Mick Jagger fa il punto con 2 brani inediti a 74 anni suonati. Il suo rock è ancora un trip

Mick Jagger

Mick Jagger

MICK JAGGER, 74 anni compiuti ieri, manda oggi un messaggio alla nazione attraverso due brani inediti disponibili da mezzanotte negli store digitali di tutto il mondo: “Gotta Get A Grip” e “England Lost”, il suo modo di rispondere a quella che lui chiama “l’epoca di confusione e frustrazione che stiamo vivendo”.

I due brani sono disponibili nei seguenti formati:

  • Vinile Double A side limited edition 12” (che contiene le due tracce inedite)
  • CD (che contiene le due tracce inedite)
  • digital download e Servizi di streaming dove sono disponibili le due tracce più i seguenti remix e featuring:

 

  1. England Lost featuring Skepta
  2. Gotta Get A Grip (Seeb Remix)
  3. Gotta Get A Grip (Kevin Parker Remix)
  4. Gotta Get A Grip (Alok Remix)
  5. Gotta Get A Grip (Matt Clifford Remix)

Sono già online i due video che accompagnano due brani:

  • Gotta Get A Grip” con Video diretto da Saam Farahmand, starring Jemima Kirke

Visibile su: http://vevo.ly/REObT2

  • England Lost” con Video diretto da Saam Farahmand, starring Luke Evans

Visibile su: http://vevo.ly/Rf3uoa

Mick ha dichiarato che le due tracce sono il risultato “dell’ansia e la consapevolezza di non conoscere il cambiamento politico in atto”. Jagger esprime un pungente commento personale che va a toccare tutto, da aggressivi cicli di notizie, alle persone che detengono il potere, il tutto accompagnato da chitarre roboanti e ritmiche enfatiche.

England Lost” ci riporta ad una partita di calcio alla quale Jagger ha presenziato, ricordo che usa come analogia di un paese che si trova a un bivio politico.

Si tratta di una squadra di calcio inglese che sta perdendo. Tuttavia, mentre scrivevo il titolo sapevo che la canzone sarebbe stata più di questo. Parla della consapevolezza di vivere un momento molto difficile della nostra storia. Parla della consapevolezza di non sapere dove ci troviamo e della sensazione di insicurezza; mi sentivo nella medesima maniera mentre scrivevo il testo della canzone. Ovviamente le parole sono scandite da una grande quantità di umorismo perché non amo nulla di troppo eccessivo, tuttavia non manca il senso di vulnerabilità caratteristico della nostra situazione come nazione.”

Mentre componevo “England Lost”, immaginavo di collaborare al brano con un rapper britannico … Skepta è arrivato al momento giusto e mi sono innamorato fin da subito del suo lavoro”.

In “Gotta Get A Grip” restiamo accanto a Mick mentre mastica e sputa fuori nella sua maniera ribelle i problemi derivanti dalla guerra e dagli scandali politici.

Questo brano fa da colonna sonora ad un momento storico che solo Jagger sa esprimere in modo distruttivo e provocatorio con un sound elettrico.

 Video: Gotta get a Grip

Il messaggio cruciale del brano – racconta Jagger - penso che sia nonostante tutto quello che sta succedendo devi prendere in mano la tua vita, essere te stesso e cercare di creare il tuo destino.”

 

Per quanto riguarda il clima politico:

Abbiamo chiaramente innumerevoli problemi… Quindi sono politicamente ottimista?…No.”

Riguardo ai due singoli:

Ho iniziato a scrivere i due brani ad Aprile e ho voluto che fossero pubblicati subito. Fare un intero album necessita spesso di molto tempo e sono anche lunghe le tempistiche di post produzione in vista delle uscite globali previste dalle case discografiche. È rigenerante esprimersi artisticamente in forme diverse e mi sento di vivere un sottile ritorno al passato, quando potevamo essere più liberi e registrare senza pensieri o strategie. Per la pubblicazione dei due brani non avevo intenzione di aspettare fino all’anno prossimo perché non volevo che perdessero il loro impatto intrinseco e di significato”.

 

Infine Jagger racconta cosa sta ascoltando al momento:

Setaccio molta musica online e perfino i più giovani della mia famiglia continuano costantemente a farmi sentire musica nuova, quindi quando ci vediamo ascolto qualsiasi cosa.

Ascolto molto R&B, pop e mix tra vecchio e nuovo e dopodiché, come tutti quanti, creo le mie playlists personali.

Le ultime cose che ho aggiunto sono Kendrick Lamar, Skepta, Mozart, Howlin’ Wolf, Tame Impala, tracce oscure di Prince e classici brani soul dei The Valentine Brothers.

Mi piace davvero tanto Kendrick Lamar, in quanto anche lui parla del discontento generale e riesce, con le sue parole, a raccontare il nostro tempo. Ho pensato che il suo lavoro, insieme a quello che sta facendo Skepta, siano progetti molto interessanti capaci di centrare il punto.”

Intervista ai Kasabian: “For Crying Out Loud” è un album fatto di istinto

Kasabian - For Crying Out Loud - cover album

Kasabian – For Crying Out Loud – cover album

I Kasabian sono pronti a tornare in pista con un nuovo album ispirato al classic rock. “For Crying Out Loud” è il titolo del disco in uscita il 5 maggio, preceduto dal singolo che ha fatto da apripista “You’re In Love With A Psycho”. Il sesto album della band composta da Sergio Pizzorno (voce e chitarra), Tom Meighan (voce), Chris Edwards (basso), Ian Matthews (batteria) and Tim Carter (chitarre) è stato scritto e prodotto da Pizzorno (cantante e chitarrista del gruppo) e registrato al Sergery, il suo studio a Leicester, nel giro di sei settimane. Descritto come un disco istintivo, felice e particolarmente ispirato, “For Crying Out Loud!” è figlio di una mentalità creativa old school ma tiene conto del ricambio generazionale e delle evoluzioni linguistiche che ormai hanno acquisito la quasi totalità dell’ utilizzo corrente. In attesa di ascoltarli in Italia il 19 luglio al Teatro Antico di Taormina, il 21 luglio al PostePay Sound Rock’in Roma Ippodromo delle Capannelle (Roma), il 22 luglio, all’Anfiteatro Camerini, Piazzola sul Brenta (Pd) e il 23 luglio al Lucca Summer Festival Piazza Napoleone (Lucca), abbiamo incontrato i Kasabian negli uffici della Sony Music a Milano. Ecco cosa ci hanno raccontato.

Intervista

Bentrovati ragazzi, qual è lo spirito che attraversa questo vostro nuovo lavoro?

L’intento era quello di mettere a punto un album in grado di trasmettere benessere. In questo disco speranza e felicità la fanno da padrone. La struttura delle canzoni è quella classica tuttavia ci siamo divertiti a fondere tra loro stili e generi diversi.

In effetti si nota un certo lavorìo. Come è andata nel dettaglio?

Ci siamo ispirati al rock, quello classico degli anni ’70, ma abbiamo scelto di reinterpretarlo alla nostra maniera. Ci siamo riavvicinati alle radici prediligendo l’uso delle chitarre e mantenendo l’uso dell’elettronica che c’è sempre stata nei nostri lavori.

Da dove nasce il singolo “You’re in Love with a Psycho”?

Questa è una canzone in cui tutti possono rispecchiarsi, un brano in cui amore e follia convivono nello stesso momento.

Come mai avete deciso di incidere un disco in controtendenza rispetto ai tempi che corrono?

La nostra musica intende portare gioia a chi l’ascolta. Nel nostro lavoro precedente ci siamo abbondantemente dedicati alle tematiche relative all’attualità e, dato che questi contenuti ricorrono nei lavori di tanti altri artisti, stavolta ci siamo concentrati nel fare del sano rock’n’roll.

Come è avvenuta la scelta del titolo “For Crying Out Loud”?

Il titolo riprende l’espressione “For Fuck Safe”. Questa è musica che viene dal cuore, che fa urlare ma anche piangere e ridere.

Chi c’è in copertina?

Si tratta di uno dei tecnici che ci seguono quando siamo in tour!

Uno dei brani con la personalità più spiccata è “Are You Looking For Action”…

Ogni disco classico che si rispetti ha bisogno di momenti in cui si rielabora un po’ tutto il discorso. Questo brano è uno di quei momenti. Siamo partiti con un brano di tre minuti ed è diventato di otto; un bellissimo risultato per noi.

Quali ascolti confluiscono in questo disco?

Tra gli altri citiamo Ramones, Blondie, Sex Pistols, The Stooges.

Cosa è accaduto durante le sei settimane di gestazione di questo album?

Ci siamo affidati all’istinto senza fare nessun ragionamento particolare. “Bless this Acid House” e “Ill Ray (the King)” sono i pezzi “killer” che abbiamo aggiunto alla fine.

Video: You’re in Love With a Psycho

A proposito chi è III Ray?

Il padre di Sergio è solito chiamarlo “King”, il titolo del brano s’ispira ad un’opera italiana.

Da dove salta fuori tutta questa dirompente ironia?

Ce l’abbiamo sempre avuta, forse ora è più evidente.

Nei testi si evince la voglia di stare al passo dei tempi con un relativo adeguamento del vostro linguaggio, è così?

Il tipo di linguaggio che usiamo traspare sin dalla copertina, quello che cerchiamo di fare è proprio quello di tenere conto dei cambiamenti del linguaggio nelle nuove generazioni.

Cosa pensate del fatto che siete una delle ultime rock band rimaste indenni nel 2017?

Una ballad come “Goodbye Kiss” ci ha resi famosi ma questo è il nostro bello: siamo imprevedibili. Il passaggio allo streaming ha condizionato irrimediabilmente l’ascolto della musica ma anche il modo di pensare agli album. Noi non siamo fissati col passato, consideriamo il disco come un’opera d’arte da prendere nel suo insieme ma non pensiamo ai singoli. Di solito la musica contemporanea prende vita nel corso di estenuanti riunioni in cui si riuniscono 12 autori che pensano ai prodotti da studio. Noi invece facciamo musica con il cuore, questo è un disco vero e sentito ed è questo che lo renderà potente facendo la differenza.

 Raffaella Sbrescia

“For Crying Out Loud” tracklist:

1. Ill Ray (The King)

2. You’re In Love With A Psycho

3. TwentyFourSeven

4. Good Fight

5. Wasted

6. Comeback Kid

7. The Party Never Ends

8. Are You Looking For Action

9. All Through The Night

10. Sixteen Blocks

11. Bless This Acid House

12. Put Your Life On It

I Ministri: tutto pronto per il doppio live ai Magazzini Generali

Ministri

Ministri

Il prossimo Giovedì 1 e Venerdì 2 Dicembre, quest’ultima data già sold out, I Ministri fanno tappa a Milano per un imperdibile doppio appuntamento live previsto dal loro “Dieci anni bellissimi tour” presso i Magazzini Generali di Viale Pietrasanta 16. Dopo un anno passato in giro per l’Italia a presentare il loro ultimo disco “Cultura generale” la storica band è pronta a festeggiare con il suo pubblico milanese i loro primi e straordinari dieci anni di carriera insieme.

Considerata come una delle rock band italiane più influenti e apprezzate del nostro Paese, il trio, in occasione del decennale dell’uscita di “I soldi sono finiti”, loro primo album, suonerà dal vivo tutto il disco,ripercorrendo al contempo la loro carriera musicale e artistica tra successi e aneddoti, riesumando inoltre inediti e chicche di quei tempi in cui i telefoni non avevano ancora telecamere e i ricordi non potevano finire online.

“Il nostro decimo compleanno ci è piombato addosso senza che neanche ce ne accorgessimo, come quando nel mezzo di una nottata bellissima chiedi l’ora e scopri che sta per albeggiare.

Dieci anni sono tanti: sono tanti per una coppia, per un mutuo, per un film e per un telefonino.

Figurarsi per una band – per di più in Italia, dove lo spazio per chitarre e batterie è piccolo e angusto.

Eppure sono arrivati di sorpresa, mentre già parlavamo tra noi di nuovi dischi, nuovi concerti e nuove sfide.

Lo scorso maggio, al Miami, abbiamo suonato per intero il nostro primo lavoro – I Soldi Sono Finiti.

Abbiamo riscoperto un album indecifrabile come un sogno – dato che in fondo di quello si trattava – e abbiamo capito che quelle canzoni parlano ancora di noi, nel bene e nel male.

E abbiamo deciso di dedicare un tour a quell’esordio e a quel mistero che ci fece uscire allo scoperto nell’ottobre del 2006 e che ancora ci tiene insieme.

Dedicato a noi ma anche, o forse soprattutto, alle persone che in noi hanno creduto quando il palco era alto mezzo metro, la voce non si sentiva e la chitarra era scordata.”

 

Accanto ai dodici brani che compongono “I soldi sono finiti”, durante gli speciali appuntamenti dal vivo ai Magazzini non mancherà inoltre l’opportunità di ascoltare anche alcuni brani inediti tratti dal loro ultimo progetto discografico.

I biglietti per assistere sono già disponibili in prevendita, presso i circuiti di vendita abituali o acquistabili direttamente in loco.

Venerdì 2 Dicembre, a partire dalle ore 23:00, la serata ai Magazzini proseguirà con “i MINISTRI OFFICIAL AFTER SHOW”, un esclusivo e lungo after show party organizzato in collaborazione con la crew BRIT – ON. Ad alternarsi sul palco i dj set dei virtuosissimi resident dj Henri e Fulci insieme allo special guest dj della serata che sarà il Depo. 

L’ingresso all’aftershow è di 8 €

I partecipanti al concerto de I ministri di Sabato 2 dicembre potranno accedere gratuitamente all’aftershow.

Inizio show ore 21:00

Per info concerti e biglietteria:

info@magazzinigenerali.it

www.magazzinigenerali.it

“57TH & 9TH”, l’atteso ritorno rock di Sting

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STING è tornato al ROCK e lo dimostra con “57th & 9th”, il nuovo atteso album del cantautore inglese da oggi disponibile in tutto il mondo nei negozi tradizionali e in digitale (e già Top5 su iTunes Italia).

L’album riassume un’ampia gamma di stili musicali e di scrittura di STING dall’intensa “Road Warrior” allo stile figurativo di Petrol Head” fino all’inno “50.000 passando per l’aspra “I Can’t Stop Thinking About You”, dove è la chitarra a segnare il passo. Nel disco anche la toccante “Inshallah”, brano dedicato alla crisi umanitaria dei rifugiati.

STING e la sua band suoneranno tra gli altri anche questi nuovi brani durante lo show che si terrà domani in occasione della riapertura a Parigi del BATACLAN. Un evento molto atteso e denso di significati ad un anno dalla strage. Tutto il ricavato del concerto andrà a Life For Paris (www.lifeforparis.org)  e 13 Novembre: Fraternité Verité (www.13onze15.org).

STING ha dichiarato: “In occasione della riapertura del BATACLAN abbiamo due importanti compiti da assolvere. Primo, ricordare e onorare quelli che hanno perso la vita nell’attacco di un anno fa, e secondo celebrare la vita e la musica che questo storico teatro rappresenta. Nel fare questo, speriamo di rispettare la memoria ma anche l’amore per la vita di quelli che sono caduti. Non dobbiamo mai dimenticarli”.

Sting ph Eric-ryan-anderson

Sting ph Eric-ryan-anderson

STING sarà anche il primo ospite internazionale di Stasera Casa Mika, lo show evento di Rai2 in onda martedì 15 novembre in prima serata con protagonista assoluto Mika. STING raggiungerà Mika nella sua casa speciale, per un incontro in musica (e non solo) esclusivo e imperdibile.

L’album è stato registrato da Sting con gli storici collaboratori Dominic Miller (chitarra) e  Vinnie Colaiuta (batteria) e contiene collaborazioni con il batterista Josh Freese (Nine Inch Nails, Guns n’ Roses), il chitarrista Lyle Workman e la band Tex Mex di San Antonio The Last Bandoleros.

Cavalcando l’ispirazione del momento, “57th & 9th”  è nato in modo impulsivo, con sessioni chiuse in poche settimane: È avvenuto tutto in modo molto veloce, molto spontaneo – racconta Sting – la mia idea è di cercare sempre di sorprendermi e sorprendere le persone con cui lavoro e, spero, gli ascoltatori”.

L’album, prodotto da Martin Kierszenbaum,  prende il nome dall’angolo della strada di Manhattan che Sting percorre tutti i giorni mentre va in Studio a Hell’s Kitchen (dove il disco è stato registrato).

Sting ha osservato che se c’è un tema nei testi di “57th & 9th” ed è l’idea del viaggio e del movimento, concetti che appaiono con maggiore chiarezza nell’autobiografica “Heading South On The Great North Road” e in “Inshallah,”.

Questa la tracklist della versione standard: “I Can’t Stop Thinking About You”, “50,000”, “Down, Down, Down”, “One Fine Day”, “Pretty Young Soldier”, “Petrol Head”, “Heading South On The Great North Road”, “If You Can’t Love Me”, “Inshallah”, “The Empty Chair”.

Acquista su Itunes

La versione Deluxe contiene inoltre note scritte da STING e 3 bonus track: I Can’t Stop Thinking About You (LA Version)”, “Inshallah (Berlin Sessions Version)”, “Next To You” con The Last Bandoleros (Live at Rockwood Music Hall).

È poi disponibile in versione tradizione Super Deluxe che contiene:

·         3 bonus tracks (I Can’t Stop Thinking About You (LA Version), Inshallah (Berlin Sessions Version) & Next To You with The Last Bandoleros (Live at Rockwood Music Hall))

·         Note scritte da Sting

·         DVD con una intervista esclusiva a Sting

·         Live performance di Next To You with The Last Bandoleros (Live at Rockwood Music Hall)

·         Fotografie da collezione

 Fonte: Ufficio Stampa Universal Music

Ascolta qui l’album

Rocky Horror Live: un messaggio di libertà che non subisce i segni del tempo

Rocky Horror Live @Linear Ciak -Milano

Rocky Horror Live @Linear Ciak -Milano

Lo spettacolo Rocky Horror Live prodotto da Live Theatre, rivisitazione in chiave moderna del “The Rocky Horror Show” di Richard O‘Brien, il musical rock cult per eccellenza, che a metà degli anni ‘70 stravolse e reinventò l’estetica horror, tra b-movie e il film d’autore e tornato a Milano lo scorso 27 febbraio al Teatro LinearCiak per un unico appuntamento che, sulla carta, sembrava imperdibile. Il musical, fedele all’originale nello script vede nella regia Lorenzo Fusoni e negli otto musicisti scelti per suonare tutti gli storici brani dal vivo, le uniche vere risorse a cui poter fare affidamento. Lo spettacolo mantiene i testi delle canzoni in lingua originale mentre i dialoghi sono stati tradotti in italiano, per incentivare al massimo “l’audience participation” ci dicevano, ma, nei fatti, abbiamo assistito ad un’infinità di errori e sopportato inaccettabili problemi tecnici, soprattutto legati all’audio. Dispiace dover constatare che tutte queste imprecisioni hanno fortemente inficiato la godibilità di uno spettacolo studiato nei dettagli e molto fedele all’originale. Tra scienziati pazzi in giarrettiera, alieni, creature muscolose, sesso di coppia, sesso di gruppo l’invito del Rocky Horror Show rimane comunque molto chiaro: siate quel che volete, non perdetevi dietro classificazioni di nessun genere!

L’energia cosmopolita di Senhit. Intervista

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Senhit

Senhit Zadik Zadik, in arte Senhit, ha alle spalle quindici anni di carriera, dai palchi di musical come “Il Re Leone” e “Hair” ai tour con personaggi come Massimo Ranieri, Stadio e Zucchero, fino alla svolta solista in cui riversa tutta la sua energia su canzoni in lingua inglese con un sound pop elettronico internazionale. Bolognese di origine eritrea ha intrapreso un percorso artistico tra pop, soul, rock e elettronica attirando l’attenzione di grandi produttori americani, italiani e inglesi. Attualmente sta preparando il nuovo tour italiano e sta lavorando a nuovi brani con produttori di fama come Steve Daly & Jon Keep (tra i lavori recenti Christina Aguilera e Lana Del Rey) e Brian Higgins (Kaiser Chief, Kylie Minogue, Pet Shop Boys). Ecco cosa ci ha raccontato al telefono.

L’intervista

Dopo tanti anni trascorsi cantando in lungo e in largo, cosa bolle in pentola?

Ci sono un sacco di belle novità! Adesso sono a Milano, sto lavorando ad alcune incisioni di brani già “promossi”. C’è in corso un tour promozionale partito la scorsa estate, l’abbiamo ripreso con un team completamente nuovo, con musicisti nuovi e andremo avanti fino alla primavera prossima. Ci sarà un singolo nuovo, caratterizzato da un mood internzionale, la formula è un pop- rock energico e sono veramente molto eccitata.Il progetto è bellissimo e il team è una bomba.

Come hai organizzato la scaletta e il concerto in generale?

Ci saranno i miei nuovi pezzi inediti, scritti da grandi autori e compositori. Il live dura circa un’ora e partiamo con dei brani carichi senza dimenticare una bellissima ballad intitolata “Please stay”.  Il set è molto  semplice, essenziale e misurato, perfetto per concerti  in location piccole e intime,  inoltre c’è un bel gioco di luci. In linea generale cerco sempre di coinvolgere molto il pubblico, io per prima sono un’assatanata, salto come una pazza e credo di perdere tre chili ogni volta che faccio un concerto.

Quali sono i temi che senti più tuoi, quali sono i messaggi che ami trasmettere a chi ti ascolta?

Il mio repertorio rispecchia la mia età in maniera leggera e divertente. Non ci sono pezzi di spessore, canto la vita in maniera spontanea e autoironica.

Come stai lavorando con i tuoi collaboratori?

Nasco come interprete quindi la nostra è una collaborazione spalla a spalla. Sono privilegiata perché le canzoni mi vengono letteralmente cucite addosso.

La tua identità cosmopolita quanto influenza la tua musica?

Tantissimo, anche perché sono una vera spugna. Ogni volta torno a casa  piena di cose, pensieri, spunti, esperienza. Di recente sono stata in Germania perché sono molto legata ai musical, genere che appartiene al mio passato e che ho congelato solo momentaneamente. Ho mantenuto bei rapporti con i colleghi e, dato che c’era la prima di “Rocky”, sono andata a trovarli.

Cosa ci dici a proposito del fatto che tanti artisti italiani trovano spazi lavorativi in Germania?

Parto dicendo che il musical in Germania è stata un’ esperienza indimenticabile. Ero molto giovane e facevo il “Re Leone” pranzando con Elton John; la cosa la dice lunga sul tipo di contesto che si può venire a creare. Tantissimi italiani adesso fanno produzioni in Germania, ci sono tanti talenti, soprattutto nel mondo del teatro, che qui non vengono proprio considerati e che si devono spostare in Germania, una nazione che non smette di accogliere artisti in quanto tali. Ho detto che la mia esperienza è congelata perché mi piacerebbe fare un musical in Italia ma qui non c’è ancora il tipo di cultura necessaria nonostante David Zard sia riuscito a creare una certa frattura con il passato grazie a “Notredame de Paris” e “Romeo e Giulietta”.

Raffaella Sbrescia

Video: Please stay

L’Introverso illumina l’autunno con “Una primavera”. La recensione dell’album

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L’Introverso riunisce all’interno del proprio nucleo vitale, composto dall’autore e cantante Nico Zagaria,  Marco Battista (chitarre), Futre (basso) ed Elia Rocca (batteria), pochi elementi ma nitidi: un rock muscolare, dei testi taglienti, un frizzante piglio cantautorale ed uno sfondo complesso quale può essere la periferia sud di Milano. “Una primavera” è il secondo lavoro del giovane gruppo milanese ed è composto da 11 brani di indie pop-rock prodotti da Davide “Divi” Autelitano, cantante e bassista dei Ministri.  Il disco, registrato al Noise Factory di Milano, racconta una Milano lontana dal cliché di città della moda e della finanza. Le storie de L’Introverso vengono dall’asfalto, sono fotogrammi di  vita vera, sono scatti di luce tra banchi di nebbia , l’istantanea agrodolce della vita che pulsa lungo le arterie delle vene.  Se il titolo del disco “Alla primavera” racchiude un doppio significato riferendosi sia alla stagione in cui tutto nasce e  si colora, sia alla rivoluzione dal basso,  brani come “Manie di grandezza, la viscerale Stomaco, Il finestrino o Ti odierai”  trovano nella voce di Nico Zagaria la valvola espressiva ideale per lasciare che i messaggi piùù intensi attecchiscano con pregnanza nella mente degli ascoltatori. Ascoltando l’album si scoprono anche contaminazioni vicine ad altri generi nonché tematiche di ampio respiro finalizzate ad un approccio più riflessivo nei confronti della vita. Il rock de l’Introverso è fresco, offre dei contenuti e si presta bene all’ascolto; una piacevole sorpresa in un grigio pomeriggio d’autunno.

Raffaella Sbrescia

TRACKLIST

  1. Tutto il tempo
  2. Manie di grandezza
  3. Il finestrino
  4. Stomaco
  5. Uguali
  6. Prima o poi
  7. Solo questa notte
  8. Ti odierai
  9. Mi rialzo
  10. Estranea
  11. Una primavera

Video: Stomaco

Il Santo: il rock incendiario di Samuel Holkins

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Una ventina di minuti di rock incendiario. L’ ep di Samuel Holkins, il nome da solista con cui si presenta la band di Formia composta da Samuel Holkins alla voce, al basso Vince Esposito, alla batteria Massimo Verrillo e alla chitarra Gianluca Merenda s’intitola “Il Santo” e si compone di 5 tracce, scritte da Samuel De Meo, ed è stato pubblicato per la Music Force. Presentandosi in maniera irriverente come  “ritardatari, disordinati e burloni”, la band si contraddistingue, invece, per la dettagliata cura dei suoni ed una buona maturità musicale. Il disco si apre con la forte impronta sociale della title track che richiama al rock di protesta attraverso il racconto dell’ipocrisia del mondo contemporaneo. Il brano “Mille luci” è, invece, un ballo estenuante, la linea melodica cela una latente oscurità di fondo. Nelle suggestioni punk-rock di  “Un uomo memorabile” il concetto di libertà espressiva e personale traspare in ogni nota  tra infuocati giri di batteria. “Babylonia” cerca le radici nella musicalità della musica cantautorale italiana, nella narrazione da cantastorie, con un’ambientazione rock.  “Fuoco di Russia”, traccia di chiusura, è un brano decisamente aggressivo, un finale a schiaffo che racchiude una graffiante energia ed una travolgente enfasi comunicativa.

Raffaella Sbrescia

Acquista su iTunes

Video: Il Santo

Dante Brancatisano: “Storia straordinaria di un uomo ordinario”

Dante Brancatisano

Dante Brancatisano

Dante Brancatisano è un cantante, chitarrista e compositore italiano. La sua carriera da solista è iniziata nel 1998 ma nel 2003 il suo sogno musicale ha subito uno stop di tre anni a causa di una lunga permanenza in carcere dovuta, così come raccontato dallo stesso artista, ad un caso di “malagiustizia”. Dante, che si è sempre dichiarato innocente, appena tornato in libertà ha fondato la Eden Music, etichetta discografica indipendente. Nel 2011 ha aperto, nel Ticino, Il Villaggio della musica, una scuola che dà la possibilità ai giovani artisti di formarsi grazie al supporto di professionisti del mondo musicale e nel 2013 l’artista ha pubblicato il suo nuovo disco intitolato “Via Gleno”, nonché il libro autobiografico “Storia straordinaria di un uomo ordinario” (Volo Libero Edizioni e Distribuzione Libraria CdA).

Dolore, solitudine ed impotenza sono i temi centrali di “Via Gleno”, un disco che racchiude la tua dolorosa esperienza in carcere. Cosa ti ha dato la forza di comporre i testi e qual è il messaggio che intendi trasmettere con queste canzoni?

La forza l’ho trovata nella musica, che da sempre è la colonna sonora della mia vita.

Chi ha partecipato alla realizzazione di questo progetto?

Sono tantissime persone che hanno lavorato e che tutt’ora ci lavorano, i musicisti che hanno collaborato sono Alfredo Golino, Andrea Innesto, Andrea Braido .

Copertina CD_Via Gleno (2)Quando è nata la tua passione per la musica e come sei riuscito a coltivarla nel corso degli anni?

La passione musica la coltivo sin da bambino, credo sia nata con me.

Come si fa, secondo te, a lasciar vivere la speranza anche quando tutto ci sembra buio?

Si deve trovare la forza che è dentro ognuno di noi, in fondo siamo noi arbitri della nostra vita.

Hai raccontato la tua vicenda giudiziaria anche nel libro autobiografico “Storia straordinaria di un uomo ordinario”… qual è l’obiettivo con cui hai scritto questo volume e quali sono gli aspetti su cui vorresti che il lettore si focalizzasse?

L’obiettivo è quello di sensibilizzare le persone circa il fatto che, in fondo, una storia cosi può capitare a chiunque e vorrei si riflettesse su come poter rendere la nostra società una società migliore.

Hai fondato la scuola di musica “Il villaggio della musica”. Quali sono le attività principali della scuola e quali sono i valori su cui si fonda?

Le attività principali della scuola sono le lezioni con professionisti del mondo musicale, che arricchiscono i giovani talenti con informazioni sull’industria musicale, oltre a coltivare le loro doti canore ed espressive. La scuola vuole comunque trasmettere i valori alla base del progetto che sono quelli del rispetto e dell’unione.

Quali sono i tuoi prossimi progetti e che aspettative hai per il futuro?

Sono in studio per preparare un nuovo album, affiancato Da Alfredo Golino, Andrea Braido, Paolo Costa, Manco Tafulli, Luca Colombo e sicuramente si aggiungerà qualcun altro. Spero di regalare ancora qualche emozione.

Raffaella Sbrescia

Video: “Via Gleno”

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ROCK!4: A Napoli una mostra internazionale per raccontare i linguaggi del rock

rock 1Si è svolta alle 11.30 di questa mattina l’inaugurazione di “ROCK!4”, la mostra internazionale che fino al 6 aprile 2014 sarà a disposizione del pubblico presso il PAN-Palazzo delle arti di Napoli. Il percorso che Carmine Aymone e Michelangelo Iossa, ideatori, organizzatori e direttori culturali della mostra, giunta al quarto anno di vita, hanno inteso creare con questo allestimento è una sorta di viaggio temporale che parte idealmente dal 1954, con l’uscita del primo singolo di Elvis Presley “That’s all right, Mama” e di “Rock Around the Clock” di Bill Haley & his Comets, fino ai giorni nostri.

Entusiasta il saluto di rito dell’Assessore alla cultura di Napoli Nino Daniele:« Questa mostra è una festa, il rock ha sempre avuto un grande ruolo nella dimensione soggettiva dell’individuo e, proprio per questo, ha spesso avuto un effetto liberatorio, costituendo un forte stimolo al ritrovamento di una dimensione autentica e libera. Il rock è il rifiuto delle gerarchie, non è mai rassegnazione, non lo è mai stato e mai lo sarà. E allora ai giovani dico: agitatevi! Abbiamo tanto bisogno della vostra energia!». Alle sue parole hanno fatto eco quelle del console generale degli Stati Uniti d’America a Napoli, Colombia A. Barrosse:« Rock in inglese vuol dire “scuotere” ma anche “pietra”, sintetizzando i due termini il risultato che ne verrebbe fuori sarebbe un scuotimento di corpi, di schemi, di coscienze. Oggi siamo qui, non solo “just to have fun”, ma anche per dire “let’s rock’n’roll”!». Inteso in questo senso il rock rappresenta, dunque, uno stimolo a vivere la vita a 360 gradi senza sconti e senza scorciatoie, detto in un’era in cui la corruzione ed il conflitto di interessi ci attendono al varco in ogni situazione importante, pare quasi una frase buttata lì a caso ma la verità è che non ci si può arrendere, non si può cedere all’idea che le cose debbano irrimediabilmente rimanere così come sono, e questa mostra si presenta proprio come una risposta tangibile a questo monito di reazione.

Lello Arena

Lello Arena

25 appuntamenti, 12 aree tematiche, tanti incontri con i protagonisti della scena musicale internazionale, migliaia di memorabilia, gadgets, vinili, documenti audiovisivi, fotografie, manifesti d’epoca e strumenti musicali provenienti da alcune prestigiose collezioni private sono solo alcune delle attrattive offerte al pubblico. Basti pensare che, a dimostrazione della trasversalità che caratterizza il linguaggio musicale del rock,  un’intera sala del secondo piano è stata completamente dedicata a Massimo Troisi. A proposito di questo, anche l’ attore Lello Arena è brevemente intervenuto alla conferenza stampa per ribadire con forza questo concetto aggiungendo anche altro: «Mi pare ormai chiaro noi napoletani siamo destinati a regalare cose belle al mondo senza chiedere nulla in cambio… e, se questo è il nostro destino, cerchiamo di realizzarlo con allegria!».

Tra le altre aree tematiche della mostra segnaliamo, inoltre, quella dedicata ai fotografi con gli scatti di Guido Harari, Henry Ruggeri, Riccardo Piccirillo, Dino Borelli, Giuseppe D’Anna, Dario Di Silvestro e Stefania Furbatto e poi, ancora, la sezione “rock fantasy”, dedicata al rapporto tra il linguaggi del rock, il fumetto e i cartoons, suddivisa nelle due sottosezioni, rispettivamente intitolate Rock’n’comics e Rock’n’Cartoons e “Baby Rock”, l’appuntamento, realizzato in collaborazione con il British Council, che ogni sabato mattina darà ai bambini la possibilità di apprendere la lingua inglese.

Lino Vairetti riceve il premio Rock! Legend

Lino Vairetti riceve il premio Rock! Legend

Ampio spazio anche alle cosiddette “rock legends”: su tutti l’omaggio della città di Napoli a Lou Reed, l’angelo nero del rock, e i premi Rock! Legend. Il primo è stato consegnato proprio stamattina a Lino Vairetti, frontman dello storico gruppo degli Osanna che, a sua volta, ha dedicato il premio a Francesco Di Giacomo, cantante e voce solista del Banco del Mutuo Soccorso, scomparso ieri sera a causa di un incidente stradale. I premi sono realizzati da Dario Scotto, su pietra lavica e legno, e verranno consegnati anche a Mark Wilkinson, Fish (Marillion), Uli Jon Roth (Scorpions) e alla Principessa Elettra Marconi Giovannelli, figlia di Guglielmo Marconi. A chiudere l’evento di inaugurazione il trascinante blues del leggendario basso di Nathaniel Peterson.

 Raffaella Sbrescia

Album fotografico conferenza stampa e aree tematiche:

http://www.flickr.com/photos/116113666@N07/sets/72157641359323613/

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