molto da vicino dal tuo pubblico, come vivi questa cosa così forte?

Sì, mi arrivano spesso messaggi che lo confermano. La cosa più bella per chi fa questo lavoro sta nella possibilità che il pubblico possa rispecchiarsi in quello che scrivi regalandogli un’emozione.

A proposito del tuo stile così originale: come lavori alla costruzione dei tuoi testi, visto che ci lavori in prima persona?

Ogni volta cerco di rinnovarmi un po’, adesso sto scrivendo anche nuove canzoni continuando a lavorare con Giulio Nenna. Penso che il cambiamento sia fondamentale, sono ancora molto giovane, ho tanto da dare al pubblico così come tanto da imparare. Ci tengo a scrivere personalmente ogni pezzo e penso che ogni parola abbia un suo peso, bisogna pensarci mille volte prima di scriverla!

Hai delle fonti da cui attingere per la tua ricerca lessicale?

Le fonti possono essere infinite, l’ispirazione può arrivare da qualunque cosa, l’arte può essere ovunque basta cercare di coglierla, bisogna non guardare ma osservare…

Irama

Irama

Ci sono contesti che ti hanno influenzato in questo senso?

Sì, ci sono molte cose, non ce n’è una in particolare, l’esperienza del Coca Cola Summer Festival sarà, per esempio, qualcosa da raccontare…

Come ti senti a questo proposito?

Sono molto onorato, non vedo l’ora di salire sul palco, ormai ci siamo. Sarà un’esperienza meravigliosa, darò il massimo e spero soprattutto di divertirmi e far emozionare il pubblico.

Hai postato qualche giorno fa un brano che unisce il brano di Enrique Iglesias “Duele El Corazon” ad un tuo inciso, come ti è venuta questa idea?

Mi sono ispirato a storie quotidiane, ai miei stessi amici  e penso sia una cosa molto carina; mi sono semplicemente divertito.

Un concetto che ricorre nelle interviste che rilasci è quello di verità… che riflessione di senti di fare e che tipo di messaggio vorresti trasmettere al pubblico attraverso la tua esperienza?

La verità è un fatto fondamentale nella vita, soprattutto nel mondo dell’arte. La verità è qualcosa che arriva subito, è impattante. Nel 2016 paradossalmente è più difficile cercare la verità invece delle cose artefatte, siamo bombardati. Con questo non voglio dire che sono contro la televisione perché non bisogna mai dire mai nella vita. Mi spaventa pensare che  a volte gli artisti non vivano in quanto tali ma in quanto prodotti, questa cosa uccide un po’ l’arte, io cerco sempre di vivere. Chi fa musica deve avere qualcosa da raccontare, non dovrebbe semplicemente cantare.

Hai dei concerti in vista?

Adesso godiamoci il Coca Cola Summer Festival, sto lavorando a cose nuove, presto saprete tutto!

Raffaella Sbrescia

Video: Tornerai da me

Chiara Grispo: tante cover e qualche buona idea in “Blind”

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“Blind” (Baraonda/ Artist First) è il titolo dell’album di esordio di Chiara Grispo, la  giovanissima cantautrice veneta in gara all’ultima edizione di Amici. L’album, prodotto da Diego Calvetti, contiene 10 tracce tra cui la hit “Come On”, primo singolo inedito che ha raggiunto già 2 milioni di visualizzazioni su Youtube, la titletrack “Blind” e “Spirito Fisico”, brano che Chiara ha inciso in duetto con Nek (suo coach durante il serale di Amici, insieme a J-Ax). Reduce dagli opening act dei concerti dei Modà allo Stadio San Siro e di quello di Gigi D’Alessio allo Stadio San Paolo, Chiara sta portando in giro per la penisola le sue canzoni e sono già in molti ad apprezzarne la voce limpida e cristallina.

Chiara Grispo

Chiara Grispo

Paga poco la scelta di inserire nel disco tantissime cover: tra le altre, le migliori sono “Wuthering heights” di Kate Bush, “Price tag” di Jessie J, “One” degli U2,  ”Next to me” di Emelie Sandé. Sebbene gli arrangiamenti siano piuttosto originali, in alcuni tratti cuciti su misura per Chiara, sarebbe stato più opportuno pubblicare più brani inediti e osare. L’insieme proposto funziona bene, Chiara Grispo non scimmiotta nessuno ed il lavoro di cesellamento sulle cover è evidente eppure avremmo apprezzato ancora di più una maggiore esposizione di quello che sembra essere un bel talento in erba.

 Raffaella Sbrescia

 Video: Come On

Tracklist:

1.    COME ON

2.    BLIND

3.    SPIRITO FISICO (con NEK)

4.    WUTHERING HEIGHTS

5.    LA MIA STORIA TRA LE DITA

6.    PRICE TAG

7.    ONE

8.    BELLA

9.    NEXT TO ME

10.  ALBACHIARA

 

Dal palco degli MTV Awards alle aste di Charitystars.com per AIRC

Emis Killa PH Chiara Menescardi

Emis Killa PH Chiara Menescardi

Dal palco degli MTV Awards di domenica 19 giugno sono partite le aste in favore dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, partner per il sociale dell’evento con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico e raccogliere fondi da destinare ai progetti di ricerca sui tumori pediatrici.

Dopo la serata di grande musica e spettacolo per tutti i fan c’è ora l’opportunità di provare ad aggiudicarsi il cimelio del proprio artista preferito su Charitystars.com. Tanti e diversi gli oggetti messi all’asta dai cantanti che con generosità hanno scelto, per il secondo anno, di scendere in campo al fianco di AIRC.

Fino a mercoledì 30 giugno si potrà così provare a conquistare la sciarpa di Alessandra Amoroso, la giacca indossata da Annalisa durante le riprese del video ‘Splende’, la maglietta autografata da Benji & Fede, la t-shirt ‘noi siamo infinito’ firmata da Alessio Bernabei, la maglietta ‘made in me’ by Elisa con il suo autografo, il cappellino firmato da Lorenzo Fragola, la camicia utilizzata da Emis Killa nell’ultimo video ‘Cult’, i mallet con i quali Francesca Michielin ha suonato durante il suo ‘Nice to meet you’ tour e il casco Harley-Davidson autografato di Max Pezzali.

Elisa © ELENA DI VINCENZO

Elisa © ELENA DI VINCENZO

Oltre alle tradizionali aste sarà possibile misurare la propria fortuna con il nuovo meccanismo dell’estrazione che mette in palio il cd con autografo di Michele BraviI hate music’ e il libro ‘Succede’ con dedica di Sofia Viscardi. Per entrare nella lista dei possibili vincitori è sufficiente fare una donazione minima di 5 euro su Charitystars.com.

I fondi raccolti grazie alle aste degli artisti degli MTV Awards contribuiranno a finanziare il lavoro dei ricercatori AIRC impegnati a individuare nuove terapie e farmaci “su misura” per rendere i tumori pediatrici sempre più curabili.

 

Gigi D’Alessio chiude il Malaterra World Tour allo Stadio San Paolo e chiama a raccolta amici e colleghi per celebrare #labuonaterra

Gigi D'Alessio live - Stadio San Paolo ph Arturo Favella

Gigi D’Alessio live – Stadio San Paolo ph Arturo Favella

Con l’arrivo del solstizio d’estate si è concluso il Malaterra World Tour, l’avventura live di Gigi D’Alessio nata con l’obiettivo di ricordare e rappresentare in tutto il mondo i grandi classici napoletani. Circa 30 mila persone hanno affollato lo Stadio San Paolo dopo una tourneè di 36 date in tutto il mondo. Tanti amici e super ospiti hanno calcato il palco insieme a D’Alessio che nel misurarsi con brani tanto importanti quanto “intoccabili” come O’ Sarracino, Guaglione, A Città e Pullecenella, O surdato nnamorato, Torna a Surriento, ha sempre ribadito di averlo con fatto rispetto e devozione nell’intento di valorizzazione del patrimonio artistico-culturale nel mondo.

Gigi D'Alessio live - Stadio San Paolo ph Arturo Favella

Gigi D’Alessio live – Stadio San Paolo ph Arturo Favella

Prodotto da Music Life in collaborazione con Live Nation, lo show dello stadio San Paolo si è svolto su un palco di oltre 800 mq. Il progetto Malaterra, nel corso del tempo ribattezzato #labuonaterra, ha avuto da subito come priorità, l’obiettivo di supportare l’Associazione benefica “Terra dei Cuori”, presidiata dallo stesso Gigi, per la quale verrà devoluto l’intero incasso di un settore a favore dei giovani malati oncologici della Terra dei Fuochi. Un gesto legato all’impegno che lo stesso Gigi porta avanti dallo scorso anno e che è stato il motore dell’intero progetto che si è appena concluso.

Gigi D'Alessio live - Stadio San Paolo ph Arturo Favella

Gigi D’Alessio live – Stadio San Paolo ph Arturo Favella

Ma veniamo allo show: intorno alle 21. 30, si accendono le luci e parte “Vivi”, a seguire “Quanti amori”, a testimoniare l’amore per i napoletani e per Napoli, che nonostante tutto è sempre ‘a casa. Poi è la volta di “Lune Storte”, con l’omaggio video di Enzo Avitabile. Sul palco anche tanti govani, il primo è il rapper ed ex concorrente di Amici Briga che duetta con D’Alessio nel classico napoletano “Guaglione”. Il rap non manca anche nel duetto con Bles in “Ragazza mia”, versione riscritta di “Insieme a lei”. Tra gli altri duetti della serata, anche quello con i Mr.Hyde “Un po’ di più (Portami con te)”, “Amo” con Rosario Miraggio, “Vasame”, con la splendida voce di Valentina Stella. Pubblico in visibilio con il medley degli esordi di D’Alessio, in particolare sulle note di “Non dirgli mai”.

Gigi D'Alessio live - Stadio San Paolo

Gigi D’Alessio live – Stadio San Paolo

Non mancano gli auguri al neo “rieletto” sindaco Luigi De Magistris e il momento “Malaterra”, con le parole e le speranze che la “Terra dei fuochi”, grazie al lavoro delle istituzioni e ai messaggi veicolati dalla musica, diventi sempre più “Terra dei cuori”. Tra un duetto e l’altro, spazio anche all’eterno ragazzo della musica italiana Gianni Morandi, con il quale Gigi canta “Scende la pioggia” e “Banane e Lampone”.Immancabile la presenza di Anna Tatangelo per le canzoni “ ‘O core ‘e ‘na femmena “ e “Un nuovo bacio”. Molti gli artisti apparsi in video: Oltre ad Enzo Avitabile, Anastacia, Loredana Bertè, Mario Merola sulle note di “Cient’anne”. Tra gli artisti giovani presenti sul palco anche i Dear Jack e Chiara Grispo.

Gigi D'Alessio live - Stadio San Paolo ph Arturo Favella

Gigi D’Alessio live – Stadio San Paolo ph Arturo Favella

 

Momento finale con la coppia Sal Da Vinci/Gigi Finizio in “Napule”  e l’omaggio a Lucio Dalla. Sulle note invito di “Non Mollare Mai” si chiude per i 25.000 del San Paolo una serata che resterà sia nei loro cuori che in quello dello stesso Gigi D’Alessio: «Una delle serate più belle della mia vita, non la dimenticherò mai – afferma Gigi – è stato un onore per me cantare per un pubblico così partecipe e dividere il palco con amici e colleghi per cui provo un affetto e una stima immensa. Colgo l’occasione per ringraziare Gianni Morandi per la bella sorpresa che mi ha fatto, ha reso la serata davvero straordinaria».

Sabrina Alicandro

Gigi D'Alessio live - Stadio San Paolo

Gigi D’Alessio live – Stadio San Paolo

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