Ombra: “Canzoni della cupa e altri spaventi”. Alla ricerca delle clandestinità interiori con Vinicio Capossela

Vinicio Capossela_manifesto tour Ombra

Vinicio Capossela_manifesto tour Ombra

“Canzoni della cupa e altri spaventi” racchiude la seconda parte dell’ultimo lavoro discografico di Vinicio Capossela ed è anche il titolo dello spettacolo che l’artista ha portato sul palco del Teatro degli Arcimboldi lo scorso 28 febbraio. Nel pieno della sera del martedì grasso di carnevale, il geniale cantautore ha incantato il pubblico con uno show assolutamente inedito e curatissimo in ogni singolo dettaglio. A tenere le fila del discorso, il concetto di ombra intesa come materia sostanziale, esistenziale, scenica dello spettacolo nella sua interezza. Attraverso una sorta di travolgente ipnosi, Vinicio Capossela e i suoi eccellenti “cavalieri dell’ombra” hanno accompagnato il pubblico tra i più spinosi e lugubri meandri della Cupa, metaforicamente intesa come la parte più nascosta dell’interiorità individuale.

Corde di violino, onde elettromagnetiche, cornamuse e tamburi a cornice, tasti di pianoforte insieme alle mirabolanti diavolerie di Vincenzo Vasi e alle travolgenti incursioni del quartetto di Torino agli archi hanno scandito le mirabolanti tappe di un magico viaggio oscuro in un surreale luogo di metamorfosi spirituale. Grazie al potere dell’evocazione, alle reminiscenze della superstizione, del folklore e della religione, Vinicio Capossela ha rievocato la bellezza delle anime doppie tra echi morriconiani e ombre proiettate in 3D con la scenografia di Anusc Castiglioni e le luci di Loic Hamelin.

Vinicio Capossela live @ Teatro Arcimboldi ph Francesco Prandoni

Vinicio Capossela live @ Teatro Arcimboldi ph Francesco Prandoni

Teli, sagome, rami d’albero, luci di plenilunio, riflessi, vistosi copricapi e irriverenti maschere, gli ingredienti pricipali di quattro quadri (il selvatico, l’archetipo, lo specchio e il paese) pensati per mettere in luce le clandestinità interiori degli infimi. Vagabondi, vagamundi, schiuma dell’umanità, accappanti, accapponi,affarinati, falsi malati. Abbianti, accattosi, limosinanti simulati. Sacerdoti, alacerbanti, affamiglioli, vergognosi. Perdonatori, venditori, medicastri, guaritori. Affarfanti, alacrimanti, apezzenti, testatori. Consumieri, consumati, raggruppati, artificiati, rintruppati, ammassonati, rivestiti, implasticati, feccia de l’umanità, tramonto de l’umanità hanno fluttuato nel corso di quasi tre ore di concerto grazie a Vinicio Capossela, nei panni di eclettico traghettatore di anime nonchè stimatissimo salvifico baluardo di genialità e cultura.

 Raffaella Sbrescia

Setlist

  1. LE CREATURE DELLA CUPA
  2. SCORZA DI MULO
  3. IL PUMMINALE
  4. MADDALENA
  5. LA NOTTE DI SAN GIOVANNI
  6. L’ANGELO DELLA LUCE
  7. LA BESTIA NEL GRANO
  8. BRUCIA TROIA
  9. VINOCOLO
  10. DIMMI TIRESIA
  11. LE SIRENE
  12. PARLA PIANO
  13. FATALITA’
  14. MODI’
  15. CORVO TORVO
  16. SCIVOLA VA VIA
  17. INTERMEZZO CINESE
  18. MARAJA
  19. SONETTI/PENA DELL’ALMA
  20. PETTAROSSA
  21. LO SPOSALIZIO DI MALOSERVIZIO
  22. IL LUTTO DELLA SPOSA
  23. IL TRENO
  24. IL BALLO DI SAN VITO

BIS

  1. ZAMPANÓ
  2. CON UNA ROSA
  3. STANCO E PERDUTO
  4. VETRI APPANNATI D’AMERICA
  5. NELLA PIOGGIA
  6. RESTO QUA

“Polvere”: la festa dionisiaca di Vinicio Capossela al Market Sound

Vinicio Capossela @Market Sound ph Francesco Prandoni

Vinicio Capossela @Market Sound ph Francesco Prandoni

Un invito a tirare fuori quello che abbiamo dentro, a non subire le cose, ma a farle. Un invito all’azione e alla speranza ma anche un invito alla festa; una festa antica, dionisiaca, che dissipa e consuma per ricordarci che non bisogna avere paura di vivere. Tutto questo è “Polvere”, il nuovo live di Vinicio Capossela, ispirato alla prima parte del suo ultimo lavoro discografico intitolato “Canzoni della Cupa”. Presenti al concerto tenutosi il 29 giugno presso il Market Sound di Milano, abbiamo avuto modo di prendere parte ad una vera e propria celebrazione della vita. Suggestiva la scenografia comprensiva di spighe, sterpaglie, luminarie a festa, un cranio d’animale e due altoparlanti. Ricca e corposa la band con una decina di musicisti disposti in una formazione composta da coppie con mariachi messicane, cupa-cupa lucani, una voce femminile ed una maschile, un coro greco, una coppia di chitarre, una coppia ritmica senza dimenticare le decine di strumenti sparsi tra cui pelli, aulofoni, sonagli, mellotron e distorsori vari.

Vinicio Capossela @Market Sound ph Francesco Prandoni

Vinicio Capossela @Market Sound ph Francesco Prandoni

“Siamo venuti nella città delle polveri sottili e delle polveri da naso per far alzare la polvere della terra”, dice Vinicio Capossela sbucando da dietro un velo nelle vesti di “Bestia nel grano”, quasi come se provenisse ad una dimensione altra. L’ancestrale, l’arcaico, il folk, la serenata, la ballata, la frontiera, la fiesta y feria, e la mitologia convivono in lui testimoniando l’urgenza di raccontare storie che siano personali ma al tempo stesso parte di un patrimonio comune. Attraverso l’incontro tra brani adattati dallo stesso Capossela o frutto del genio di Matteo Salvatore, il grande cantore dell’ingiustizia e dello sfruttamento nel mondo del latifondo meridionale degli anni ’50, il live prende subito una piega calda tra immagini filmiche di notevole impatto emotivo.

Vinicio Capossela @Market Sound ph Francesco Prandoni

Vinicio Capossela @Market Sound ph Francesco Prandoni

“Femmine”, “La padrona mia’” e la ”Dagarola del Carpato” sono storie incentrate su abusi e fatiche. Storie cavalleresche si avvicendando in “L’acqua chiara della fontana”,  ”Zompa la rondinella” e ”Franceschina la Calitrana”. Intensa la sofferente trama de ”Il lamento dei mendicanti”, imperdibile ”Teresuccia”, un prezioso canto di mietitura. Dedicato al concetto di straniero e di viaggiatore è”Lu Furastiero”,  ben riuscito anche l’adattamento di ‘”Nachecici”. Suoni di fisarmonica meridionale introducono “Pettarossa” mentre “Lo sposalizio di Maloservizio”, introdotto come parte di una trilogia che comprende funerale e risuscitazione, inaugura la parte conclusiva del concerto.

Vinicio Capossela @Market Sound ph Francesco Prandoni

Vinicio Capossela @Market Sound ph Francesco Prandoni

Abbandonate “Le canzoni della Cupa”, Capossela mette mano ai cosiddetti pezzi di repertorio: “Che coss’è l’amor” in versione esoticheggiante, la travolgente “L’uomo vivo” e “Il ballo di San Vito” trasformato in un  intrigante sabba. Canti di vita e di morte, di gioia e di dolore, di fame e di ricchezza si avvicendano nello show di Capossela che riesce a conquistare il pubblico dipingendo “un mondo folclorico, rurale, mitico e mitologico che dà calore e radice, paura e confronto, freddo, emozione, desiderio, paura, senso dell’avventura, euforia, lutto e e morte”.

Raffaella Sbrescia

 Scaletta

LA BESTIA NEL GRANO

FEMMINE

LA PADRONA MIA

DAGAROLA DEL CARPATO

L’ACQUA CHIARA DELLA FONTANA

ZOMPA LA RONDINELLA

FRANCESCHINA LA CALITRANA

COMPONIDORI

SCORZA DI MULO

LA NOTTE DI SAN GIOVANNI

IL BENE MIO o IL LAMENTO DEI MENDICANTI

TERESUCCIA

LU FURASTIERO

NACHECICI

PETTAROSSA

LO SPOSALIZIO DI MALOSERVIZIO

LA MARCIA DEL CAMPOSANTO

AL VEGLIONE

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MARAJA’

CHE COSS’E’ L’AMOR

PENA DE L’ALMA

L’UOMO VIVO

SAN VITO

__________________________

CAMMINANTE o LA NOTTE

IL TRENO

LA GOLONDRINA / OVUNQUE PROTEGGI

 

 

“Vinicio Capossela – Nel Paese dei Coppoloni”, un’affascinante storia folk a metà strada tra mito e realtà

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“Vado cercando musiche e canti, i canti che transumano, cambiano lingua e pelle ma non il moto dell’anima che l’ha generati”. Questo è il fulcro di una storia d’appartenenza, una storia che risponde a quesiti di cruciale urgenza: “Chi siete? A chi appartenete? Cosa andate cercando?”, quelli che ci pone Vinicio Capossela che, in occasione dei 25 anni di carriera, approda al cinema con un viaggio onirico e imprevedibile alla ricerca di personaggi canti e siensi perduti. “Vinicio Capossela – Nel Paese dei Coppoloni” è il titolo dell’ originale e inedita prodotta da laeffe, PMG e LaCupa che, infatti, debutterà sul grande schermo con un evento speciale martedì 19 e mercoledì 20 gennaio, distribuita da Nexo Digital. Il film è un viaggio cinematografico,  geografico, musicale e fantastico – narrato, cantato e vissuto in prima persona da Vinicio Capossela, un ponte tra le pagine de “Il Paese dei Coppoloni” e le musiche di “Canzoni della Cupa” nonché il prossimo disco di inediti dell’artista (in uscita a marzo 2016), da cui è estratta la colonna sonora del film. Diretto da Stefano Obino, il film ci restituisce il ritratto di un’Italia forse perduta e dimenticata, un luogo immaginario che diventa reale, uno spazio fisico che si trasforma in pura immaginazione, l’olimpo dove visse “gente da battaglia”. Un’occasione unica per seguire il “musicista viandante” Capossela in questo viaggio a doppio filo sul fronte della musica e del racconto in un mondo che affronta ormai da 15 anni.

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In quest’opera che ruota attorno a Calitri, in Alta Irpinia, travolto dalla modernità, Vinicio illumina ogni storia e ogni luogo con la prospettiva del mito, tra canzoni (nuove e vecchie), apologhi sul tempo e sul sacro, fantasmi di trebbiatrici e di ferrovie, ritratti di impagabili abitanti del paese dove abitava la sua famiglia. Attraverso il racconto del viandante Vinicio ci si perde Nel paese dei Coppoloni, attraversato a piedi, in un vecchio furgone, su una trebbiatrice volante. «Sono nato in Germania, da piccolo me ne vantavo. Così, userò una parola tedesca: Heimat. Qualcuno traduce la parola con “Patria”, ma quello è Vatterland, termine maschile, forte, poi degenerato in declinazioni dispregiative. Invece Heimat è femminile, materno, esprime un sentimento, che è quello di una casa da cui ci si è separati. Mettere insieme queste storie ha richiesto molto tempo, più di dieci anni. Ma non sono ricordi, non è un’operazione sulla memoria, la formula del ricordo è riduttiva: per me, come che per chi guarda, quelle che si vedono sono cose che non ricordiamo, perché non le abbiamo vissute. Eppure le riconosciamo», ha spiegato Capossela durante la conferenza stampa tenutasi subito dopo la proiezione del film.

Vinicio Capossela © Valerio Spada

Vinicio Capossela © Valerio Spada

Tra lupi irpini e barbieri istrioni, mitologici sposalizi e spettrali case terremotate, frammenti di video d’epoca e testimonianze del recentissimo Sponz Festival, Vinicio ci mostra un pezzo d’Italia svuotata e smembrata che la contemporaneità cerca di riempire in modo violento con centrali eoliche e discariche  a discapito della ritualità condivisa. Ad ogni modo questo racconto affascinato e evocativo non è un’operazione nostalgica è, bensì, una favola folk ulteriormente arricchita dalle musiche che saranno contenute nel prossimo album di inediti di Capossela, intitolato “Canzoni della cupa”, la cui uscita è prevista per marzo 2016.

Vinicio  Capossela

Vinicio Capossela

 «Per tanti anni ho lavorato su questo patrimonio, ora le canzoni hanno fatto il loro primo guaito in questa colonna sonora, spero che tra poco vengano a mordervi», ha dichiarato il cantautore che, a margine del film, ha anche presentato un video di 12 minuti in cui illustra un nuovo brano intitolato Il pumminale”, ispirato a una delle doppie anime dell’uomo che la cultura popolare ci ha abituato a conoscere in un mondo in cui non c’è distinzione netta tra umano e animale, in cui tutta la natura è espressione della divinità e per questo inconoscibile, se non con l’esperienza diretta. «Il pumminale è una parola che significa lupo mannaro, una storia di seduzione e demoni per la quale ho contattato Lech Kowalski, regista polacco che ha documentato la scena punk dai Sex Pistols ai Ramones a Johnny Thunders. Non è stato semplice, ma è riuscito a venire in paese – appena arrivato, subito ha detto: ‘Qui recupero le mie origini polacche’», ha concluso l’artista.

 Raffaella Sbrescia

 

Dal 24 al 30 agosto in Alta Irpinia torna lo Sponz Fest. Il 29 agosto Vinicio Capossela celebrerà i 25 anni di sposalizio con la musica.

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Dal 24 al 30 agosto, nella settimana del plenilunio, torna per il terzo anno consecutivo lo Sponz Fest 2015, il festival diretto da Vinicio Capossela che ha sede in Alta Irpinia e si avvale della collaborazione attiva dei comuni di Calitri, comune capofila del progetto, Conza, Andretta, Cairano e Aquilonia. Tra i molti appuntamenti in programma anche quello con la NOTTE D’ARGENTO, il concerto ricco di ospiti speciali con cui sabato 29 agosto, Vinicio Capossela celebrerà i 25 anni di sposalizio con la musica.

Il festival è nato nel 2013 a Calitri, per creare un’occasione di comunità intorno alle ritualità dello sposalizio. La tre giorni organizzata in quell’occasione è stata possibile solo grazie al grande coinvolgimento del paese e dei suoi abitanti, delle associazioni, delle istituzioni locali che si sono messe al servizio di un festival unico per modalità e svolgimento. Un senso di comunità che si è man mano allargato ad altri comuni della valle dell’Ofanto con l’edizione del 2014, intitolata “Mi sono sognato il treno” e costruita lungo la tratta della sospesa ferrovia Avellino–Rocchetta ponendo, tra gli altri, il tema della movimentazione, dei collegamenti tra persone, come momento aggregante e di riflessione sul buon uso dei beni comuni.

Quest’anno il Festival si intitola RAGLIO DI LUNA – le vie dei muli, i sentieri dei miti, ed è costruito intorno all’idea del camminare, del “nomadismo”, del viaggiare accompagnati, al passo dell’uomo e dell’asino, per auscultare il ronzio dei “siensi” perduti, con il senno, con il sapere antico della terra, che sembra essersi smarrito per strada.

“Un Cammino di sette giorni, lungo i sentieri della terra lambendo i paesi della valle intorno a Cairano, Il Paese dei Coppoloni, nell’alta Irpinia, per recuperare i Siensi, il buon senso perduto nel rapporto con Natura.” – scrive il direttore artistico Vinicio Capossela a proposito dello Sponz Fest 2015.

Una carovana di asini e muli, di musica e musicanti ad accompagnare una trebbiatrice volante, che si sistema ospite, di aia in aia e porta ronzio di racconto, di musica, di conoscenza, di spirito e di baldoria. La trebbiatrice, strumento agricolo esemplare del lavoro da fare assieme per dividere ciò che è importante da quel che non lo è. Ballarci attorno per recuperare i Siensi o anche perderli del tutto e lasciarli andare sulla luna gigante che sorge dal bosco della Frascineta.

Camminare ben accompagnati è una grande occasione di pensiero. E’ l’occasione buona per abbandonare la condizione di sedentari e prendere quella del nomade. Nomadi di breve corso, ma nomadi, in una sacca di tempo al riparo del tempo. Il tempo del mito, il tempo del racconto è un tempo fermo, che si sottrae al tempo del lavoro che tutto consuma e divora. Questo è il tempo che vi proponiamo di prendervi in questi sette giorni, il tempo della ri-creazione del mondo. Auscultate voi stessi, percorrendo una terra antica. Banchettatela insieme, in comunione, come un simposio”.

Sarà una settimana da vivere dal tramonto all’alba al tramonto, A RAGLIO DI LUNA, fermando le lancette dell’orologio per partecipare alla carovana attraverso un programma fitto di incontri, eventi e concerti disseminati lungo le vie dei muli e i sentieri dei miti e rendere ognuno attore, e non spettatore, del proprio cammino.

Gli ospiti musicali che accompagneranno il viaggio, incarnano ognuno un’idea di frontiera. La frontiera dell’avventura, la frontiera tra la luce e il buio, l’esplosione della vita spinta fino alla tenebra della morte. Quelle presenti al Festival sono tutte musiche eccessive, che spingono l’anima e i piedi al trabocco.

GLI OSPITI

Il dio della lira creta, lo Zeus del monte Anoghia, il leggendario Psarantonis; King Naat Veliov & The Original Kočani Orkestar, già protagonista con Vinicio del sismico tour “Liveinvolvo” del 1998, in un ricongiungimento astrale nella notte del pleniulunio; l’albanese Fanfara Tirana & Robert Bisha, una delle più straordinarie brass band in circolazione, che aprirà il festival con un concerto all’alba, nell’aia del Formicoso terra di lotta e di grano; e ancora i Los Tex Maniacs, da San Antonio, Texas, una delle più sfolgoranti band conjunto tex mex al mondo; Antonio Infantino, poliedrico artista che ha lasciato un segno importante nella cultura del nostro paese con i suoi Tarantolati di Tricarico; una formazione di Mariachi ad accompagnare tutto il cammino; Vincenzo Vasi, il mago del theremin; Enza Pagliara, che con la sua voce arcaica ha portato il Salento nei più importanti teatri del mondo e che allo Sponz Fest presenterà un progetto speciale che recupera con le donne del territorio i canti di tradizione; e poi Ciccillo Di Benedetto, il “cantante gladiatore” già protagonista con Vinicio degli spettacoli estivi “Il Paese dei Coppoloni still alive” e familiare al pubblico dello Sponz Fest; una serie di altri artisti “cult” della scena irpina, come i Makardìa, Calitri Popolare, il Gruppo pesatura di Teora, che si esibirà nella “pesatura” arcaica tecnica utilizzata dai contadini per estrarre il chicco di grano dalla spiga e altri ancora.

Non mancheranno i contributi dal mondo della letteratura, dell’arte e da quello scientifico e accademico: Mariangela Capossela sarà anche quest’anno responsabile della sezione SponzArti, Erica Hansen proporrà un’installazione dedicata allo sposalizio, Dem Demonio con le sue opere di Land Art darà fisicità di rovo e di sterpo alle immaginifiche creature del sentiero della cupa. E ancora lo scrittore Dan Fante, allo Sponz Fest per il secondo anno, l’archeologo Giampiero Galasso, Paolo Speranza con un lavoro sui poeti irpini, Aniello Russo scrittore e ricercatore che al folklore irpino ha dedicato l’esistenza, lo scrittore Alfonso Nannariello e lo storico Toni Ricciardi che racconteranno l’Archivio Epistolare, progetto che raccoglie le corrispondenze degli sposi separati dall’emigrazione, il giornalista Andrea Covotta, Lorenza Carrara ed Elisabetta Salvini, autrici del libro “Partigiani a Tavola”.

E per finire i geologi Vincenzo Briuolo e Vincenzo Portoghese che con altri illustri ospiti affronteranno il tema delle trivellazioni petrolifere nell’area del lago artificiale di Conza.
Gli incontri pubblici andranno anch’essi alla ricerca dei “siensi” perduti, confrontandosi con tematiche importanti come la sostenibilità e l’agricoltura sociale, le problematiche ambientali, il recupero del senso di comunità e della cultura contadina, l’emigrazione e il ritorno.

Opera simbolo di questa edizione sarà una trebbiatrice volante, una specie di macchina dell’immaginazione, che simbolicamente riprende il tema biblico della separazione, separare il grano dalla pula, separare ciò che davvero ci nutre, dal superfluo. La trebbiatrice, progettata sapientemente dal “Tenente Dum” Marco Stefanini, accompagnerà questa carovana itinerante alla scoperta di terre capaci di evocare un potente immaginario, un paesaggio di confine, fatto di vuoti da riempire, un itinerare di incontri, musica, danze, sposalizi di culture, racconti e tappe: il Formicoso, il Monte Mattina, le grandi querce dell’Òcchino, il Castello di Calitri, la casa dell’Eca, la rupe di Cairano e la stazione ferroviaria sospesa di Conza-Andretta-Cairano.

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IL CONCERTO DEL 29 AGOSTO: I 25 ANNI DI SPOSALIZIO CON LA MUSICA DI VINICIO CAPOSSELA

E proprio nell’area della Stazione di Conza-Andretta-Cairano la notte del 29 agosto andrà in scena la “NOTTE D’ARGENTO”, il concerto con cui Vinicio Capossela celebrerà le sue nozze d’argento con la musica sotto la rupe protagonista de “Il paese dei coppoloni”, in una notte di luna piena.
Sul palco con lui ci saranno amici e ospiti speciali, tra cui Psarantonis, King Naat Veliov & The Original Kočani Orkestar, la Banda della Posta, Howe Gelb, i Los TexManiacs, Vincenzo Vasi, Alessandro “Asso” Stefana, Enza Pagliara ed altri ancora che saranno annunciati nelle prossime settimane.

I biglietti per il concerto del 29 agosto sono in vendita su MailTicket al link http://www.mailticket.it/evento/6063 al prezzo di 15 euro mentre l’accesso al resto degli spettacoli e degli eventi del programma dello SponzFest è libero e gratuito.
I biglietti saranno disponibili in vendita anche allo SponzOffice di Calitri (i cui giorni e orari di apertura saranno comunicati a breve) al prezzo speciale di 10 Euro.
L’ingresso è gratuito per bambini e ragazzi fino a tredici anni.

Il concerto “NOTTE D’ARGENTO” ha come sponsor ufficiale la Tequila Don Julio.

Sul sito ufficiale del Festival, al link http://www.sponzfest.it/2015/programma/ e sui canali social ufficiali si può consultare il programma che sarà ulteriormente ampliato nei prossimi e si possono trovare inoltre tutte le informazioni relative a trasporti e ospitalità.

Progetto del Comune di Calitri (Comune Capofila) in partnership con i Comuni di Cairano, Andretta, Conza e Aquilonia ammesso ai Fondi PAC – “Piano strategico per il turismo – programma di eventi promozionali” – Avviso pubblico di selezione ex D.G.R.C. n. 45/2015 – “ITINERARI” – Regione Campania Assessorato al Turismo e ai Beni Culturali PIANO di AZIONE COESIONE

Prevendite per Notte D’Argento: http://www.mailticket.it/evento/6063
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Fonte: Ufficio Stampa