La recensione de “L’Improbabile”, il nuovo album della Bandabardò

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A tre anni di distanza da “Scaccianuvole”, la Bandabardò di Enrico “Erriquez” Greppi, Alessandro “Finaz” Finazzo, Andrea “Orla” Orlandini, Marco “Don” Bachi, Alessandro Nutini detto “il giovane Nuto” e Federico “Pacio” Pacini ritorna con “L’Improbabile”. L’undicesimo disco di inediti dell’amatissima live band italiana segna un nuovo modo per rivivere l’autenticità dell’ormai consolidata cifra stilistica del gruppo. Distribuito per la prima volta con Warner Music, “l’Improbabile” racchiude poesia, allegria, ritmo e passione: chiacchiere da bar, aforismi, aneddoti, sessualità, attualità, frivolezze affiorano con freschezza e classe attraverso 13 brani scritti senza rinunciare ad una verace esuberanza che, da più di vent’anni, rappresenta, a pieno titolo, il marchio di fabbrica di questa solida ed insostituibile realtà musicale. Ad accompagnare il progetto, una bella e originale copertina realizzata da Iacopo Fo, una visione grafica pensata per rispecchiare l’intenzione di riprendere un concetto di fondo: quello dell’improbabilità, intesa come impresentabilità di tanti soggetti e comportamenti, specie quelli che privano la comunità di risorse a vantaggio di pochi. Giovani, vecchi, coatti, innamorati, corrotti, incazzati sono i protagonisti di un progetto ricco di arrangiamenti importanti: fiati, tastiere ed elettronica si intrecciano con il groove delle chitarre, acustiche ed elettriche e dell’ukulele.

Bandabardò

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Pochi e selezionatissimi sono, invece, gli ospiti presenti in questo album, si tratta di Alessandra Certini de Il Genio, che interpreta “E allora il cuore”, il singolo che ha anticipato l’uscita dell’album, e che ha realizzato i cori in tutto il disco. Poi c’è il rapper G-Max, arguta e bruta voce presente in “Senza impegno” e Master Mixo, l’ottimista di “Andrà tutto bene”, il brano che chiude l’album con una sentita dedica all’amore: la sola scienza, la sola politica, la sola  ricchezza. Molto intenso anche il testo scritto da Francesco Gazzé per “La selezione naturale”, un fedele ritratto di coloro che hanno imparato a rubarci l’anima e speculare sul nostro dolore. Molto sfiziosa è la cover di “Ça plane pour moi”, successo di Plastic Bertrand dell’annata 1977 che, insieme all’irriverenza di “Punti di vista”, allo scanzonato finto disinteresse socio-politico di “Senza impegno” ed al citazionismo sbeffeggiante di “Italian Expo”, rientra tra i momenti più interessanti del disco. “La vita è come la vestizione, un lento spettacolo d’indecisione, cantano ne “La Vestizione” i Bandabardò  che, attraverso la loro coinvolgente miscela di folk-rock-pop, riescono ancora ad unire sostanza e leggerezza risultando eleganti, generosi, intensi.

Raffaella Sbrescia

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Video: “E allora il cuore”

 L’improbabile tour

3 luglio Grande Arena del Centrale del Tennis ( Roma)

6 luglio Mezzocorona (TN) Solstizio d’Estate Festival

12 luglio Pistoia Blues (Pistoia)

18 luglio  Carroponte (Milano)

29 luglio Strozza Music Fest

 

 

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