Playontape: la recensione di “The Glow”

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Per chi ha voglia di un suono plumbeo, crepuscolare ed intimamente multisfaccettato, “The Glow” (La Rivolta Records) dei  Playontape è il progetto discografico più adatto per lasciarsi coinvolgere da un’esperienza sonora  fuori dagli schemi. Luca Attanasio (voce), William Buscicchio (basso), Daniele Spano (chitarre e synth) e Paolo Del Vitto (batteria) si muovono lungo i filoni che disegnano il nostro vivere quotidiano mentre disillusione e rabbia affollano i pensieri e i violenti riff di chitarra inseriti nella travolgente tracklist dell’album  prodotto da Paolo Del Vitto, frutto di ben tre anni di gestazione creativa. Il tormento, il pathos, l’insofferenza lasciano trasparire una potente forza d’animo, unica risorsa necessaria per scorgere un bagliore di speranza proiettata al futuro. Ambientati in atmosfere cupe, a tratti sinistre, i brani proposti in “The Glow” rimandano l’immaginario ad un contesto musicale vicino al pust-punk ed alla new-wave anche se i Playontape mantengono aperti ampi margini di rielaborazione contemporanea. L’incontro tra suono e sintagma avviene in “Behind”, una miscela ibrida all’insegna della sperimentazione. Tastiere e synth spadroneggiano in “…The Sin”, “The Heat”, “The Edge of love” in cui la voce imponente, maschia ed ipnotica di Luca Attanasio attraversa sonorità tanto enigmatiche quanto performanti. Le foschie elettroniche si diradano in maniera più decisa sulle note di “Lies”, “Dust” , “Pandora’s box” e nella nichilista “There’s no tomorrow” grazie all’impeto, la furia energetica e la potenza della chitarra di Daniele Spano, vero e proprio plus ultra di un disco fortemente immaginifico e promettente.

Raffaella Sbrescia

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Video: The Heat

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